Cosa si intende per sviluppo sostenibile?

Dal Rapporto della Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo: “Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.” I concetti chiave sono la soddisfazione dei bisogni estesa a tutti gli abitanti della Terra, in particolare ai più poveri, e la responsabilità verso i posteri, ai quali bisogna poter consegnare uno stock di riserve adeguato e un ambiente senza gravi squilibri. Lo sviluppo non deve tener conto soltanto del reddito economico e della quantità dei beni prodotti ma anche della qualità dell’ambiente e della qualità della vita, che comprende le condizioni sanitarie, culturali e sociali della popolazione. Lo sviluppo sostenibile si basa su tre principi fondamentali: integrità dell’ecosistema, efficienza economica ed equità sociale.

L’integrità del sistema consiste nel mantenere il geosistema e gli ecosistemi integri, non solo limitando prelievi ed emissioni di gas inquinanti ma evitando ogni alterazione irreversibile.

Il concetto di efficienza economica va inteso in senso ecologico, cioè considerando non solo i costi e i vantaggi immediati connessi con l’uso delle risorse e dell’ambiente, ma anche quelli a lungo periodo.

È efficiente un sistema economico che garantisce il massimo della produzione e di consumi compatibili con gli equilibri ecologici, permettendo di mantenere costanti nel tempo le potenzialità dell’ambiente.

Mentre è considerato inefficiente un sistema economico che produce in perdita, ossia che dà profitti distruggendo progressivamente il capitale Terra.

L’equità sociale va riferita a due scale temporali, quella intragenerazionale cioè all’interno di ogni comunità umana in un determinato momento storico e intergenerazionale cioè riferita alle generazioni future. L’equità intragenerazionale consiste nella possibilità di accedere alle risorse, come equa distribuzione dei redditi e come diritto di ogni persona alla propria
cultura, religione ed idea politica. L’equità intergenerazionale consiste nell’operare senza precludere alle generazioni future la fruizione dell’ecosistema e delle sue risorse almeno nella stessa misura e negli stessi termini con cui ne fruiscono le presenti generazioni.

2017 05 agenda2030 1Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati
a raggiungerli entro il 2030.

Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

2017 05 agenda2030 2I 17 obiettivi

Obiettivo 1: Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo.

Obiettivo 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età.

Obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.

Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze.

Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.

Obiettivo 7: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni.

Obiettivo 8: Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

Obiettivo 9: Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile.

Obiettivo 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni.

Obiettivo 11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.

Obiettivo 13: Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico.

Obiettivo 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

Obiettivo 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre.

Obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni forti

Obiettivo 17: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

Sono obiettivi di enorme rilevanza, universali, che pongono al centro la persona, i suoi diritti fondamentali e l’ambiente in cui vive. Un programma d’azione di portata storica.

Nel settembre dell’anno scorso è stata lanciata dall’Organizzazione internazionale del lavoro una coalizione globale con al centro l’obiettivo n. 8. Lavoro forzato, tratta delle persone e lavoro minorile dovranno essere contrastati entro il 2025.

In un mondo globalizzato come il nostro nessuno può escludersi dall’impegno per realizzare il bene comune.


Articolo publicato sul mensile insieme di maggio 2017.

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