2017 078 spiritosanto1Lasciarsi guidare e inquietare dallo Spirito Santo. Papa Francesco ci aiuta a riflettere sulla terza persona della SS.Trinità. (fonte: ZENIT)

“Lo Spirito Santo è il compagno di cammino di ogni cristiano”

(Omelia del 22 maggio 2017, Casa di S. Marta)

 

“Lo Spirito Santo è il compagno di cammino di ogni cristiano.” Lo ha sottolineato papa Francesco nella sua omelia della Messa mattutina di lunedì 22 maggio 2017, riportata dalla Radio Vaticana. Ma occorre avere il cuore aperto, ha ricordato il Pontefice nella Cappella della Casa Santa Marta. Infatti, lo Spirito “in un cuore chiuso non può entrare”.

Nella sua riflessione sul Vangelo di San Giovanni (15, 26-16, 4a), in cui Gesù promette ai suoi discepoli di mandare “lo Spirito della verità”, il Pontefice ha spiegato che lo Spirito Santo “ci dà la sicurezza di essere salvati da Gesù”. Infatti, “senza lo Spirito, nessuno di noi è capace di dirlo, di sentirlo, di viverlo”, ha detto il Papa, anzi il Paraclito “ci accompagnerà verso la Verità piena”.

Per questo, “lo Spirito Santo è il compagno di cammino di ogni cristiano, anche il compagno di cammino della Chiesa”, ha proseguito il Pontefice, che ha sottolineato che si tratta di un “dono”, “il grande dono di Gesù”, quello che “non ci fa sbagliare”.

E la dimora dello Spirito Santo, ha detto Papa Francesco, è “il cuore” di ogni essere umano. Ma, “in un cuore chiuso non può entrare”, ha spiegato il Papa, aggiungendo che “le chiavi per aprire il cuore” non sono in vendita, poiché “è un dono anche quello”.

A questo punto, Francesco ha proposto un esame di coscienza: “Chiedo al Signore la grazia che il mio cuore sia aperto?”, “cerco di ascoltare lo Spirito Santo, le sue ispirazioni, le cose che Lui dice al mio cuore perché io vada avanti nella vita di cristiano, e possa testimoniare anche io che Gesù è il Signore?”

2017 078 spiritosanto2Il Papa ha anche suggerito una preghiera per avere il cuore aperto. “Signore, aprimi il cuore perché io possa capire quello che Tu ci hai insegnato. Perché io possa ricordare le Tue parole. Perché io possa seguire le Tue parole. Perché io arrivi alla verità piena”, ha pregato Francesco.

Una fede che non ascolta lo Spirito Santo diventa ideologica

(Omelia di lunedì 29 maggio 2017, Casa di S. Marta)

Prima di prendere una decisione, occorre fare un discernimento, lasciandosi cioè interpellare, anzi “inquietare” dallo Spirito Santo. Se no, ha avvertito papa Francesco lunedì 29 maggio 2017 durante la sua omelia mattutina nella “Domus Sanctae Marthae”, riportata dalla Radio Vaticana, la fede diventa “ideologica”.

“Lasciarsi inquietare dallo Spirito Santo”, ha sottolineato il Papa, non è “sentimentalismo”, perché andare “sulla strada giusta non è sentimentalismo”.

“Sentire e discernere: discernere quello che sente il mio cuore, perché lo Spirito Santo è il maestro del discernimento”, ha proseguito Jorge Bergoglio, il primo romano Pontefice della storia “figlio” della spiritualità ignaziana.

“Una persona che non ha questi movimenti nel cuore, che non discerne cosa succede, è una persona che ha una fede fredda, una fede ideologica”, così ha proseguito il Papa, che ha ribadito: “La sua fede è un’ideologia, tutto qui.”

Fondamentale è quindi interrogarsi sul proprio rapporto con lo Spirito Santo. “Chiedo che mi guidi per il cammino che devo scegliere nella mia vita e anche tutti i giorni? Chiedo che mi dia la grazia di distinguere il buono dal meno buono?”, ha detto Francesco, che ha fatto anche un cenno alla tentazione sotto l’apparenza del bene e ha invitato quindi i presenti nella Cappella di Santa Marta a chiedere “questa grazia di ascoltare quello che lo Spirito dice alla nostra Chiesa, alla nostra comunità, alla nostra parrocchia, alla nostra famiglia”.

Papa Francesco aveva iniziato la sua riflessione partendo dalla Prima Lettera, presa dagli Atti degli Apostoli (19,1-8), che racconta quella che il Pontefice ha chiamato “la Pentecoste di Efeso”. La prima comunità efesina — “gente buona, gente di fede”, ha detto il Papa — prima dell’arrivo di Paolo e dell’imposizione delle mani ignorava infatti il dono dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo, il Paraclito promesso da Gesù, muove infatti i nostri cuori. E quindi occorre porsi la domanda, se sono “capace” di ascoltarlo. “Certi cuori, se noi facessimo un elettrocardiogramma spirituale il risultato sarebbe lineare, senza emozioni”, ha osservato il Papa, che come esempio ha menzionato i dottori della legge. “Erano credenti in Dio, sapevano tutti i comandamenti, ma il cuore era chiuso, fermo, non si lasciavano inquietare.”

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Articolo pubblicato sul mensile insieme di luglio-agosto 2017.