2017 078 volontariato1In ogni epoca molte persone hanno avvertito nel loro intimo delle motivazioni che le spingevano ad agire in favore del prossimo in difficoltà. L’esperienza testimonia che l’impulso del dono di sé è iscritto nella natura umana. Ne è controprova la parabola evangelica del buon samaritano, che da due millenni è il simbolo del comportamento altruistico e della generosità etica.

Il volontariato individuale, cioè quello che uno si sceglie e gestisce in proprio, è una pratica molto diffusa. Sono veramente molte le persone, di tutte le età, che si dedicano a qualche attività di assistenza, di accompagnamento o di aiuto, come modo per esercitare lo spirito di solidarietà e di vicinanza verso chi è nel bisogno.

Pensiamo ai parenti che assistono i loro ammalati, alle visite che vengono fatte agli anziani sia negli istituti che in famiglia, alle prestazioni fatte nelle emergenze, alle persone che si offrono per le varie iniziative civili e religiose.

Un’altra forma di volontariato, sempre più diffusa, è quello organizzato. Sempre più numerose sono le organizzazioni e le associazioni che danno vita alle più svariate forme di volontariato.

I criteri di differenziazione, sono da una parte i settori delle attività prevalenti (sanità, assistenza sociale, attività ricreative e culturali, protezione civile), e dall’altra la matrice culturale e ideale (confessionale, e aconfessionale). Ultimamente fra le due aree tradizionali, confessionale e aconfessionale, si è aggiunta una terza (‘nessuna matrice esplicita’).

In questo variegato mondo emergono alcune linee fondamentali comuni a tutte le forme di volontariato.

2017 078 volontariato2I grandi valori del volontariato

Indubbiamente l’area della solidarietà sociale è molto vasta, ma non tutte le sue espressioni sono forme di vero volontariato: le cooperative di solidarietà sociale, le imprese sociali, l’associazionismo sociale, le varie attività di economia non profit, hanno tutto il loro valore ma sono specie diverse dal volontariato. Quello che oggi si chiama il terzo settore, non va confuso con il volontariato o i volontariati.

La legge italiana sul volontariato del 1991 definisce “attività di volontariato quella prestata ad altri in modo personale, spontaneo, gratuito, senza fini di lucro anche indiretto, ed esclusivamente per fini di solidarietà sociale” (art.2). E la Carta dei valori del volontariato afferma: “Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito, promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni” (n.1)

Caratteristiche qualificanti del volontariato

a. Il valore principale e distintivo del volontariato è la gratuità. È l’elemento che lo rende originale rispetto ad altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai conseguenti vantaggi diretti o indiretti. Il volontariato è il luogo della realizzazione del dono di sé. Su questo punto bisogna fare un po’ di chiarezza. La gratuità è l’asse portante del volontariato, è la sua carta di identità. Essa non viene meno mai, neanche quando si ottengo no eventuali finanziamenti, che in ogni caso non sono per i volontari, ma per le opere che essi promuovono.

b. Il secondo valore è l’attenzione alla dignità della persona umana. Il volontario si muove per spirito di condivisione e di solidarietà con l’essere umano che vive particolari condizioni di difficoltà, e si pone come risposta ai bisogni della persona. Al centro infatti della sua attività sta la percezione della dignità della persona umana, nel rispetto della sua concreta realtà, cioè dei sui molteplici rapporti legati al sesso, alla razza, alla lingua, alla religione, alle opinioni politiche. Egli è sensibile all’appello che arriva dalle situazioni di bisogno per rimuovere tutti gli ostacoli sociali ed economici che che limitano la libertà, l’uguaglianza e impediscono il pieno sviluppo della persona. C’è soprattutto la relazione personale, possibilmente diretta che favorisce la comunicazione tipicamente umana, fatta non solo di opere ma anche di parole e di contatti riscaldati dal calore dell’affetto. Per questo i volontari devono essere vigili nel coltivare la loro sensibilità, combattendo non solo il sempre risorgente egoismo ma anche l’indifferenza e la abitudinarietà.

c. Lo spirito di solidarietà è il terzo valore fondamentale. La solidarietà non è qui intesa come sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone vicine o lontane, ma la decisione di farsi carico, secondo le proprie competenze, tanto dei problemi locali quanto di quelli globali, impegnandosi a promuovere il bene delle persone e il bene comune, portando un contributo al cambiamento sociale. La vera solidarietà si fonda sulla giustizia, perciò il volontario si dedica alla difesa e alla promozione dei diritti, al superamento dei comportamenti discriminatori; non si limita alla denuncia, ma avanza proposte e progetti atti a promuovere una società più vivibile. Per i volontari di ispirazione cristiana, l’ultimo fondamento è l’esempio e l’insegnamento di Cristo, che ha mostrato fin dove arriva la carità, l’agapè, cioè il vero amore per il prossimo: fino al dono totale della vita. Per il credente il prossimo non è soltanto un essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale uguaglianza davanti a tutti, ma è l’immagine viva di Dio, la presenza misteriosa di Cristo, fratello universale. Con questo nuovo criterio la solidarietà diventa impegno per l’attuazione del disegno divino chiamato Regno di Dio, per il quale l’umanità viene liberata dalle ‘strutture di peccato’, cioè da ogni forma di schiavitù, e sperimenta una misteriosa e gratificante comunione con Dio e con gli altri uomini.

2017 078 volontariato3Il ruolo politico del volontariato

Il volontariato è un’attività privata che per sua natura incontra l’area del pubblico. Interviene in situazioni e affronta problemi che non possono non interessare le pubbliche istituzioni. Perciò il volontariato svolge un ruolo politico in quanto funge da pungolo ai politici perché si rendano sensibili e attenti alle necessità dei deboli e ai diritti dei poveri e degli emarginati, e possano arrivare anche a dare risposte mediante il cambiamento delle leggi. È una funzione molto importante, che spesso si è rivelata benefica, in quanto il volontariato a volte arriva là dove le pubbliche istituzioni ancora non sono; segnala, richiama l’attenzione, inventa cammini ed esperimenti, fa pressione, indica nuove frontiere al sistema dei servizi sociali.

2017 078 volontariato4Un profilo etico del volontario

Da quanto abbiamo detto finora si ricava l’esigenza che il volontario viva la propria esperienza in modo coerente con i valori e i principi che fondano l’agire volontario. Un tale agire assume inevitabilmente una connotazione etica, in quanto si lascia guidare e valutare da un complesso di norme che traggono la loro legittimità dalla razionalità umana. Quali sono le regole morali del volontario? Si muove solo sotto l’impulso del buon cuore, attratto dal sentimento della compassione, sostenuto dalla naturale generosità? È indubbio che queste componenti influiscono nel comportamento che apre alla disponibilità verso chi ha bisogno. Ma bisogna aggiungere anche altre caratteristiche.

1. Etica della responsabilità. Il volontario si fa carico del bisogno che vede, dell’iniziativa che valuta necessaria. Ricordiamo il famoso “I care” di don Milani, ‘ mi prendo cura’ in prima persona. Il volontario responsabile non delega ad altri le risposte e non si limita alla denuncia, ma avanza proposte e progetti: se è necessario coinvolge anche i membri della sua comunità. Il senso di responsabilità si esercita nei confronti della persona, della società, del territorio, dell’ambiente, dei beni culturali, di tutto ciò che concorre a creare una vita più liberante e più umana.

2. Etica del dono. Se la gratuità è il segno distintivo di ogni volontario, il dono è la qualifica morale della sua azione. Il volontario dona il suo tempo, le sue competenze professionali, le sue attitudini umane e relazionali, senza alcuna aspettativa di ricompensa e di pagamento diretto o indiretto. Così attraverso il dono di sé la persona realizza se stessa al di fuori della logica di mercato e di profitto economico. Esclude altresì qualsiasi logica di proselitismo e di paternalismo, ma mira alla crescita umana e sociale dei destinatari, al ricupero della loro autonomia e autosufficienza personale, là dove è possibile, in ogni caso al potenziamento dello loro libertà interiore.

3. Etica dell’amore come servizio. Servizio è una parola che va riscattata dalla sua accezione negativa quando indica un rapporto di dipendenza e di subordinazione, paragonabile a forme di schiavitù. Il riscatto si verifica ogni volta che il servizio viene collegato all’amore per esprimerne una modalità fattiva. Servizio, riferito all’opera del volontario, indica il comportamento solerte e disinteressato di chi si fa prossimo alla sofferenza e all’emarginazione. Lo spirito di servizio rimanda indubbiamente al Vangelo e all’esempio di Cristo, il quale dice di sé: “Non sono venuto per essere servito ma per servire” (Mt 20,28), e sappiamo che il servizio del suo amore lo ha condotto a donare la sua vita per noi.. Aiutare con spirito di servizio significa eliminare anche la parvenza di una qualche superiorità, e dare un segno non equivoco di amore.

4. Etica della formazione permanente. Gratuità, rispetto della persona, spirito di solidarietà: sono valori che vanno continuamente coltivati e approfonditi. Per il volontariato è dunque indispensabile un impegno formativo continuo che permetta alla persona una crescita costante a due livelli: quello delle motivazioni che costituiscono la migliore garanzia della continuità dell’esperienza e danno consistenza all’identità dei singoli volontari e delle loro organizzazioni; e quello tecnico operativo, cioè il saper e il saper fare, ossia la ricerca dei modi per rispondere sempre meglio alle esigenze impellenti con cui si viene a contatto. C’è un terza dimensione della formazione permanente ed è la spiritualità. C’è bisogno di diventare capaci di tenuta di fronte alle prove e agli insuccessi, di accettare la fatica del servizio meno gratificante, di vedere un cammino di vita anche nelle situazioni umane più degradate. Il volontario credente trova l’appoggio necessario nella certezza che lo Spirito di Dio continua a riempire tutta la terra e a guidare tutta la storia umana. Spiritualità infatti significa attenzione alla guida dello Spirito.

5. Etica della profezia e della speranza. Chi agisce nella società per dare un contributo positivo di miglioramento, produce anche segnali di speranza, induce atteggiamenti di fiducia nel futuro, dimostra che il cambiamento è possibile, stimola la progettualità sociale, e scioglie i dubbi di coloro che sono propensi all’immobilismo. La speranza è una virtù che non va confusa con il semplice ottimismo. Essa è certezza che i germi di bene porteranno frutto, prima o poi, perché nel loro dinamismo opera una forza superiore che si può sperimentare amica. Nella Bibbia, quando Dio vuole dare segno di interesse e di amore al suo popolo, suscita in mezzo ad esso i suoi profeti che in nome suo pronunciano parole di speranza, radicandola in promesse di un futuro migliore.

Si può dire che nel nostro tempo, accanto ad alcuni profeti maggiori come don Milani, Martin Luther King, papa Giovanni e altri, anche molti volontari svolgono collettivamente una funzione profetica, spesso senza saperlo, perché con la loro vita e la loro testimonianza annunciano un mondo che sarà migliore, perché più umano, più solidale, più giusto, più ricco d’amore disinteressato e gratuito.

2017 078 volontariato5Impariamo dai testimoni

Molti sono i testimoni che hanno praticato il volontariato come ideale di vita. I grandi esempi non ci devono incutere timore, devono anzi infonderci coraggio, per perseverare nel fare la nostra parte, come volontari solidali in questa nostra città: contribuire alla diffusione dei valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza, e farci promotori di stili di vita caratterizzati dal senso della responsabilità, dell’accoglienza, della solidarietà e della giustizia sociale. Lavoriamo per migliorare noi stessi e così renderemo migliore la nostra società.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di luglio-agosto 2017.