2016 0678 fedevacanza

Agosto è per eccellenza un mese di vacanza e di villeggiatura, un periodo nel quale, compatibilmente alle possibilità ed alle situazioni, molti cercano di concedersi momenti di distensione e di riposo dallo stress della vita di ogni giorno. Questo periodo ci chiama, però, ad una importante riflessione sul modo di concepire la vacanza in rapporto alla fede, tenuto conto dell’evidente calo delle presenze alle celebrazioni domenicali - per non parlare delle messe feriali – circostanza che attualmente accomuna le nostre chiese. Il periodo estivo, infatti, in molti casi porta con sé l’idea che la vacanza, il distacco momentaneo dalla quotidianità, debba essere anche lontananza dalla fede. La fede però non conosce villeggiatura, non ha bisogno di riposo. Tutt’altro. Il periodo di vacanza è il momento nel quale il Signore c’invita a dedicarci di più alla preghiera ed alla riflessione perché dovrebbe esserci più tempo, meno fretta e più tranquillità per alimentare in modo migliore il nostro spirito al quale spesso nel corso dell’anno non dedichiamo “attenzioni vere”.Gesù conosce bene l’uomo, Egli ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo, si è fatto uno di noi, in tutto simile
a noi fuorché nel peccato e da uomo ha conosciuto il caldo e il freddo, la sete e la fame, la stanchezza, la veglia, il sonno, la tristezza, eppure non ha smesso mai di amare gli altri. Il suo amore per noi non è mai andato in ferie ed altrettanto dobbiamo fare noi con Lui attraverso i nostri comportamenti di vita anche in vacanza, perché il Vangelo è sempre Vangelo, che ci si trovi al mare, in montagna, in città o in giro per il mondo. Chi sceglie Cristo lo sceglie ogni giorno dell’anno e per tutto l’anno e per tutta la vita. Essere cristiani anche in vacanza è quindi una prova di maturità alla quale il Signore ci chiama ed il periodo di riposo deve rappresentare un momento di riflessione per tutti, giovani e meno giovani, singoli e famiglie, affinché anche nella spensieratezza ci sia regolatezza, raziocinio, divertimento sano e costruttivo, rispetto verso il prossimo in nome dell’amore di Dio e della Sua immensità. Sia allora per tutti un’estate di fede e di vicinanza a Dio, senza dimenticare una preghiera ed un pensiero ai malati negli ospedali e nelle case di cura, agli anziani, ai carcerati, alle persone sole ed a tutti coloro i quali non potranno beneficiare di un tempo di riposo e di vacanza.


Articolo publicato sul mensile insieme di giugno-luglio-agosto 2016.