2016 0678 papalesboUna visita lampo quella del Pontefice a Lesbo, ma di grande portata storica, umana e religiosa, un viaggio ecumenico e umanitario.
Abbiamo visto il Papa profondamente commosso, in ascolto attento, empatico, immedesimarsi nelle storie disperate e nelle istanze di uomini e donne, padri, madri, figli, che hanno perso tutto, molti anche gli affetti più cari nei modi più tragici.
Siamo abituati a sentire parlare dei migranti in termini economici. La visita a Lesbo ha richiamato e fatto riemergere l’aspetto culturale, umanitario, cristiano. I rifugiati sono i
pellegrini, gli stranieri delle opere di misericordia, bisognosi di tutto, casa, lavoro, cure, abiti, cibo e anche ascolto, comprensione. In una parola bisognosi di solidarietà vera e concreta.
“Prima di essere numeri, sono persone, volti, nomi, storie”, dice il Papa. “Tutto quello cha avete fatto a uno solo di questi piccoli l’avrete fatto a me” (Mt 25, 41). Francesco chiama i migranti “carne di Cristo”, ci insegna a metterci in cammino con loro, a farci compagni di strada e con la sua coerente testimonianza ci invita al cambiamento.
La sua testimonianza si concretizza, insieme ai patriarchi Jeronymos e Bartolomeo, in un appello congiunto alla comunità internazionale a “fare della protezione della vita una priorità e a sostenere politiche inclusive che si estendano a tutte le comunità religiose”.
Non contento, Bergoglio dà l’esempio e torna a Roma portando con sé tre famiglie di rifugiati dalla Siria, dodici persone in tutto, di cui sei minori, musulmani, con i documenti in
regola.
“L’Europa – ricorda – è la patria dei diritti umani, e chiunque mette piede in terra europea dovrebbe poterlo sperimentare, così si renderà più consapevole di doverli a sua volta rispettare e difendere”. Sarà capace l’Europa di seguire questa rotta che la sua stessa storia e tradizione le indicano? O vinceranno gli interessi politico-economici unilaterali,
accompagnati dalla paura? I politici vorranno e sapranno collaborare per “costruire la pace” e sviluppare “politiche di ampio respiro” per una vera solidarietà?
“Solo insieme - dice il Pontefice – si possono e si devono cercare soluzioni degne dell’uomo alla complessa questione dei profughi”.


Articolo publicato sul mensile insieme di giugno-luglio-agosto 2016.