Molti lettori andranno in Italia per trascorrere le ferie. In questo tempo di riposo si può più facilmente trovare tempo per dei momenti di riflessione e di approfondimento della fede. Perchè non dedicare una giornata insieme alla propria famiglia alla visita di un santuario della misericordia, dove è possibile varcare la Porta Santa? Ce ne sono più di venti sparsi nelle regioni Italiane. Ne facciamo conoscere tre. Connubio di fede, bellezze naturali e artistiche, un vero nutrimento dello spirito.

In Piemonte: Santuario di Oropa

2016 0678 oropaIl Santuario della Madonna Nera, meta ideale per chi desidera unire momenti di serenità interiore a occasioni di approfondimento culturale, Oropa si colloca in uno scenario unico e incontaminato a soli
15 minuti dal centro di Biella.

Il Santuario di Oropa sorge a 1200 m di altitudine ed è il più importante Santuario mariano delle Alpi: inserito in una cornice naturale di assoluta bellezza, è un luogo di incontro, di dialogo, di ascolto, di contemplazione e di preghiera. Come una gemma incastonata tra il velluto dei verdi prati circostanti, il Santuario appare oggi come una reggia, il cui grandioso insieme di edifici viene quasi stemperato dalle montagne circostanti. Lo sviluppo del Santuario subì diverse trasformazioni nel tempo, fino a raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandosi da luogo di passaggio a luogo di destinazione per i pellegrini animati da un forte spirito devozionale.

I pellegrini potranno accedere alla Porta Santa, attraverso cinque Vie di lunghezza ed esposizione diversa:

  1. La Via del Sacro Monte, che ripercorre parte dell’antico itinerario di accesso al Santuario;
  2. La Via del Pellegrino che, partendo dalla cappella di San Luca, inviterà tutti coloro che giungono a piedi in Santuario da Biella;
  3. La Via del Santuario che, partendo dal crocifisso antistante i cancelli, passerà lungo il grande scalone reale; La Via dalla Basilica Superiore per chi scenderà in Santuario
    Santuario di Oropa, Piemonte dalle montagne;
  4. La Via del Chiostro che, partendo dall’Antico ingresso, al coperto dei portici, sarà per i meno abili e in caso di brutto tempo.

Ognunadi queste “Vie” prevede quattro tappe di riflessione e di preghiera, così che il pellegrino possa varcare la Porta Santa con l’animo preparato e ben disposto al grande dono dell’Indulgenza.

In Umbria: Santuario dell’Amore Misericordioso

2016 0678 collevalenzaIl Santuario dell’Amore Misericordioso sorge a Collevalenza, caratteristico Borgo medievale a pochi chilometri da Todi. È sede di una Porta Santa della misericordia.

Il santuario è nato per opera di madre Speranza, al secolo Maria Josepha Alhama Valera, una suora spagnola morta a 90 anni il giorno 8 febbraio 1983 dopo una vita dedicata alla costruzione del Santuario e delle opere annesse.

L’imponente complesso del Santuario è un significativo esempio di architettura contemporanea e si deve al progetto dell’architetto spagnolo Julio Lafuente. La basilica è preceduta da una lunga scalinata e presenta una facciata piana con la parte inferiore caratterizzata da un portico costituito da una pensilina alquanto sporgente e la parte superiore da un’ampia vetrata. Alla destra della basilica sorge l’alta torre campanaria con la parte terminale cruciforme. L’interno della chiesa è a navata unica con sei cappelle per lato; queste ultime sono costituite da cilindri per metà inseriti all’interno della navata stessa. L’area presbiterale, rialzata di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, è interamente in marmo bianco ed ospita al centro l’altare maggiore. La cripta della basilica dedicata a Maria Mediatrice, ospita alle spalle dell’altare, il quale è sovrastato da una bassa cupola musiva, la tomba di Madre Speranza.

Fa parte del santuario anche la chiesa del Crocifisso, con pianta a croce latina, caratterizzata dal soffitto in legno di larix sibirica e dal pregevole Crocifisso collocato sopra l’altare, scultura del 1930, nel quale Madre Speranza di Gesù volle sottolineare l’Amore di Gesù nei confronti degli uomini. A lato del santuario, nei pressi del pozzo voluto
dalla fondatrice, si trovano la fonte e le piscine presso cui il pellegrino è invitato a dissetarsi e a bagnarsi. Per questo il luogo è chiamato “Piccola Lourdes”.

Le due le strade di accesso alla porta santa: la prima dalla Cripta, passando per le fontanelle del Pozzo, per poi attraversare il piazzale fino alla porta santa, varcata la quale si è accolti dalle braccia aperte del Crocifisso. Seconda strada La via crucis, illustrata e commentata da Madre Speranza, che lungo un itinerario alberato conduce alla Cripta e, attraversando il piazzale, alla Porta Santa.

In Puglia: Santuario di Montevergine

2016 0678 palmariggiLa nascita del Santuario di Montevergine, situato su una piccola collina appena fuori Palmariggi, e conseguentemente l’origine e il culto per la Beata Maria, risale al 1595 anno dell’apparizione della Madonna ad un piccolo pastorello. Egli era solito pascolare il suo gregge sul monte Giove, che si trova a circa un Km. da Palmariggi. Un giorno, mentre
era intento ad intagliare un ramoscello, perse coltello e disperato si mise a cercarlo tra i rovi. Ad un tratto venne investito da un profumo proveniente da quegli stessi rovi, nei quali scorse una strana luce. Intravide la figura di una Signora che, nel porgergli il coltellino ritrovato, lo invitò a ritornare a Palmariggi per raccontare a tutti dell’accaduto e per
invitarli a recarsi in quel luogo. Il pastorello obbedì, il parroco e tutta la comunità accorsero alla collina di Montevergine. Appena giunsero nel posto indicato, tutti iniziarono a sgomberare i rovi fino a scorgere l’ingresso di una grotta. Si trattava di una cripta bizantina, nel cui lato orientale si ergeva un altare contenente un affresco della Madonna a mezzo busto con in braccio il Bambino Gesù. In seguito all’evento dell’apparizione della Vergine, proprio in quel luogo, venne eretta una cappella che prese, inizialmente,
il nome di Monte della Vergine per essere tramutato poi nell’attuale Montevergine. Nel 1703, sulle rovine della chiesetta crollata, iniziarono i lavori di riedificazione e ristrutturazione che si conclusero nel 1707 con la dedicazione del tempio alla Vergine Maria Assunta in cielo. Il tempio si erge sulla stessa cripta bizantina originaria dove si trova ancora oggi l’affresco della Madonna in stile bizantino a mezzobusto e figura ovale. Il Santuario contiene uno spettacolare altare maggiore in stile barocco. Qui si trova un grande quadro della Madonna delle Grazie con ai piedi un angelo che tiene una palma, simbolo di Palmariggi. Sempre all’interno del Santuario, si trova una scalinata, composta di 20 gradini, che conduce ad una cripta sotterranea contenente l’immagine bizantina della Gran Madre di Gesù.

Ogni anno, l’8 di maggio, ricorrono i festeggiamenti in venerazione della Madonna di Montevergine. Durante la processione la statua della Vergine viene portata in spalla esclusivamente dalle donne, escludendo gli uomini dal rituale tradizionale. Il luogo di culto rappresenta, da sempre, meta di pellegrinaggi e gite anche grazie alla presenza di numerose pietre neolitiche risalenti all’epoca preistorica, i cosiddetti menhir, che rendono la zona circostante particolarmente suggestiva.


Articolo publicato sul mensile insieme di giugno-luglio-agosto 2016.