Qualche chiave di lettura dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”

Di fronte al testo dell’Amoris laetitia è importante disporsi a una attenta lettura, senza svolazzare qua e là con commenti superficiali secondo l’uso dei media.

Le intenzioni dell’autore

Per comprendere un testo si devono conoscere e rispettare le intenzioni dell’autore e il Papa è esplicito in merito.

Non vuole pronunciarsi su questioni dibattute dai teologi, ma allontanare pastori e fedeli da posizioni estreme inaccettabili, come sono il «desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento» e la pretesa di «risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche» (AL 2).

Lo sguardo del lettore non deve rivolgersi alle posizioni di teologi e pastoralisti, ma alle coppie di sposi, alla vita delle famiglie che si impegnano per vivere la loro vocazione in un difficile e complesso contesto sociale ed ecclesiale.2016 0678 amorislaetitia1

La struttura del testo

Il papa ci invita a non andare direttamente ai temi caldi e problematici [cap. 8] che più interessano i media e tante persone, famiglie e pastori e ci propone prima un cammino per tappe, o capitoli, con finalità chiare, che espone nel al n. 6: «Nello sviluppo del testo, comincerò con un’apertura ispirata alle Sacre Scritture, che conferisca un tono adeguato [cap. 1].

A partire da lì considererò la situazione attuale delle famiglie, in ordine a tenere i piedi per terra [cap. 2]. Poi ricorderò alcuni elementi essenziali dell’insegnamento della Chiesa circa il matrimonio e la famiglia [cap. 3], per fare spazio così ai due capitoli centrali, dedicati all’amore [cap. 5-6]. In seguito metterò in rilievo alcune vie pastorali che ci orientino a costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio [cap. 6], e dedicherò un capitolo all’educazione dei figli [cap. 7].

Quindi mi soffermerò su un invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore ci propone [cap. 8], e infine traccerò brevi linee di spiritualità familiare [cap. 9]».

Come leggere l’esortazione

«Non consiglio - dice il Pontefice - una lettura generale affrettata» (7), alla ricerca di novità. I fedeli hanno a loro disposizione il frutto maturo di una riflessione ampia e ricca realizzata da due sinodi e presentata alla riflessione del Santo Padre. Seguire questi due consigli sarà espressione di stima teorica e pratica per questo testo pontificio: primo, approfondire «pazientemente una insieme CHIESA E FAMIGLIA parte dopo l’altra» (7), facendolo oggetto di uno studio sereno e di una riflessione profonda. Secondo, fare di
questo testo un vademecum per la vita, in cui ciascuno cerchi «quello di cui avranno bisogno in ogni circostanza concreta» (7).

Il testo è chiaro, semplice e concreto. Ci possono essere tuttavia alcuni passi ed espressioni di non immediata comprensione come spesso accade nei documenti apostolici,
ma siamo comunque invitati a leggere con calma e profondità questo atteso testo sull’“amore nella famiglia”, tema vitale per tutti noi, per le famiglie, per la società, per la Chiesa.

“Amoris laetitia”: la bellezza della famiglia secondo Francesco

La monumentale Esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco segna la conclusione del non facile cammino di riflessione intrapreso nelle due assemblee dei vescovi del mondo. Per parlare di famiglia, dice il Santo Padre, “non esistono semplici ricette”, ma bisogna ampliare lo sguardo e adottare un discernimento che, per quanto possibile, rifletta sul “caso per caso”, perché “non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero”, ma anzitutto con l’amore. La gioia dell’amore, appunto. Di seguito una sintesi delle tematiche più attese, solo una parte, la più mediaticamente discussa dell’ampia e articolata trattazione.

Divorziati risposati: discernimento caso per caso

Sacramenti: La risposta è chiara. Per “l’’innumerevole varietà di situazioni concrete” non è possibile “una normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi” ma solo “un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari, che dovrebbe riconoscere che, poiché il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi, le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi”.

Ciò che è certo secondo Bergoglio, è che “non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”. “Nemmeno – afferma il Papa in una nota a piè di pagina – per quanto riguarda la disciplina sacramentale, dal momento che il discernimento può riconoscere che in una situazione particolare non c’è colpa grave”. “Un pastore – aggiunge – non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni ‘irregolari’, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone. È il caso dei cuori chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti
della Chiesa”. Fondamentale, in tal senso, è il compito dei sacerdoti in confessionale. Il colloquio con loro, in foro interno, “concorre alla formazione di un giudizio corretto
su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere” afferma il Santo Padre. Vanno pertanto garantite necessarie condizioni di “umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere a una risposta più perfetta a essa”. Questi sono atteggiamenti fondamentali per evitare il grave rischio di messaggi sbagliati” che portino a pensare a una doppia morale della Chiesa.

2016 0678 amorislaetitia2Partecipazione dei divorziati risposati ai diversi servizi ecclesiali: Il Pontefice sembra aver recepito integralmente le conclusioni dell’ultimo Sinodo, approvate dalla maggioranza dei Padri. Afferma infatti che “occorre discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate”.

Diversità di situazioni: Inoltre le diverse situazioni in cui possono trovarsi i divorziati che vivono una nuova unione, “non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni
troppo rigide”. Ci sono le unioni consolidate nel tempo, “con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria
situazione e grande difficoltà a torna re indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe”. Diversa una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari.

“La Chiesa – prosegue – riconosce situazioni in cui l’uomo e la donna, per seri motivi, quali, ad esempio, l’educazione dei figli, non possono soddisfare l’obbligo della separazione. C’è anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non
era mai stato valido”.

Pensare ai figli: Pensando alla parte più fragile di queste famiglie ferite – i figli – il Papa invita i divorziati a chiedersi “come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi”: se si è tentata una riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze familiari e comunitarie ha la nuova relazione; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio”. “Una sincera riflessione – suggerisce – può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno”.

Separazioni “necessarie”: Proprio “la considerazione della propria dignità e del bene dei figli” impone, in alcuni casi, di “porre un limite fermo alle pretese eccessive dell’altro, a una grande ingiustizia, alla violenza o a una mancanza di rispetto diventata cronica”. Ci sono infatti casi in cui “la separazione è inevitabile”, a volte “persino moralmente necessaria”, ma deve comunque “essere considerata come estremo rimedio”.

“Nessuno può essere condannato per sempre!”

La parola chiave è “integrazione”: “Si tratta di integrare tutti – sottolinea il Santo Padre – si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia “immeritata, incondizionata e gratuita”. Soprattutto, evidenzia Bergoglio, “nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino”.

Omosessuali: accoglienza, ma “no” al matrimonio

2016 0678 amorislaetitia3La stessa accoglienza, viene domandata per le persone con tendenza omosessuale. Anzitutto si ribadisce nel documento “che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza”. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare “un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”. Resta assolutamente esclusa qualsiasi apertura a matrimoni tra persone dello stesso sesso: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia; ed è inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.

Contraccezione, sterilizzazione, aborto, utero in affitto

2016 0678 amorislaetitia4Sulla stessa scia, il Vescovo di Roma condanna contraccezione, sterilizzazione e aborto, misure “inaccettabili” incoraggiate da alcuni politici. La Chiesa – rimarca – “rigetta con tutte le sue forze gli interventi coercitivi dello Stato” a favore di tali misure. Sempre in tema di sessualità, il Pontefice stigmatizza la pratica dell’utero in affitto o la “strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica”. Molte volte, infatti, la sessualità “si spersonalizza” e “si colma di patologie”, lasciandosi dominare dallo “spirito velenoso dell’usa e getta”.

Denunciare violenze e abusi in famiglia

Per i “casi di violenza domestica e di abuso sessuale” il Papa invoca “una buona preparazione pastorale” e invita a “denunciare in tempo possibili situazioni di violenza o anche di abuso subite dai bambini, dando loro un amore sano e un sostegno familiare quando i loro genitori non possono assicurarlo”.

Educazione sessuale di giovani e adolescenti

Francesco raccomanda una sana educazione sessuale dei giovani e degli adolescenti solitamente “presa troppo alla leggera”, affinché possano sviluppare un “senso critico” di fronte a “un’invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controllo e al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualità”. “È irresponsabile ogni invito agli adolescenti a giocare con i loro corpi e i loro desideri”, afferma il Pontefice. E mette quindi in guardia da una educazione sessuale concentrata solo “sull’invito a “proteggersi”, cercando un “sesso sicuro”.

Paternità responsabile

A proposito di sessualità e procreazione, il Papa ribadisce che “le famiglie numerose sono una gioia per la Chiesa”; tuttavia richiama una “sana avvertenza di san Giovanni Paolo II”, secondo il quale “la paternità responsabile non è procreazione illimitata o mancanza di consapevolezza”, bensì “la possibilità data alle coppie di utilizzare la loro inviolabile libertà saggiamente e responsabilmente le realtà sociali e demografiche, così come la propria situazione e i legittimi desideri”.

Il Pontefice pensa alla sofferenza delle coppie che non possono avere figli ma aggiunge che “il matrimonio non è stato istituito soltanto per la procreazione” e perciò anche senza la prole, esso “perdura come comunità e comunione di tutta la vita e conserva il suo valore e la sua indissolubilità”. Inoltre “la maternità non è una realtà esclusivamente biologica, ma si esprime in diversi modi”. Perciò il Papa esprime il pieno sostegno ad adozioni e affido, domandando anche una legislazione che possa “facilitare le procedure”.

“Allargare famiglie” a ragazze madri, disabili, single, orfani, vedove

Dopo aver definito inquietante che ideologie come quella del gender “cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini”, Francesco cita poi una serie di casi per cui è necessaria una particolare cura: ragazze madri; bambini senza genitori; madri sole alle prese con l’educazione dei figli; disabili bisognosi di affetto e vicinanza; giovani in lotta con dipendenze; single per separazione o vedovanza; anziani e malati che soli e bisognosi di sostegno.

Unioni di fatto: trasformarle in opportunità di cammino verso il matrimonio

Secondo Francesco le unioni di fatto sono numerose soprattutto per il fatto che “sposarsi è percepito come un lusso, per le condizioni sociali”. Tali situazioni vanno pertanto affrontate “in maniera costruttiva, cercando di trasformarle in opportunità di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo”.


Articolo publicato sul mensile insieme di giugno-luglio-agosto 2016.