A fine luglio centinaia di migliaia di giovani entusiasti hanno partecipato a Cracovia alla 31esima giornata mondiale della gioventù. Preferiamo non riportare commenti ma lasciar parlare il Pontefice, riportando alcuni tra i passi più significativi del suo messaggio ai giovani.

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Grande festa a Cracovia. Centinaia di migliaia di giovani giunti da tutto il mondo per la 31 giornata mondiale della gioventù hanno accolto il Pontefice arrivato al parco Blonia a bordo di un tram ecologico, con tripudio di colori, musica, canti e danze. Applausi calorosi al “finalmente ci incontriamo” di Francesco; applausi ancora più scroscianti al ricordo di Giovanni Paolo II, che “ha sognato e ha dato impulso a questi incontri” e “Dal cielo egli ci accompagna nel vedere tanti giovani appartenenti a popoli, culture, lingue così diverse con un solo motivo: celebrare che Gesù è vivo in mezzo a noi. E dire che è Vivo, è voler rinnovare il nostro desiderio di seguirlo, il nostro desiderio di vivere con passione la sequela”.

L’avventura della misericordia

Il Pontefice ha poi proseguito con parole forti, coinvolgenti sulla pienezza di vita che viene da Gesù e sull’“avventura della misericordia”: “Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri (recinti e reti)” ha esortato, “lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita. Spingici, come Maria di Betania, all’ascolto di coloro che non comprendiamo, di quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male. Fa’ che volgiamo il nostro sguardo, come Maria di Nazareth con Elisabetta, ai nostri anziani per imparare dalla loro saggezza”.

La misericordia ha il volto giovane

La misericordia – ha affermato il Pontefice – “ha sempre il volto giovane” e ha “un cuore” che “ha il coraggio di lasciare le comodità”, che “riesce ad abbracciare tutti” e che “sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta”. Un cuore misericordioso “sa creare un ambiente di casa e di famiglia per chi ha dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione”, “sa condividere il pane con chi ha fame, un cuore misericordioso si apre per ricevere il profugo e il migrante”.

“Dire misericordia insieme a voi, è dire opportunità, è dire domani, impegno, fiducia, apertura, ospitalità, compassione, sogni”,... “Nei miei anni vissuti da Vescovo ho imparato una cosa: non c’è niente di più bello che contemplare i desideri, l’impegno, la passione e l’energia con cui tanti giovani vivono la vita”. È “stimolante”, infatti, ascoltare i giovani “condividere i loro sogni, le loro domande e il loro desiderio di opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare”.

Tristezza per i giovani annoiati …e noiosi…

Al contrario, “mi addolora incontrare giovani che sembrano ‘pensionati’ prima del tempo. Giovani che sembra che siano andati in pensione a 23, 24, 25 anni. Mi preoccupa vedere giovani che hanno ‘gettato la spugna’ prima di iniziare la partita. Che si sono ‘arresi’ senza aver cominciato a giocare. Che camminano con la faccia triste, come se la loro vita non avesse valore”.

Sono giovani “essenzialmente annoiati… e noiosi”…“È difficile e nello stesso tempo ci interpella, vedere giovani che lasciano la vita alla ricerca della ‘vertigine’, o di quella sensazione di sentirsi vivi per vie oscure che poi finiscono per ‘pagare’… e pagare caro”. E ancora più tristezza provoca vedere “giovani che perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie correndo dietro a venditori di false illusioni (nella mia terra natale diremmo ‘venditori di fumo’) che vi rubano il meglio di voi stessi”.

Gesù Cristo dà passione alla vita

È bene allora “aiutarci a vicenda”, perché “non vogliamo lasciarci rubare il meglio di noi stessi, non vogliamo permettere che ci rubino le energie, la gioia, i sogni con false illusioni”. “Volete per la vostra vita quella ‘vertigine’ alienante o volete sentire la forza che vi faccia sentire vivi, pieni?”, ha domandato il Papa. “vertigine alienante o forza della grazia?”.

La risposta è una e “non è una cosa, né un oggetto”, ma “una persona” che “è viva”: Gesù Cristo. Colui che “sa dare vera passione alla vita”, colui “che ci porta a non accontentarci di poco e a dare il meglio di noi stessi”; che “ci interpella, ci invita e ci aiuta ad alzarci ogni volta che ci diamo per vinti”. “È Gesù Cristo che ci spinge ad alzare lo sguardo e sognare alto”.

La felicità germoglia e sboccia nella misericordia

Dopo il commosso abbraccio dei giovani, papa Francesco ha continuato a braccio, come sua abitudine: “Ma padre – qualcuno può dirmi – è tanto difficile sognare alto, è tanto difficile salire, essere sempre in salita.

Padre, io sono debole, io cado, io mi sforzo, ma tante volte vengo giù. Gli alpini, quando salgono le montagne, cantano una canzone molto bella, che dice così: ‘Nell’arte di salire, quello che importa non è non cadere, ma non rimanere caduto’. Se tu sei debole, se tu cadi, guarda un pochettino in alto e c’è la mano tesa di Gesù che ti dice: ‘Alzati, vieni con me’ ”.

Le occupazioni ci fanno essere “attivi, distratti, sempre di corsa di qua e di là”, e invece bisogna soffermarci e riflettere, porci in ascolto e accogliere Cristo. Specie in questi giorni della Gmg, durante i quali “Gesù vuole entrare nella nostra casa; vedrà le nostre preoccupazioni, il nostro andare di corsa” e “aspetterà che lo ascoltiamo”. Infine ci farà una domanda: “Vuoi una vita piena?”. Se sì, ha concluso il Papa, “comincia a lasciarti commuovere! Perché la felicità germoglia e sboccia nella misericordia”. Questa è la “risposta” di Gesù, “questo è il suo invito, la sua sfida, la sua avventura: la misericordia” che ha sempre “un volto giovane”.

Dunque, la preghiera che il Papa ha suggerito ad ogni giovane è: “Signore! Mandaci a condividere il tuo Amore Misericordioso. Vogliamo accoglierti in questa Giornata Mondiale della Gioventù, vogliamo affermare che la vita è piena quando la si vive a partire dalla misericordia, che questa è la parte migliore, e che mai ci sarà tolta”.

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Articolo publicato sul mensile insieme di settembre 2016.