canzoneAll’interno del percorso di riflessione e di sensibilizzazione che la nostra Comunità sta facendo sul tema della Tratta di esseri umani, la Missione ha organizzato una serata concerto-testimonianza; attraverso alcune canzoni ascolteremo delle storie di migranti vittime di tratta.

Sabato 22 Febbraio 2020 ore 19:30 in sala teatro.


Proponiamo un'intervista a Domenico La Marca.

1. Domenico La Marca: cantautore e…

Intanto, prima di essere un cantautore, sono un animatore socio culturale. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università di Bari, lavoro in pratica nel sociale da oltre vent'anni.

Dal 2001 sono socio e, poi successivamente, presidente della cooperativa sociale Arcobaleno.

Da sempre con un'attenzione all'immigrazione,attualmente, sono responsabile del centro Interculturale "Baobab-sotto la stessa ombra" a Foggia, in Puglia. Lavoro nelle scuole superiori proponendo ai ragazzi percorsi di prevenzione alle dipendenze, percorsi sull'impegno sociale.

Sono un docente di cultura e costituzione per un gruppo di persone che hanno avuto problemi con la giustizia e docente di un percorso formativo di obbligo scolastico per ragazzi drop out (adolescenti che hanno lasciato il percorso scolastico, molti dei quali hanno problemi con la giustizia).

Per circa dieci anni, ho coordinatore un villaggio con case famiglie, occupandomi di minori stranieri e minori italiani, che il Tribunale per i minori ha deciso di allontanare dalle proprie famiglie per farli cresce in un contesto educativo. E poi sono un cantautore.

2. Come e quando hai conosciuto il tema della “tratta di esseri umani”?

Dopo otto anni di formazione con gli scalabriniani, dove ho maturato la mia attenzione per i migranti, ho continuato a collaborare con i Missionari scalabriniani, già a diciannove anni, come volontario di "Le Rondini" un campo di lavoro per l'accoglienza di lavoratori stranieri impegnati nelle campagne foggiane per la raccolta del pomodoro. Stiamo parlando dei primi anni 90, quando Borgo Mezzanone, una frazione di Manfredonia, diventava polo di attrazione di centinaia e centinai di lavoratori stranieri stagionali, giunti perla raccolta dell'"oro rosso".

Quell'esprienza in fondo ha poi orientato la mia formazione universitaria e scelta professionale. Negli anni '90, si inizia a parlare di immigrazione, definendolo già un problema. Il volontariato nel Sud é in prima linea. Nel 1991 lo sbarco degli albanesi in Puglia aveva mobilitatola solidarietà della gente della nostra terra, ma, purtroppo, nei mesi estivi a Borgo Mezzanone, già si parlava di "caccia al negro", mentre storie di sfruttamento da parte del caporalato iniziavano ad entrare trale pagine nere del nostro mezzogiorno pugliese.

3. “Ti racconto una canzone”: é solo questione di musica?

No, assolutamente... sebbene la musica sia stata sempre presente nella mia vita... in questi ultimi anni, la musica mi ha aiutato a rileggere e superare momenti difficili del mio lavoro nel sociale. Ti racconto una canzone é un viaggio attraverso molte di quelle storie incontrate e che hanno incrociato la mia storia, dandone un senso, un contenuto. Fino a qualche anno fa, tenevo per me quelle storie, ma poi mi sono accorto che la musica é un mezzo straordinario per arrivare dritto al cuore della gente, offrendo occasione per ascoltare e riflettere e superare l'indifferenza, un virus che inmaniera trasversale sta contaminando un pò tutti.

4. Il fenomeno del caporalato: cosa si può fare? Soluzioni in vista?

Il caporalato é un fenomeno antico e che per tanto forse é stato sottovalutato o considerato un "male necessario". IN questi ultimi anni Nel corso degli ultimi tempi, purtroppo dopo numerosi morti , é aumentata l'attenzione e diverse sono le iniziative messe in campo in particolare modo nell’ambito delle azioni di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori e nella ricerca di soluzioni abitative dignitose per i singoli e per i nuclei familiari.Pur in mancanza di dati certi, come abbiamo riportato in un documento presentato a settembre scorso da un coordinamento di organizzazioni che operano nel settore, si stima che dei circa 40.0000 lavoratori agricoli stagionali occupati nel corso di un anno in Puglia, almeno la metà operi nella Provincia di Foggia; di questi un numero sempre più elevato di persone è costretta (per ragioni di lavoro o di abitazione) a stanziare stabilmente o per significativi periodi dell’anno all’interno di insediamenti informali privi delle condizioni minime per una vita dignitosa; è notoria, inoltre, la condizione di precarietà lavorativa della maggior parte delle persone straniere impiegate in agricoltura e sono altrettanto noti i fenomeni di sfruttamento lavorativo che, ai danni di tali persone, si realizzano nell’intera provincia e che, nel recente passato, hanno fatto sì che emergessero anche condizioni di riduzione in schiavitù.

Nel corso degli ultimi anni, anche facendo applicazione della legislazione in materia di lavoro nero e caporalato (in particolare della L. 199/2016), sono state portate avanti iniziative repressive del fenomeno dello sfruttamento del lavoro agricolo e di ciò che ne deriva.

Tuttavia le azioni repressive non sono in grado, di per sé sole, di risolvere alla radice il problema dello sfruttamento delle persone, essendo necessario dotarsi di una serie di strumenti che, stabilmente, siano in grado di garantire un sistema di sicurezza sociale idoneo a permettere lo svolgimento del lavoro delle persone straniere nell’ambito della costruzione di una rete sociale che guardi alle principali problematiche del territorio. Solo in questo modo sarà possibile, da un lato, garantire lavoratori ed aziende sane e, d’altro lato, sviluppare percorsi virtuosi di integrazione tra comunità autoctona e nuovi cittadini di origine straniera.

5. Dopo il Cantagiro…. altri progetti in cantiere?

La partecipazione al Cantagiro é stata per me un'esperienza importante. Il brano presentato "Di cartoni e lamiera" é stato un buon biglietto da visita. Il contesto positivo di questa importante manifestazione canora italiana sicuramente mi ha aiutato a farmi misurare con i miei limiti, a conoscermi meglio e a capire quale percorso intraprendere. Il brano, sebbene non sia giunto in finale, é stato poi, comunque inserito nella compilation 2020 del Cantagiro: una grande soddisfazione.

Progetti? Certamente: ci sono progetti e sogni.

Se da una parte ho bisogno di formarmi dal punto di vista musicale, dall'altra, con l'amico Bruno Gorgoglione, polistrumentista, stiamo proponendo in giro questo spettacolo musicale, (in genere cantiamo in centri sociali o parrocchie) trovando un buon riscontro da parte del pubblico.

Inoltre, stiamo rivedendo insieme alcuni brani per migliorali dal punto di vista armonico e degli arrangiamenti, lavorando su nuove canzoni per non farci trovare impreparati quando ci sono manifestazioni musicali che hanno attenzione e sensibilità a molti dei temi sociali che affrontiamo nei brani.