AvventoSpesso recitiamo la preghiera dell’Ave o Maria e ogni volta ricordiamo il mistero dell’incarnazione di Gesù, attraverso le parole dell’Arcangelo Gabriele, quando le disse: “Rallegrati o Maria, piena di grazia. Il Signore è con te. Tu sei benedetta tra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù”.

Maria è benedetta perché, nonostante le sue paure umane, si è affidata a questa parola. Ha creduto ciò che razionalmente non è spiegabile. Lo chiamiamo “mistero della fede” perché solo con la fede – dunque con la fiducia – possiamo aderire a questa rivelazione. Sono in molti oggi nella nostra società, giovani e meno giovani, che non credono più a questi racconti e li definiscono “storie inventate”. Eppure noi ne facciamo il pilastro della nostra fede, insieme alla morte e risurrezione di Gesù.

Credere è aderire con obbedienza e con fiducia. Lo so che oggi parlare di obbedienza stona e non poco, ma non ci sono altre vie. Se mettiamo in discussione la dimensione divina o quella umana di Gesù, e crediamo che tutto sia un genere letterario, ricadiamo nelle vecchie eresie, come nel docetismo, che affermava che le sofferenze e l’umanità di Gesù non erano reali ma apparenti, o nel monofisismo, che affermava che in Gesù esisteva solo la natura divina.

Per noi Gesù è “vero Dio e vero uomo”. Non possiamo rinunciare né all’una né all’altra parte. Il Gesù divino – “Dio da Dio” – ci ricorda che anche noi siamo figli (divini) del Padre e siamo orientati a Lui, mentre il Gesù che “nacque da Maria vergine” ci ricorda che è vero uomo e, dunque, la sua vita terrena, nelle gioie e nelle sofferenze, non è stata una farsa teatrale. Maria è il luogo in cui il divino e l’umano si sono incontrati. In lei, e nel suo Sì, continua il progetto d’amore di Dio che non abbandona mai coloro che ama. Il Natale è il momento in cui facciamo memoria di questo amore rinnovato, in cui ringraziamo Maria per la sua fiducia e obbedienza, e in cui rinnoviamo la nostra disponibilità a fare spazio nella nostra vita, perché Gesù possa nascere anche in noi.

P. Antonio