Testimonianza di Marianna Cascini, giovane della Comunità della MCLI di Berna, volontaria per un mese a Nampula, in Mozambico. Con commozione e nostalgia ha risposto alle nostre domande sulla sua esperienza.

2018 01 UnMeseNampula1Cosa ti ha spinto a partire per un’esperienza di volontariato in un paese tanto lontano e sconosciuto?

Un desiderio che, fin da ragazzina mi ha accompagnato, era poter conoscere e confrontarmi con altre realtà e culture. Soprattutto mi hanno sempre attirato Africa e Africani, con il loro modo di vivere, la loro cultura, la varietà delle tradizioni e anche, purtroppo, la loro povertà. Lo scorso anno ho conosciuto l’ASCS Onlus (Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo), che mi ha permesso, previo corso di formazione, questa esperienza, che ho affrontato con grande interesse ed entusiasmo.

Quando ti sei trovata in una realtà nuova, a te estranea, che cosa hai provato?

L’impatto più forte e più emotivamente sconvolgente è stato incontrare la povertà più assoluta, per me inimmaginabile. La popolazione vive per la maggioranza al limite della sopravvivenza, in capanne o baracche prive di luce e di servizi igienici ed è bisognosa di tutto, dal vestiario a un cibo sufficiente.

Ci sono però forti contrasti sociali e le ville dei ricchi si ergono stridenti nel centro di Nampula.

Parlaci del Campo di Maratane e dei progetti che vi attua ASCS Onlus.

Il campo profughi di Maratane dista dalla città di Nampula circa 25 Km e comprende un territorio di 170 Kmq.

Vi si contano ufficialmente 10’000 persone, ufficiosamente 14-15’000. Il 50% sono rifugiati o richiedenti asilo provenienti per lo più dal Congo, Burundi, Rwandee, Uganda; l’altro 50% è costituito da popolazione locale di etnia Macua. Paradossalmente i rifugiati, grazie agli aiuti che ricevono, hanno un tenore di vita leggermente migliore degli autoctoni, almeno riguardo ai generi di sopravvivenza. L’ASCS sostiene entrambi, la popolazione locale e i rifugiati del campo. Nel campo vi è un posto di salute locale, una scuola materna, sono stati costruiti due pozzi ed al suo interno operano quattro progetti, gestiti da un’operatrice e da volontari:

  1. Progetto nutrizionale: lotta alla malnutrizione infantile.
  2. Progetto ludico, per i bambini dei rifugiati, che non hanno libero accesso alle scuole pubbliche.
  3. Sostegno psicologico alle donne vittime di violenza.
  4. Progetto agricolo.

2018 01 UnMeseNampula2In quali settori hai prestato il tuo aiuto?

In particolare ho aiutato nel progetto nutrizionale, dando una mano nella preparazione dei cibi e nel controllo della crescita dei bimbi. L’attività che più mi ha coinvolta è quella svolta nel gruppo delle donne, che hanno alle spalle storie di violenza e sofferenza. Mi ha molto colpito la loro forza e il loro coraggio nel superare le difficoltà e lasciarsi alle spalle realtà dolorosissime, per assicurare una vita migliore ai figli. Ho poi aiutato qua e là, dove c’era bisogno.

Quali i ricordi più belli, più dolci, più commoventi che conservi nel cuore?

I volti delle persone mi accompagnano quotidianamente, li ricordo tutti. La loro semplicità, fiducia e gratitudine per quel poco che ho potuto fare nel breve tempo di un mese mi commuovono profondamente. Le loro richieste sono semplici e molto sentite: non ti dimenticare di noi; racconta di noi; prega per noi.

Spero che la Comunità della nostra Missione s’impegni tanto in un aiuto concreto, quanto nella preghiera.


Il Mozambico, paese tra i più poveri

Il Mozambico è uno Stato dell’Africa Orientale. Ha una popolazione di circa 25,2 milioni di abitanti e una superficie di 801 590 km². La capitale è Maputo. Il Mozambico è un’ex-colonia portoghese, indipendente dal 1975.

L’attuale situazione di povertà, nonostante sia un paese ricco di materie prime, è dovuta alle conseguenze del colonialismo, alla guerra civile che è seguita e all’attuale forte crisi politico-economica dovuta agli alti indici di corruzione della propria infrastruttura governativa.

– Degli oltre 25 milioni di abitanti più del 60% vive nelle zone rurali

– La Nazione si trova al 178°posto su 187 come HDI (indice di sviluppo umano)

– 4 bambini su 10 presentano uno stato di sotto nutrizione cronica; mortalità infantile:178 morti ogni 1.000 bambini minori di 5 anni; mortalità materna in gravidanza: 408 ogni 100.000 donne incinte.

– Il livello di scolarizzazione è tra i più bassi al mondo

– Solo il 40% della popolazione ha accesso ai servizi medici di base

– Solo il 43% della popolazione ha possibilità di accedere ad una fonte di acqua

I padri scalabriniani sono presenti a Nampula, nel nord del Mozambico, dall’ottobre 2005 e gestiscono la parrocchia di San Francisco Xavier (una vasta area con molti villaggi rurali ed il campo profughi di Maratane).