MammaConBambinoCentro Nutrizionale

Alla fine del 2017 hanno rilevato che il numero di bambini accolti al Centro Nutrizionale è molto simile a quello dello scorso anno. Abbiamo avuto, come sempre, un'alta percentuale di mozambicani (71,2%) rispetto ai rifugiati (28,7%) che quest'anno erano tutti congolesi. Le uscite per buon peso sono state maggiori agli abbandoni. I casi gravi che necessitavano di un accompagnamento quotidiano sono stati trasferiti dalle suore di Madre Teresa di Calcutta a Nampula. Le visite a questi bambini da parte nostra sono state regolari. Quattro i decessi di quest'anno, dovuti a malasanità (2) o a malattie che nei bambini di basso peso sono più a rischio di morte.

Nell'ultimo trimestre dell'anno, al di là delle attività quotidiane, abbiamo festeggiato il 16 ottobre il giorno mondiale dell'alimentazione. Una nutrizionista, insieme al personale del PMA (Programma Mondiale dell'Alimentazione) sono venuti al nostro Centro e hanno proposto una formazione alle nostre mamme con una dimostrazione di un piatto completo per i bambini denutriti.

A fine novembre abbiamo avuto anche la visita di una nutrizionista (la stessa che è venuta nella giornata mondiale dell'alimentazione), per presentare il nostro lavoro e avere qualche feedback da lei su come possiamo migliorarci. Da gennaio quindi, i nostri due tecnici (Fernando e Bulambo) stanno ricevendo una formazione mensile su varie tematiche. La prima è stata su come valutare in maniera più completa lo stato di denutrizione o malnutrizione dei nostri bambini. La formazione sarà poi seguita da una settimana in cui la formatrice verrà con noi al centro e aiuterà i due tecnici nella parte pratica. Per la prima volta insegnerà sul campo come raccogliere i dati.

Altre formazione pensate sono:

  • Quale alimentazione proporre ai bambini a seconda dell'età;
  • Quali i segnali clinici per differenziare i vari tipi di malnutrizione;
  • Quali i cibi a seconda del tipo di malnutrizione;
  • Come prendersi cura, a livello nutrizionale e sanitario dei bambini con HIV;
  • Varie ed eventuali.

La nutrizionista successivamente verrà per una settimana ogni tre mesi per valutare e visitare i bambini del programma.

È stato deciso anche di cambiare il menù settimanale. Quest’anno prevede, a rotazione, una settimana di pollo, una di uova, una di fagioli e una di pesce. Il tutto accompagnato da riso o xima, e da verdure di stagione. La colazione sarà sempre frutta di stagione, come già si faceva.

Anche la multimistura proposta ai bambini come cibo da portare a casa per la settimana verrà integrata con vitamina A e ferro.

Nell’anno 2017 si è avuta una migliore collaborazione con l'ospedale. Nonostante la malasanità generale che caratterizza purtroppo i centri di salute di questa zona, sembra che alcuni casi siano seguiti con più attenzione da parte del personale. Al centro di salute di Maratane sono arrivati alcuni infermieri e tecnici nuovi con cui abbiamo instaurato una buona collaborazione.

Progetto agricolo

Il progetto agricolo sta prendendo sempre più forma. A questo scopo a fine Settembre 2017 è arrivato in Mozambico Giulio, un volontario ASCS Onlus, che si occuperà di sviluppare il progetto per un orizzonte temporale medio-lungo e di dare alla popolazione gli strumenti, ma soprattutto le motivazioni, per continuare le coltivazioni. Giulio ha rifatto il pollaio del centro per evitare la fuga dei pulcini che venivano poi uccisi dai cani e gatti presenti nel centro.

Alle donne con cui si sono fatti i corsi si sono fatte delle formazioni su come coltivare la terra, sul tipo di sementi da scegliere e su come farle crescere, su come allevare le galline. Si è poi chiesto a tutte le donne di preparare un piccolo terreno ed un piccolo pollaio all’interno delle loro case e dopo aver fatto visita a tutte si è provveduto a consegnare le galline (tre a famiglia) e le sementi.

A fine 2016 all’interno del centro era stato costruito un forno tramite il quale nell’anno 2017 si è prodotto il pane per il centro nutrizionale, la scuola materna ed il progetto ludico. Per l’anno 2018, se si trovano dei canali di distribuzione, questa potrebbe diventare un’attività tramite la quale finanziare in parte il progetto.

Gruppo donne

Il gruppo donne di quest'anno è più partecipativo rispetto allo scorso anno. Abbiamo cambiato il tecnico agricolo e questa si dimostra più puntuale e più preciso di quello antecedente.

A livello della relazione nel gruppo tra le donne abbiamo notato una difficoltà maggiore a partecipare e a condividere semplici pensieri ed esperienze nel gruppo. Sembra che questo sia dovuto a un clima di tensione e di sfiducia che negli ultimi mesi sta caratterizzando il campo rifugiati.

All'interno del gruppo i casi maggiori quest'anno non sono di violenza ma di persecuzione da parte delle famiglie del marito. Molte donne non sono accettate dalla famiglia e a volte anche dallo stesso marito e sono vittime di insulti e di ingiustizie e calunnie. Non è semplice intervenie in situazioni come queste. Le denunce alla polizia non servono a niente se non a peggiorare la situazione in casa. Da fine anno si è stato pensato quindi di organizzare dei piccoli gruppi di donne che le aiutino e che possano essere di supporto. Queste stanno effettuando visite quotidiane per seguire le donne a farle sentire meno sole. È da ricordare, in proposito, che molte di loro, essendo rifugiate, sono arrivate da sole e non hanno le famiglie d'origine che possono difenderle o dare loro un supporto. Alcune delle mamme che sono state chiamate per aiutare in questa "assistenza", fanno parte del primo gruppo di donne formate nel 2017.

La maggior parte delle donne rifugiate hanno subito torture e violenze sessuali, e molte di loro non hanno mai ricevuto una visita medica. Alcune, dopo anni, soffrono ancora di dolori "di pancia". Due di loro sono state portate negli scorsi mesi all'ospedale centrale per riuscire a fare degli esami e vedere se si riesce a trovare qualche soluzione. Un'altra, che finché cercava lavoro è stata rapita per otto mesi a Maputo e molto probabilmente coinvolta in una rete criminale di traffico di persone è stata portata da un avvocato che si occupa di questo.

Ludica

All’interno del progetto ci sono attualmente circa 60 ragazzi divisi tra mattina e pomeriggio che grazie all’aiuto di 4 animatori rifugiati che parlano francese e swahili fanno attività ludico-ricreative, prescolastiche (per imparare a leggere e scrivere) e di scuola informale (corsi di francese, matematica, inglese, cucito).

Alcuni ragazzi sono nel frattempo riusciti ad entrare nella scuola elementare del campo e con loro si fanno attività di rinforzo scolastico durante i pomeriggi.

Una delle lacune da colmare per il 2017 era il fatto che gli animatori non parlavano bene il portoghese e quindi non riuscivano ad insegnare la lingua parlata in Mozambico ai piccoli rifugiati che se avessero una maggiore padronanza del portoghese potrebbero essere più facilmente inseriti all’interno della scuola del campo. Per questo da metà 2017 è iniziato un corso di portoghese per gli animatori e dal 2018 si spera che tutti potranno cominciare a gestire le attività anche in portoghese, oltre che in swahili e francese.

Durante l’anno si sono fatte anche delle formazioni con i genitori dei bambini sulla tematica del rapporto genitori-figli, sui problemi di tratta e traffico di bambini.

Durante il mese di Dicembre per tre settimane è stato realizzato una specie di “campo di Natale” dove ogni giorno si organizzavano giochi ed attività per i circa 100 bambini che vi partecipavano.