barcos emigrados italianosAmmetto che non mi costerà molta fatica raccontarvi alcune cose della mia amata terra, l’Argentina, anzi…scrivendo appena qualche riga il cuore batte già più forte.

Attraverso questo spazio “Ventana Argentina” (finestra argentina) cercherò di trasmettervi la bellezza della cultura argentina, delle sue tradizioni, dei suoi bellissimi paesaggi, i suoi piatti tipici, il suo modo di vivere la fede.

In questo primo incontro vi racconto alcuni dati interessanti sull’emigrazione italiana, il movimento migratorio più numeroso e importante che ha ricevuto storicamente la Repubblica Argentina.

I primi italiani cominciarono ad arrivare nel 1860 prolungandosi questo flusso migratorio fino a 1970, sono arrivati da tutte le regione dell’Italia, quelli del nord però sono arrivati nel XIX secolo, invece quelli del sud nel XX secolo.

L’Argentina è il secondo paese del continente americano, dopo gli Stati Uniti, come quantità di italiani ricevuti, e il primo del Sudamerica. La maggioranza degli italiani si è stabilita a Buenos Aires, i marinai genovesi hanno costruito le loro case nel quartiere de La Boca, sulle rive del fiume De La Plata, le case erano pitturate con vernice rimanente dalle navi, e così hanno contribuito a donare a questo quartiere la sua principale caratteristica: il colorito delle sue costruzioni.

Nel 1910 con una importante riforma nelle leggi elettorali argentine, gli italiani hanno cominciato ad avere diritto al voto, pian piano la patria cominciava ad essere quella Argentina, e d'altronde era già nata una generazione che della patria d’origine conosceva quello che raccontavano i suoi genitori.

la bocaLa Repubblica Argentina applica fin dal 1853 il principio IUS SOLI che concede la cittadinanza argentina a tutti quelli nati in territorio argentino, comunque chi vuole può anche richiedere la cittadinanza in base ai legami di sangue (IUS SANGUINIS).

Attualmente quasi la metà della popolazione è di discendenza italiana, nonostante questo, questi discendenti non parlano italiano. Gli immigranti di quei tempi più che affermare la loro particolarità in terra straniera erano entusiasti di integrarsi, assimilando la lingua e la cultura del posto. E sicuramente la politica e società argentina hanno contribuito fin dall’inizio all'integrazione degli stranieri, la possibilità di pieno diritto di avere la cittadinanza argentina e una legge che dal 1910 permetteva di partecipare nelle grandi decisioni politiche attraverso il voto, hanno favorito l’integrazione.

Ma…. non abbiamo solo italiani in Argentina, oltre agli spagnoli (che ci hanno in parte colonizzato) una gran parte dell’Europa è presente attraverso tedeschi, polacchi, svizzeri, turchi, ungari, irlandesi, nordici, rumeni, portoghesi, croati…..e la lista continua! Lungo la storia argentina, la seconda fonte de immigrazione ricevuta dopa l’europea, è costituita dagli asiatici, ma attualmente questo secondo posto è occupato dagli altri paesi dell’America del Sud. Come potete notare...abbiamo il mondo in casa.

Questa affluenza d’immigranti nell’arco della storia argentina ha dato luogo a uno degli aggettivi che ci definiscono, siamo un “crisol de razas” (equivalente al melting-pot statunitense), in italiano potremo dire integrazione razziale, crogiolo di razze? Noi argentini siamo di tutti i colori!, biondi, mori, ricci, lisci, e ne siamo fieri della nostra diversità e convivenza fra tante diverse culture e religioni.

In Argentina siete tutti benvenuti, oggi come tanti anni fa.

Hasta la próxima y felíz año para todos.

Mónica