2019 078 testimonianza2Dopo aver lavorato per 3 mesi come volontaria con bambini orfani del nord di Buenos Aires, ho visitato il luogo che la Missione Cattolica Italiana di Berna sostiene quest’anno con il Progetto Missionario in Argentina. Mi aspettava con gioia a Bosques, un sobborgo di Buenos Aires, a circa 40 km dal centro, Suor Paolina. Portavo con me dalla Svizzera una grossa valigia piena di vestiti per bambini.

Attraverso strade polverose, giungemmo a una casa senza indirizzo, la casa che accoglie le mamme. Siamo state accolte festosamente dalla responsabile. Regna un’atmosfera ordinata e armoniosa. Queste mamme vengono curate, istruite e preparate per condurre una vita indipendente. Una mi ha confidato di aver perso due figli al nono mese di gravidanza a causa delle percosse del marito. La situazione peggiorò durante la gravidanza successiva, perché risultò che il bambino sarebbe stato affetto dalla sindrome di down e il marito voleva che lei abortisse. Per questo è fuggita da casa con i due bambini e si è rifugiata nella casa-famiglia.

Dopo aver visitato questa prima casa-famiglia (Hogar de Transito), dove suor Paulina mi ha illustrato le difficoltà di gestione e finanziarie, abbiamo visitato altre 3 case. Quante risorse, cure e soldi mancano!

La prima ospita 10 bambine (Hogar de Berazategini) e la seconda 26 ragazzi e ragazze (Hogar de Ezkeletra).

L’ultima casa visitata (Hogar El Dorado) è abitata da giovani maschi (tra i 12 ei 20 anni). Hanno presentato con orgoglio il panificio dove cuociono il pane per il proprio uso e per clienti esterni.

Mi ha fatto anche visitare la casa un giovane che era stato qui ospite come bambino orfano. Mi ha spiegato con orgoglio quanto sia importante per loro avere un campo da calcio di fronte alla casa, dove i ragazzi possono gestire le loro tensioni fisiche e mentali attraverso attività sportive.

L’impegno delle Suore di San Giuseppe, la loro collaborazione con le varie organizzazioni umanitarie del posto, è un lavoro davvero impressionante. Posso testimoniare che vale veramente la pena continuare a sostenere finanziariamente questa opera.

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