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Nuestra Señora de La Paz è il nome intero della capitale della Bolivia, che tutti comunemente chiamano La Paz. I missionari scalabriniani vi sono presenti dal 1998. Descrivere gli impegni dei missionari a La Paz non è facile. Oltre al lavoro in periferia nella Parroquia Señor de La Paz, c’è la responsabilità dell’ufficio diocesano e dell’ufficio nazionale della pastorale migratoria.

Nel 2010 è stata inaugurata la Casa di accoglienza Señor De La Paz per famiglie con bambini, e nel 2019 la Casa ha alloggiato 600 persone di 20 nazionalità, in maggioranza venezuelani.

Il 29 giugno 2019 è stata inaugurata la Casa di accoglienza Madre Del Refugio per migranti adulti, accolte 110 persone di 7 nazionalità, in maggioranza venezuelani.

Ciò che colpisce è l’intreccio tra l’attività degli uffici, la pastorale tra i più poveri, la coscienza del carisma scalabriniano tra i laici e il loro impegno di fronte alle sfide migratorie che raggiungono anche la città di La Paz, estesa tra i 3.200 e 4.100 metri di altezza.

Dal 2018 le strutture sono saturate dalla massiccia immigrazione di cittadini venezuelani. Sebbene il Venezuel


I padri hanno elaborato un progetto per tentare di dare una risposta a questa urgenza. Il progetto prevede accoglienza e sostegno alle vittime della tratta, un coordinamento tra le varie istituzioni che si devono occupa non confini con la Bolivia, i venezuelani arrivano attraverso le frontiere di Perù, Argentina e Cile.

are del problema, coordinare l’assistenza di varie associazioni ai valichi di frontiera e incontri binazionali tra la Bolivia e gli stati confinanti per organizzare la prevenzione agli abusi.

Il Consiglio Pastorale nella riunione del 18 settembre ha scelto questo progetto, tra vari altri, come progetto missionario 2019-2020, invitando tutti a partecipare alle iniziative che verranno intraprese per raccogliere fondi. Le varie fasi del progetto verranno presentate nei prossimi numeri di Insieme.