2017 10 editorialeGridoTerraPer la prima volta in occasione della giornata di preghiera per il creato, il primo settembre scorso, Papa Francesco e Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli, hanno inviato un messaggio firmato congiuntamente.

Quanto a sensibilità ecologica e attenzione alla cura del creato il Papa e il Patriarca sono in perfetta sintonia.

Il messaggio, breve, ma denso e profondo di contenuto nonché ricco di spunti di riflessione per tutti, denuncia I nostri comportamenti che ci hanno “alienato dal disegno originario della creazione” che manipoliamo, controlliamo e sfruttiamo con avidità, per trarre profitti. “Non rispettiamo più la natura come dono condiviso”, non “la sosteniamo”, piuttosto “spadroneggiamo” su di essa per i nostril privati interessi e per “alimentare le nostre strutture”.

E ancora: “L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme”, e tale deterioramento grava sulle persone più vulnerabili e più povere in ogni angolo del globo. “Il nostro dovere a usare responsabilmente dei beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni
persona e di tutte le creature viventi”.

È per tutti l’impegno ad “essere audaci nell’abbracciare nei nostri stili di vita una semplicità e una solidarietà maggiori”.

A quanti occupano una posizione rilevante in campo economico, sociale, politico, culturale è rivolto “un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito”. La risposta efficace alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici può essere solo “concertata e collettiva”, con una “responsabilità concreta e condivisa” che dia “priorità alla solidarietà e al servizio”.

Parole forti, chiare, che indicano un preciso cambiamento di rotta. L’umanità e la natura devono essere curati insieme, perché insieme si sono ammalati e sono in stretta connessione.

Il messaggio mi è molto piaciuto, l’ho letto più volte, mi interpella, interpella tutti noi, non solo chi ha il potere, i governanti, i politici, gli economisti.

Ci invita ad essere audaci nell’andare controcorrente per un cambiamento di stile di vita. Uno stile più semplice, più sobrio, meno schiavo dei consumi, con occhio e cuore attenti a chi è nel bisogno, è emarginato, è ultimo, cui si deve rispetto, accoglienza e vera solidarietà.

Una rieducazione per noi e un’educazione diversa per i nostri figli e nipoti. Un cambiamento, una nuova mentalità che può e deve concretizzarsi in tanti gesti quotidiani, forse piccoli, ma non per questo poco importanti, perché la terra ci è stata affidata come “dono sublime” e tutti indistintamente ne condividiamo la responsabilità. Piccoli gesti che terranno viva la speranza di un mondo migliore, la cui cura
è connessa alla dignità e prosperità umana.

E poiché difficilmente riusciamo a fare tutto da soli, non dimentichiamoci una preghiera per il creato che grida aiuto. Francesco e Bartolomeo ce la raccomandano.


Articolo publicato sul mensile insieme di ottobre 2017.