In occasione dei 130 anni di attività della Congregazione Scalabriniana, P. Gianni Borin, Superiore regionale degli scalabriniani in Europa e Africa, ha gentilmente risposto ad alcune nostre domande


2017 12 PBorin1- Dal 1887 ad oggi. Qual è l'importanza e il significato di 130 anni di attività al servizio dei migranti?

Anni, mesi, giorni, ore di prossimità e di evangelizzazione dei migranti, di “passione fatta azione” da parte di centinaia di confratelli impegnati ad incarnare quanto descritto nelle nostre Regole di Vita: «È questa la missione che la Chiesa ci ha affidato per mezzo del nostro Fondatore, il vescovo di Piacenza, Giovanni Battista Scalabrini (1839-1905): farci migranti con i migranti, per edificare con essi, anche mediante la testimonianza della nostra vita e della nostra comunità, la Chiesa, che nel suo pellegrinaggio terreno si accompagna specialmente alle classi più povere e abbandonate; aiutare inoltre gli uomini a scoprire Cristo nei fratelli migranti e a cogliere nelle migrazioni un segno della vocazione eterna dell’uomo».

2- Qual è attualmente la presenza dei missionari/e scalabriniani/e nel mondo e quali sono i principali progetti?

La Congregazione scalabriniana è presente in oltre trenta paesi con circa 600 confratelli e con attività che spaziano dalle case di formazione per futuri missionari alle missioni etniche o parrocchie multietniche, dalle strutture di accoglienza per migranti e rifugiati sulle frontiere del mondo alla presenza tra i marittimi con l’Apostolato del Mare, dai Centri di studio sulle migrazioni alla presenza negli organismi ecclesiali che trattano a diversi livelli della Pastorale migratoria, dall’inserimento nel mondo accademico alla creazione di una cultura dell’accoglienza attraverso vari media o iniziative di animazione o di formazione per giovani e adulti.

3- Diritti umani, migrazioni, giustizia, pace, cultura dell’incontro, servizio. Qual è la risposta dei giovani?

Un esempio. “Io ci So” è un campo di lavoro, rivolto da più di 25 anni ai giovani, per un’esperienza estiva di volontariato, di incontro, di condivisione, di servizio con gli ultimi e in contatto con la realtà migratoria della provincia di Foggia. Per i giovani diventa un’occasione, cruda e insieme entusiasmante, di incontro, condivisione e servizio tra volontari, migranti e la popolazione autoctona. Insegnare l’italiano o riparare le biciclette sono un’occasione per promuovere l’autonomia, l’integrazione e l’impegno dei migranti nel territorio italiano e contrastare le ingiustizie, le disuguaglianze, i pregiudizi e i luoghi comuni, la discriminazione e la riduzione a schiavitù lavorativa, sessuale, o di qualsiasi altro genere. Molti delle centinaia di giovani che hanno partecipato in questi anni hanno poi compiuto delle scelte di vita nuove nei loro studi, nelle loro realtà sociali o ecclesiali.

4- Quali sono le sfide attuali più urgenti e quali sono le linee di azione della Congregazione Scalabriniana?

La realtà dei migranti e dei rifugiati è sotto gli occhi di tutti. Il Superiore Generale P. Sandro Gazzola, nella lettera di indizione del Capitolo elettivo che si terrà nel 2018, scrive ai confratelli: «L’ultimo Capitolo generale ci aveva indicato, sul solco del tema generale “identità e rinnovamento”, un percorso per rivedere, rinnovare, riqualificare prima di tutto noi stessi e le nostre comunità religiose. La Chiesa ci guarda, i migranti ci guardano, gli aspiranti missionari, in particolare quelli delle nuove etnie, ci guardano: abbiamo una responsabilità grande e il prossimo Capitolo generale potrà essere ancora una volta un’occasione per mettere “vino nuovo in otri nuovi” e indicare un cammino credibile, sostenuto da un ideale carismatico di una attualità senza precedenti, e per proporre ad ognuno un nuovo e rinvigorito slancio missionario sulle orme del nostro beato Fondatore».


Articolo publicato sul mensile insieme di dicembre 2017.