2018 02 Carnevale1Il carnevale è una festa la cui tradizione si perde nella notte dei tempi.

La sua storia nasce dall’ultimo banchetto che si era soliti allestire prima del periodo di Quaresima.

Il carnevale è senza dubbio la festa più pazza e variopinta dell’anno, dove tutto è permesso e dove il gioco, lo scherzo e la finzione diventano, per un po’, una regola. Si tratta di una delle ricorrenze più diffuse e popolari del mondo, basti pensare all’immensa notorietà di cui godono eventi come il Carnevale di Rio o quello di Venezia che non mancano di attirare milioni di turisti. Ma cos’è il Carnevale? Da dove nasce la sua tradizione?

Carnem levare

Il termine “carnevale” deriva dalla locuzione latina carnem levare – ovvero, letteralmente, “privarsi della carne” – che si riferiva all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima e quindi nel “martedì grasso” che precedeva il “mercoledì delle ceneri”. Il martedì grasso è da sempre l’occasione per gustare i dolci tipici del carnevale, come le chiacchere chiamate anche frappe o bugie, le frittelle o castagnole e tutte le golosità che cominciano a comparire sempre prima nelle pasticcerie e nei supermercati.

Si tratta, dunque, di una festa tipica dei Paesi a tradizione cattolica anche se, come spesso accade, la sua saga è stata “rielaborata” a partire da pratiche ben più antiche. Per esempio nell’antico Egitto erano soliti tenersi periodi di festa in onore della dea Iside durate i quali si registrava la presenza di gruppi mascherati; una consuetudine simile a quelle delle feste in onore del dio Dioniso in Grecia e dei “saturnali” romani, che avevano in comune, oltre che l’uso del travestimento, il fatto di rappresentare un temporaneo “rovesciamento dell’ordine precostituito”, da cui la pratica dello scherzo ed anche della dissolutezza.

Origine e diffusione

Fu su questo substrato – peraltro comune anche ad altre civiltà assai diverse da quelle europee – che l’Europa cattolica rielaborò la festa del carnevale dandogli un significato all’interno del calendario cristiano.

Le prime testimonianze dell’uso del termine nel significato con cui oggi lo conosciamo, risalgono al XIII secolo sia nella zona di Firenze che in quella di Roma. Ben presto divenne tradizione in quasi tutta la nostra penisola e si espanse in tutto il mondo cristiano del tempo.

Essendo legato all’inizio della Quaresima e quindi alla data della Pasqua, la collocazione precisa del carnevale nel calendario varia di anno in anno.

Da segnalare anche la tradizione del carnevale Ambrosiano, la cui particolare durata – finisce infatti con il “sabato grasso” quattro giorni dopo rispetto al tradizionale martedì – sembra risalire ad un pellegrinaggio del vescovo Sant’Ambrogio che aveva annunciato il suo ritorno “In tempo per celebrare con i milanesi le ceneri”. A causa del suo ritardo, la popolazione posticipò il rito alla domenica successiva per attendere il suo Pastore, “modificando” la consuetudine carnevalesca.

Il carnevale in Italia

Viareggio, Cento, Satriano, Acireale, Fano, Putignano, Verona, Striano sono solo alcune delle tradizionali rassegne carnevalesche oggi considerate fra le più importanti del mondo, ognuna con le sue caratteristiche e i suoi riti.

Il più popolare e famoso nel mondo, è il Carnevale di Venezia, dalle origini più antiche: in un documento originale del1094 si ricorda “un pubblico spettacolo” nel periodo pre-quaresimale per le strade della città e la festa venne formalmente istituita dal Doge nel 1296. Dopo 800 anni di storia, il carnevale fu vietato da Napoleone nel 1797 dopo la sua occupazione armata della città perché giudicato “sovversivo” e fu “riportato alla luce” solo nel 1979.

Ivrea, invece, è famosa per la particolarissima “Battaglia delle Arance” che vede impegnate 9 squadre che rappresentano le diverse “contrade” della città.

2018 02 Carnevale2Il carnevale in Svizzera

Tra le più interessanti tradizioni carnevalesche ricordiamo: il Carnevale di Lucerna, dove si erige l’albero dei pazzi e si svolgono numerosi cortei; il carnevale di Soletta, che si trasforma in una città hawaiana e prevede numerose manifestazioni dove abbondano suoni di raganelle e campanacci; Zurigo, dove le strade si riempiono di costumi e musiche stravaganti. Ricchissimo di tradizioni e eventi di carnevale il Canton Ticino. Infine il Carnevale di Berna, che negli ultimi anni è diventata la terza manifestazione carnevalesca della Svizzera. Comincia il giovedì, quando l’orso prigioniero nella Torre delle Prigioni viene risvegliato dal letargo al rullo dei tamburi (“Ychüblete”) e liberato.

Le maschere partecipanti si riversano nelle viuzze e affollano i ristoranti della città vecchia. Mentre le tradizionali bande musicali di Carnevale, “Guggenmusik-Cliquen”, ravvivano le arcate di Berna con i loro ritmi e la loro musica cacofonica.

Il carnevale di Basilea iscritto all’UNESCO

In data 7.12.2017, l’UNESCO ha iscritto il Carnevale di Basilea nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Grazie a questo riconoscimento, il Carnevale di Basilea va ad aggiungersi alla Festa dei vignaioli di Vevey, iscritta nel 2016. L’UNESCO ha considerato esemplare questa candidatura, la cui iscrizione rafforza la visibilità del patrimonio culturale immateriale urbano e sottolinea l’importante ruolo della lingua, in questo caso il dialetto di Basilea, come vettore di questo patrimonio.

Il Carnevale di Basilea è una tradizione vivente particolarmente ricca, che riunisce musica (tamburi, pifferi e le cosiddette Guggen), espressioni orali (improvvisazione di versi satirici in dialetto detti Schnitzelbänke) e artigianato (cortei di lanterne, maschere e costumi). Forte di quasi 20'000 partecipanti e oltre 200'000 visitatori all’anno, questo evento culturale riveste notevole importanza per la popolazione locale. Il carnevale è presente in numerosi ambiti della vita sociale, economica e politica di Basilea e ne impregna lo spirito.

2018 02 Carnevale3La candidatura, elaborata in stretta collaborazione con il comitato del Carnevale, è stata considerata esemplare, specie perché valorizza l’uso del dialetto come veicolo di trasmissione del patrimonio culturale immateriale. Le misure di salvaguardia proposte dai responsabili del Carnevale hanno trovato un’eco favorevole all’UNESCO. Esse mirano in modo particolare a coinvolgere le nuove generazioni stimolando la formazione musicale dei giovani suonatori di pifferi e tamburi e sviluppando materiale pedagogico per le scolaresche basilesi.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di febbraio 2018.