2018 03 Quaresima10 idee per viverla bene

1. Non si sa con certezza come sia sorto questo periodo di tempo che i cristiani dedicano per la preparazione alla Pasqua. Sappiamo soltanto che la Quaresima è nata come sviluppo pedagogico dell’aspetto centrale del mistero cristiano celebrato nel triduo pasquale.

La sua prospettiva è sempre in riferimento a Gesù Cristo. Ricorda papa Benedetto: “La Quaresima ci rinnova nella speranza in Colui-che-ci-ha-fatti-passare-dallamorte-alla-vita … la Quaresima, tutta orientata al mistero della Redenzione, è definita “cammino di vera conversione”.

2. La Quaresima è stata sempre il tempo liturgico più caratteristico del cristiano. È un tempo di quaranta giorni, la cui ragione originaria fu quella di imitare il digiuno del Signore Gesù all’inizio della sua missione messianica.

3. Il duplice carattere del tempo quaresimale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione del battesimo e mediante la penitenza, dispone i fedeli alla celebrazione del mistero pasquale con l’ascolto più frequente della parola di Dio e con più intensa preghiera. Ciò significa leggere la Parola, pregarla, meditarla, aprirsi alla Parola, confrontarsi con essa e porre la nostra vita alla sua luce.

4. Tutta la liturgia della Quaresima, tanto nei suoi aspetti rituali quanto nella stessa liturgia della Parola, è attraversata da simboli assai significativi che facilitano e rendono visibile il cammino della conversione.

Questi simboli sono il desiderio, la luce, la salvezza, l’acqua, la liberazione, la croce e la risurrezione.

5. I personaggi biblici che illuminano il cammino quaresimale sono Giuseppe, figlio di Giacobbe, Ester, la casta Susanna, Geremia, il cieco nato, il padre del figlio prodigo, la samaritana, la donna adultera e pentita, Zaccheo, il buon ladrone.

Su tutti risplende la figura e il mistero di Gesù di Nazareth: il Gesù della storia, il Cristo della fede.

6. La Quaresima trova nella preghiera la più propizia delle sue atmosfere e la migliore scuola.

La preghiera quaresimale deve essere più frequente fino a diventare abituale. La sua tonalità propria è l’umiltà, l’audacia filiale, l’insistenza, la confidenza. La preghiera diventa così supplica e domanda esprimendo la sua dimensione biblica e liturgica, di grande ricchezza e varietà. In questo senso, la preghiera liturgica deve essere più riflessiva, umile, povera, seria, profonda.

Ricorda il papa Benedetto: “La preghiera di supplica colma di speranza è il leit motiv della Quaresima, e ci fa sperimentare Dio quale unica àncora di salvezza... La vera preghiera è il motore del mondo, perché lo tiene aperto a Dio. Per questo senza preghiera non c’è speranza, ma solo illusione”.

7. Il digiuno è il secondo cammino quaresimale secondo il papa San Leone Magno. Si tratta del digiuno dell’uomo vecchio, del digiuno del peccato, della rinuncia alle proprie strade per abbracciare la via di Cristo.

Si tratta di privarci di qualcosa in favore di qualcuno che è nelle necessità.

Il digiuno, inoltre, non è un esercizio meramente volontarista o masochista. È una opzione di purificazione e di intercessione. “Non digiuniamo per la Pasqua, né per la croce, ma per i nostri peccati, ... “ afferma san Giovanni Crisostomo.

8. La vigente normativa ecclesiastica dell’astinenza dalla carne durante tutti i venerdì di Quaresima e del digiuno e dell’astinenza nel venerdì santo possono aiutarci a percorrere la seconda via quaresimale di cui abbiamo detto.

9. L’elemosina, la carità, la solidarietà è il terzo cammino tradizionale e permanente della Quaresima.

Abbiamo tante domande di giustizia per vivere l’elemosina e la carità quaresimale.

Ricorda papa Benedetto XVI: “L’elemosina evangelica non è semplice filantropia: è piuttosto un’espressione concreta della carità, virtù teologale che esige l’interiore conversione all’amore di Dio e dei fratelli… L’elemosina, avvicinandoci agli altri, ci avvicina a Dio e può diventare strumento di autentica conversione e riconciliazione con Lui e con i fratelli.”

10. La Quaresima è un tempo per vivere di essa. È un tempo per praticarla.

È un tempo per esercitarla non come fine a se stesso, ma come un mezzo, un cammino fino alla Pasqua.

Per questo, al fine di percorrere l’itinerario quaresimale in modo autenticamente cristiano, dobbiamo sviluppare nuovi spazi di preghiera e di devozione. La Via Cucis, almeno nei venerdì di Quaresima, è una pratica che, lungi dall’aver perduto il suo senso e il suo valore, deve essere potenziata e recuperata nella nostra Chiesa proprio a ragione della disaffezione da parte della nostra società verso il mistero della Croce.

Un’altra maniera splendida e sempre feconda per percorrere il cammino quaresimale è quella di partecipare anche a un seppur brevissimo corso di esercizi spirituali o di ritiro, opportunamente adattati alle esigenze del tempo contemporaneo.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di marzo 2018.

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