2018 04 materecclesiaePapa Francesco ha istituito una nuova festa. Il lunedì di Pentecoste sarà celebrata ogni anno in modo obbligatorio la memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa.

Quest’anno sarà il 21 maggio.

Già nelle litanie lauretane, che recitiamo nel S. Rosario, la Madonna è venerata come Madre della Chiesa ed era stato Paolo VI nel 1964 a dichiarare Maria “Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei pastori, che la chiamano Madre amatissima”.

Maria è da sempre modello della Chiesa, da imitare nella fede, nell’umiltà, nell’ascolto, nell’accoglienza, nell’ubbidienza alla Parola, nell’esercizio della carità, nella sequela di Cristo.

Nella Chiesa la Vergine ha sempre occupato il primo posto eminente e Gesù stesso ha voluto che lei si prendesse cura di ogni discepolo come madre, dicendole dalla croce: “Donna, ecco tuo figlio”; poi, rivolto al discepolo: “Ecco tua madre”.

Papa Francesco ha voluto istituire la festa proprio per “favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana”.

Ciò per il Papa è fondamentale “altrimenti - ha affermato in una sua omelia – viviamo un cristianesimo fatto di idee, di programmi, senza affidamento, senza tenerezza, senza cuore, e senza cuore non c’è amore e la fede rischia di diventare una bella favola di altri tempi.

La Madre non è un optional, è il testamento di Cristo…

Non è galateo spirituale, è un’esigenza di vita. Amarla non è poesia, è saper vivere. Perché senza Madre non possiamo essere figli. E noi, prima di tutto, siamo figli, che hanno Dio per Padre e la Madonna per Madre…Il cuore di una Madre non si vergogna della debolezza dei figli, ma la vuole con sé. E la Madre di Dio e nostra sa prendere con sé, consolare, vegliare, risanare”.

Sotto lo sguardo attento e vigile di Maria, certi del suo abbraccio materno in ogni istante, del suo aiuto, della sua consolazione, camminiamo come popolo nuovo, con l’auspicio, espresso dal card. Sarah in un commento, “che questa celebrazione ricordi a tutti i discepoli di Cristo che, se vogliamo crescere e riempirci dell’amore di Dio, bisogna radicare la nostra vita su tre realtà: la Croce, l’Ostia e la Vergine – Crux, Hostia, Virgo”.

“Questi sono i tre misteri che Dio ha dato al mondo per strutturare, fecondare, santificare la nostra vita interiore e per condurci verso Gesù Cristo. Sono tre misteri da contemplare in silenzio (R. Sarah, La forza del silenzio)”.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2018.

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