2018 056 bernaparrocchiaIl prossimo 15 Maggio il vescovo Felix sarà a Berna per una celebrazione (Chiesa St. Antonio, a Bümpliz, ore 18.00) con la quale inaugurerà la nuova “Unità Pastorale” (Pastoralraum) di Berna. Di che si tratta?

Finora le parrocchie territoriali e le Missioni linguistiche di Berna erano divise in zone pastorali geografiche, con l’obiettivo di una maggiore collaborazione tra di esse, favorite dalla vicinanza.

D’ora in poi tutta la città di Berna sarà come un’unica grande Parrocchia. Non scompariranno le identità locali, né si fonderanno in modo assoluto, ma l’obiettivo di questo processo, durato vari anni, è di favorire ancora di più lo scambio e la collaborazione tra le comunità. Tale processo è in corso in tutta la nostra diocesi di Basilea. Non solo. Se diamo uno sguardo in Italia vediamo che anche là ci sono varie Diocesi che stanno procedendo a questa riorganizzazione. Quali frutti si sperano?

Anzitutto una migliore risposta pastorale ai bisogni attuali. Le persone sono sempre più mobili e le strutture pastorali non possono restare vincolate solo ai confini territoriali del quartiere. Il personale assunto a servizio delle Parrocchie potrà operare in modo interscambiabile, essere a servizio di zone più ampie o per settori e gruppi pastorali sparsi su tutto il territorio.

Ci sono quartieri che stanno invecchiando e che quindi richiedono maggior investimento nella pastorale per gli anziani. Ci sono quartieri più popolari, dove gli affitti sono più economici e quindi sono più attraenti per le giovani coppie, e qui si potranno realizzare maggiori attività pastorali rivolte ai bambini, ai giovani e alle famiglie.

Cambierà qualcosa per noi?

Concretamente al momento non sembra. In quanto “Missione di lingua italiana” siamo già operativi su tutto il territorio di Berna e dintorni. Stiamo collaborando sempre di più con tutte le parrocchie del territorio su diversi fronti, dai progetti giovanili a quelli sociali, dalle celebrazioni eucaristiche bilingui ai progetti per i rifugiati… e continueremo a contribuire secondo le nostre forze e possibilità.

Un’incognita è se ci sarà anche una “fusione” a livello amministrativo, cioè se le attuali amministrazioni parrocchiali verranno unificate in un unico ente responsabile per la gestione del personale e degli immobili di tutti. Questo è ancora un processo in corso e un punto su cui ci sono forti opinioni divergenti. Vedremo cosa accadrà.

Tutto questo processo serve a ravvivare la fede dei cattolici di Berna?

Ce lo auguriamo, ma non è automatico. Non sono certo le riorganizzazioni strutturali a portare la fede, ma possono aiutare a mettere insieme le risorse.

L’augurio è che non ci si limiti solo alla dimensione strutturale, ma che si rinnovi lo slancio missionario ad intra e ad extra, cioè dentro le nostre comunità e nel dialogo con la società civile.

Bozza della nuova costituzione della Chiesa Cattolica:Bozza della nuova costituzione della Chiesa Cattolica: “Partecipiamo, ma ne facciamo parte?”

Il 1° gennaio 2020 molto probabilmente entrerà in vigore la nuova legge delle Chiese nazionali bernesi alla quale si orienteranno i futuri compiti delle tre chiese nazionali nel cantone di Berna. Le chiese bernesi riconosciute sono la chiesa evangelica riformata, quella cattolica-romana e quella cattolica-cristiana. Questi cambiamenti nella legge cantonale hanno fatto sì che in ottobre dell’anno scorso la chiesa cattolica-romana bernese abbia avviato una prima consultazione della nuova costituzione ecclesiale terminata il 31 gennaio 2018 con un questionario inviato a tutte le comunità.

Secondo la costituzione attuale in vigore del 1981, la rappresentanza prevedeva al sinodo quattro delegati dalle comunità di lingua diversa di altra madrelingua (italiani, spagnoli, portoghesi e croati). Poteva essere di disturbo che i rappresentanti delle comunità straniere fossero eletti dall’assemblea delle parrocchie, la quale raramente contava rappresentanti delle comunità di lingua diversa, ma che comunque in tal modo garantiva una rappresentanza con quattro seggi all’interno del sinodo.

Secondo la nuova costituzione le Missioni non avranno più seggi garantiti! Il consiglio pastorale bernese della Missione Cattolica di lingua italiana rispondendo Bozza della nuova costituzione della Chiesa Cattolica: “Partecipiamo, ma ne facciamo parte?” al questionario il 2 gennaio 2018 si è opposto chiaramente a questi adattamenti: “L’esclusione dei rappresentanti delle Missioni dal parlamento è una grave ingiustizia verso le minoranze linguistiche presenti nel cantone. Ciò è in grande contrasto col preambolo della costituzione stessa! Il 50% dei cattolici ha un passato di migrazione; escluderli dal sinodo comporta che voti e decisioni presi dal parlamento non rappresentino i pensieri e le opinioni di tutti i cattolici abitanti (e paganti) del cantone. Ciò è inoltre in pieno contrasto con i valori democratici della tradizione svizzera.”

A fine marzo 2018 il consiglio sinodale ha adottato la bozza della nuova costituzione rielaborata all’attenzione del sinodo di primavera. I sinodali prenderanno atto della documentazione durante la prima settimana di maggio. Le rispettive assemblee regionali avranno tempo fino al 22 maggio 2018 per presentare al sinodo le loro richieste in merito alla nuova costituzione. Durante la sessione di giugno del sinodo si voterà la nuova costituzione. Fino ad allora la Missione Cattolica di lingua italiana sarà rappresentata dal sinodale Antonio
Perissinotto. Auspichiamo che in seguito alla votazione non si debba preparare un discorso del tipo: “Partecipiamo, ma non ne facciamo più parte!”


 

Articolo pubblicato sul mensile insieme di maggio-giugno 2018.