2018 09 scuolafamiglia1A qualche settimana dalla ripresa della scuola, ci piace riflettere sul ruolo educativo dei genitori e degli insegnanti.

La famiglia è luogo originario di accoglienza e trasmissione vitale e culturale; la vocazione all’educazione è sua precipua caratteristica; per sua natura ha in sé le potenzialità creative e costitutive dei legami sociali.

La famiglia e il suo ruolo sono attualmente messi a dura prova. Le moltissime accuse alla famiglia, considerata autrice di danni gravi e irreversibili, i ritmi di lavoro stressanti, con la conseguente mancanza di tempo, le difficoltà all’interno della coppia, le separazioni con la nascita delle famiglie monoparentali, sgretolano nei genitori la serenità, la sicurezza e l’autorevolezza indispensabili a un processo educativo; non di rado si autoescludono, affidando il loro compito alla marea di esperti che tutto e di tutto sanno.

I ragazzi crescono in una società fortemente caratterizzata da individualismo, narcisismo e relativismo e subiscono l’influsso di modelli e agenzie, prive di un mandato educativo, che presidiano il loro spazio quotidiano e influenzano la loro costruzione di valori.

Il patto educativo si è rotto; l’alleanza educativa tra società e famiglia è in piena crisi quanto quella tra scuola e famiglia. In questo ambito assistiamo a un prevalere di conflitti e dissapori e reciproche accuse, alla ricerca di un colpevole quando qualcosa va storto.

Scuola e famiglia mantengono comunque il primato educativo ed è quanto mai importante sostenere la centralità dell’alleanza tra le due istituzioni.

La condivisione di valori, la fattiva collaborazione delle parti, nel rispetto delle reciproche competenze, sono indispensabili allo sviluppo armonico dei giovani.

L’educazione e l’istruzione sono anzitutto al servizio delle famiglie, con le quali si devono costruire rapporti di fiducia e continuità.

Partecipare, o meglio compartecipare, significa che ogni componente deve mettere a parte qualcun altro di qualcosa di sé, per contribuire allo scopo comune: arricchire le proposte formative ed educative di una propria esperienza, nella consapevolezza dei differenti ruoli.

C’è bisogno di un decisivo cambiamento: i genitori devono smettere di agire da sindacalisti dei figli, con sfiducia verso istituzioni e insegnanti, che dal canto loro devono finirla di osteggiarli, perché ne hanno già abbastanza dei loro figli…

L’impegno della scuola a formare giovani ricchi di conoscenze, liberi e responsabili acquista validità e completezza se supportato dalla famiglia, cui comunque appartiene la priorità educativa.

La scuola deve rafforzare i canali di comunicazione interpersonali e, con la famiglia, ascoltare, guidare e motivare i giovani, proponendo valori positivi.

Ciò appare tanto più importante nella società attuale, dove i giovani hanno bisogno di guida per interpretare i messaggi dei media e valutare i modelli proposti, e di una identità culturale sicura per favorire e costruire una giusta società multietnica e multiculturale.

2018 09 scuolafamiglia2La necessità di una sinergia scuola-famiglia è ancora più forte per chi, come noi, è in terra d’emigrazione.

La salvaguardia della lingua e della cultura originaria è basilare allo sviluppo armonico dei nostri giovani dalle plurime identità, è ricchezza per la società, apertura verso il futuro.

I genitori sono chiamati a collaborare con le strutture locali, per la valorizzazione delle diversità e la preservazione e promozione della lingua e cultura originarie. Lingua e cultura sono sorelle, senza l’una non si può fare l’altra. I genitori allora, come primi educatori e trasmettitori di lingua, cultura e valori, hanno il diritto e il dovere di chiedere, cercare strade nuove, promuovere e appoggiare iniziative nell’ambito delle istituzioni svizzere e italiane e collaborare in vario modo alla loro attuazione.

Costerà tempo e fatica ma ne varrà la pena.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di settembre 2018.