2018 11 regolelibertaNon ho avuto, nella mia lontana infanzia e adolescenza, genitori autoritari e per questo da ragazza suscitavo l’invidia delle mie amiche vittime di imposizioni e di una cultura educativa basata sulla rigida obbedienza. Dovevo rispettare poche e importanti regole, che via via si adattavano all’età, e in un clima di reciproca fiducia non mi è mai pesato farlo, anzi sono state di aiuto alla crescita e alla conquista dell’autonomia.

Ho cercato, pur con i mille errori che ogni genitore compie, di usare lo stesso criterio educativo con i miei figli, oggi adulti autonomi e liberi.

Può sembrare un paradosso, ma le regole non sono in contrasto con la libertà, semmai servono per educare ad essa.

Oggi però molti genitori le rifiutano come scomoda eredità di modelli educativi superati, alla ricerca di un modo nuovo di relazionarsi con i propri figli.

Spesso questo desiderio di diverso si concretizza in eccessiva cura e apprensione; il timore di ferire o mortificare il bambino prevale su un giusto atteggiamento educativo. Quando poi, per rispetto della libertà del figlio si sovvertono i ruoli e gli si attribuiscono responsabilità che non sa gestire e scelte che non è in grado di fare (“Cosa vuoi magiare?” “Vuoi andare a dormire?” “Dove vuoi andare?”), il bambino resta confuso, solo, insicuro, senza punti fermi di riferimento e può finire per assumere atteggiamenti di regressione o di aggressività.

Ecco allora l’importanza di recuperare le regole, che siano funzionali alla crescita e aiutino il bambino a costruire il suo cammino verso l’indipendenza.

Le regole per il bambino sono sicurezza e guida, definiscono i limiti, ma lasciano al loro interno ampi spazi di libertà. Il bambino sa cosa può fare, quando e dove.

Ma cos’è una regola? Non bisogna confondere la regola con l’ordine, che non educa e rende dipendenti. La regola invece porta all’indipendenza, stabilendo un contesto preciso entro il quale il bambino può sentirsi autonomo.

Anche gli ordini sono qualche volta necessari, soprattutto nella primissima infanzia, purché non siano arbitrari o poco chiari e si collochino in un preciso progetto educativo, condiviso dai genitori.

È nella preadolescenza e adolescenza che le regole diventano particolarmente preziose, lasciando spazio alla negoziazione, divenendo perno su cui costruire dialogo, consenso e fiducia.

Perché una regola sia efficace, deve essere chiara e sostenibile, funzionale all’età e alla crescita.

Non ci sono regole precise per stabilire e proporre le regole educative; tante sono le diversità tra famiglia e famiglia, tra bambino e bambino, con grande varietà di esperienze e vissuto, e differenti possono essere le modalità di attuazione.

Se qualche volta una regola non funziona, è necessario fare un passo indietro, un cambiamento, una limatura, una migliore organizzazione; è certo utile soffermarsi a esaminare le situazioni nella loro completezza, mettersi in discussione e fare buon uso della propria fantasia.

Ogni famiglia ha rituali propri che la caratterizzano, scandiscono i momenti centrali della giornata, rafforzano i legami interpersonali e indirettamente aiutano a consolidare un sistema di regole. È un buon trucco servirsi dei rituali per l’interiorizzazione e il rispetto delle regole.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di novembre 2018.