2019 04 esplosionegioiaCristo è risorto; è Pasqua, la festa più grande, la vita che vince la morte, la gioia dopo il dolore, la luce dopo le tenebre, annuncio di speranza e di salvezza, amore che sovverte i parametri del mondo. Che la nostra Pasqua sia esplosione di fede, gioia e riconoscenza, come quella di P. Davide Turoldo.

La mattina di Pasqua

di P. Davide Turoldo

Io vorrei donare una cosa al Signore, / ma non so che cosa.

Andrò in giro per le strade, / zufolando così finché gli uomini dicano: “È pazzo!”.

E mi fermerò soprattutto con i bambini / a giocare in periferia.

E poi lascerò un fiore / ad ogni finestra dei poveri.

E saluterò chiunque incontrerò per via, inchinandomi fino a terra...

E poi suonerò con le mani / le campane della torre, a più riprese finché non sarò esausto.

E, a chiunque venga, anche al ricco, dirò: “Siedi pure alla mia mensa!”.

Anche il ricco è un pover’uomo...

E a tutti dirò: “Avete visto il Signore?”.

Ma lo dirò in silenzio, con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore, ma non so che cosa. / Tutto è Suo dono, eccetto il nostro peccato. / Ecco: gli darò un’icona, dove Lui bambino / guarda gli occhi di Sua madre: così dimenticherà ogni cosa.

Gli raccoglierò dal prato / una goccia di rugiada: è già primavera, ancora primavera, una cosa insperata, non meritata: / una cosa che non ha parole.

E poi gli chiederò d’indovinare / se sia una lacrima, o una perla di sole, / o una goccia di rugiada.

E dirò alla gente: / “Avete visto il Signore?”.

Ma lo dirò in silenzio, / e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore, / ma non so che cosa.

Non credo più nemmeno alle mie lacrime.

E queste gioie son tutte povere.

Metterò un fiore rosso sul balcone.

E canterò una canzone tutta per Lui solo.

Andrò nel bosco questa notte, / e abbraccerò gli alberi.

E starò in ascolto dell’usignolo, dell’usignolo che canta solo / da mezzanotte all’alba.

E poi andrò a lavarmi nel fiume, / come fanno i poveri.

E all’alba passerò sulle porte /di tutti i miei fratelli e dirò a ogni casa: “Pace!”

E poi cospargerei la terra / di acqua benedetta in direzione dei quattro punti / dell’universo.

Poi... non lascerò mai morire / la lampada dell’altare.

E ogni domenica mi vestirò di bianco!

Io vorrei donare una cosa al Signore, /ma non so che cosa.

E non piangerò più, / non piangerò più inutilmente.

Dirò solo: “Avete visto il Signore?”.

Ma lo dirò in silenzio, / e solo con un sorriso.

Poi non dirò più niente.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2019.