10 buoni propositi suggeriti dal wwf

Voler bene all’ambiente non significa fare sforzi eccessivi.

Bastano propositi attuabili, da seguire con consapevolezza e un po’ di buona volontà. Il wwf ci suggerisce alcune regole di comportamento.

2019 04 sostenibilita11 - Evitare lo spreco alimentare.

In Svizzera ogni anno gettiamo via in media 117 chilogrammi di alimenti a testa, per un valore compreso tra i 500 e i 1000 franchi. Lo spreco alimentare non è solo riprovevole dal punto di vista morale, è anche un inutile sperpero di importanti risorse come il suolo, l’acqua e l’energia. Perciò, quando facciamo la spesa, acquistiamo solo ciò che ci serve davvero. Pianifichiamo i menu, leggiamo attentamente le etichette e le date di consumo e di scadenza e conserviamo il cibo in modo adeguato. Molto meno finirà nella spazzatura

2 - Rispettare l’ambiente anche a tavola.

Per produrre un chilo di carne di manzo occorre una superficie di terreno 70 volte più grande di quella necessaria per ottenere un chilo di verdure. Perciò orientando le nostre scelte su alimenti di origine vegetale piuttosto che animale modifichiamo anche il nostro impatto ambientale. Non è necessario convertirsi alla dieta vegetariana o vegana. Proviamo però, di quando in quando, a rinunciare consapevolmente alla carne e ai latticini. Possiamo stabilire ad esempio un giorno della settimana in cui preparare piatti a base di verdure e legumi, a tutto vantaggio della nostra salute.

3 - Liberare la nostra vita da inutili imballaggi.

Produrre meno spazzatura non è affatto difficile come sembra: Con pochi accorgimenti possiamo rendere il nostro quotidiano sempre più «plastic free»: servirsi di borse per la spesa, acquistare prodotti sfusi, usare contenitori di metallo o vetro, servirsi di sacchetti riutilizzabili per frutta e verdura e via dicendo. Basta organizzarsi.

4 - Vivere “leggeri”.

Prima di ogni nuovo acquisto, chiediamoci se sia realmente necessario. Diamo la preferenza a prodotti di qualità, destinati a durare nel tempo, e resistiamo alla tentazione di avere sempre in tasca dispositivi elettronici di ultima generazione. Ispiriamoci alla «piramide del consumatore»:

  • Usare ciò che già si possiede
  • Prendere in prestito
  • Scambiare con gli altri
  • Acquistare oggetti di seconda mano
  • Cimentarsi nel fai-da-te
  • Acquistare oggetti nuovi, preferibilmente sostenibili, bio ed equi

5 - Alle urne, dare il voto anche all’ambiente.

Nell’esercitare i diritti politici, esprimiamoci a favore dell’ambiente. Informiamoci sull’impegno per l’ambiente ecologia dei nostri politici favoriti. Proprio nei comuni più piccoli bastano spesso pochi voti per ottenere i risultati auspicati. Influendo a livello politico sulle spese di comuni e cantoni è possibile contribuire a ridurre l’impatto ambientale legato allo sviluppo della rete dei trasporti, al settore sanitario e a quello amministrativo.

6 - Calcolare la propria impronta ecologica personale.

Determiniamo il nostro impatto personale sull’ambiente e cambiamo i nostri comportamenti sbagliati, per riuscire a condurre una vita più consapevole e sostenibile, per noi, per il nostro pianeta e per le generazioni che verranno.

7 - Per le vacanze, scegliere mete vicine.

Meglio il Cervino del Machu Picchu. Proviamo a trascorrere un anno senza volare: ce la possiamo fare! Un volo di andata e ritorno dalla Svizzera alla Nuova Zelanda provoca un impatto ambientale equiparabile a quello generato in otto mesi da uno svizzero medio con le sue attività di ogni giorno. Scegliamo mete vicino a casa per le vacanze: non per questo ce le godremo di meno.

8 - Prendere i mezzi pubblici.

Il trasporto pubblico svizzero è uno dei migliori al mondo: è veloce, affidabile, comodo e rispettoso del clima. Utilizziamo l’ampio ventaglio di offerte per recarci al lavoro e spostarci nel tempo libero. Per i piccoli spostamenti di ogni giorno possiamo anche prendere in considerazione la bicicletta o fare una passeggiata a piedi. Così restiamo in forma e miglioriamo allo stesso tempo la nostra impronta di CO2.

9 - Ricordare di staccare la spina.

Ridurre i consumi energetici è facilissimo: spegniamo la luce quando lasciamo una stanza e gli apparecchi elettrici quando finiamo di usarli. Facciamo funzionare la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico. Stendiamo il bucato invece di metterlo in asciugatrice e limitiamo il numero di elettrodomestici in casa. E magari ricordiamoci anche di staccare la spina quando gli apparecchi non sono in uso. Accertiamoci di utilizzare energia ecologica: cambiare prodotto è sempre possibile, sia che siamo inquilini o proprietari dell’immobile. Di norma la corrente consumata da ogni singolo appartamento viene registrata da un contatore individuale e conteggiata a parte. Quindi spetta a noi decidere in merito alla qualità della corrente che consumeremo.

10 - Dimostrare buonsenso ecologico quando si investe il proprio denaro.

Considerato l’influsso che le attività economiche esercitano sull’ambiente, le decisioni finanziarie rappresentano un’importante leva. Ogni franco che affidiamo alle banche in ottica di risparmio, investimento o previdenza produce effetti sull’ambiente e sulla società. Lo stesso vale anche per i crediti bancari. Le banche possono utilizzare, ad esempio, i risparmi dei clienti per effettuare investimenti in centrali elettriche a carbone.

In questo modo il denaro danneggia il clima e distrugge la natura. Il WWF Svizzera ha preso attentamente in esame le 15 maggiori banche al dettaglio elvetiche (retail banking) e analizzato in che misura, negli investimenti di denaro e nella concessione di crediti, gli istituti tengano conto della sostenibilità. Scopriamo quanto è sostenibile l’operato della nostra banca e se esistono alternative. 

Alta concentrazione di microplastiche nei laghi svizzeri

2019 04 sostenibilita2Il fenomeno dei rifiuti plastici non riguarda solo i mari, ma anche le acque dolci. Microplastiche in grande quantità sono state misurate nei laghi svizzeri, particolarmente il lago di Ginevra, il lago Maggiore e il Ceresio.

L’ingegnere ambientale Florian Faure, che ha svolto uno studio con precise misurazioni, ha affermato lo scorso anno: “Siamo rimasti sorpresi, quando abbiamo scoperto concentrazioni così elevate nel lago di Ginevra, in un paese così rispettoso dell’ambiente”.

Il fatto è che si può inquinare senza rendersene conto, ad esempio lavando abiti sintetici, acrilici o in poliestere.

Anche un viaggio vicino a corsi d’acqua può inquinare: ogni 100 Km. percorsi in automobile si disperdono 20 grammi di polvere di pneumatici. Altrettanto nocivo l’uso di cosmetici che liberano microplastiche in forma di granuli (esfolianti, docciaschiuma, dentifrici). Le microplastiche finiscono in fiumi e laghi, sono assorbiti dai pesci e entrano nella catena alimentare. Non sempre i depuratori sono infatti in grado di trattenere le particelle.

Le microplastiche delle acque dolci non sono studiate sino a ora come le plastiche nei mari e non esiste, a detta di Marco Iermini, direttore del laboratorio cantonale ticinese “un limite di legge, un limite che abbia evidenza scientifica tale da prefigurare un danno ambientale e quindi possa giustificare un’attività ispettiva”.

Nel gennaio scorso si è tornati a dibattere sugli esiti dello studio che ha rilevato valori preoccupanti nelle risplendenti acque del Ceresio, che risultano tra le più inquinate: 213.000 microplastiche per Kmq. sono decisamente un dato allarmante.

Oltre a una capillare sensibilizzazione di tutti i cittadini, che possono modificare i propri consumi, sono necessarie una politica atta a ridurre la produzione di microplastiche con il coinvolgimento delle industrie che producono materiali inquinanti e una strategia di bonifica delle acque con depuratori e filtri di ultima generazione.

Se la fauna ittica soffre, soffriamo anche noi; una fritturina di pesce alla plastica non è gradita sulla nostra tavola!


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2019.