2019 05 compagniviaggioNel suo messaggio “Dalle community alle comunità”, per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali (2 giugno 2019), papa Francesco torna sul tema, che gli sta molto a cuore, dei nuovi ambienti di comunicazione, rivolgendo in particolare la sua attenzione alle Reti sociali, in cui egli stesso è presente, con gli account su Twitter e Instagram.

La rete, afferma il Pontefice, deve custodire una comunità di persone libere, per non tradire se stessa e restare una risorsa per tutti, singoli, famiglie, Comunità ecclesiale. Quando la rete, dice Francesco, si fa occasione per “avvicinarmi a storie e esperienze di bellezza”, di ricerca di bene, di unione ed aiuto, è davvero una grande risorsa.

Purtroppo questa “fonte di conoscenze e relazioni un tempo impensabili” è anche “portatrice di rischi che minacciano la ricerca e la condivisione di una informazione autentica su scala globale”. Internet è “uno dei luoghi più esposti alla disinformazione e distorsione consapevole dei fatti e delle relazioni interpersonali, che spesso assumono la forma del discredito”.

Se da un lato le reti sociali servono ad incontrarci ed aiutarci, d’altro lato si prestano ad un uso manipolatorio dei dati personali, “finalizzato a ottenere vantaggi” economici e politici, senza alcun rispetto della persona e dei suoi diritti.

Secondo il Papa, “la metafora della rete richiama un’altra figura densa di significati, quella della comunità. Una comunità è tanto più forte quanto più è coesa e solidale, animata da sentimenti di fiducia e persegue obiettivi condivisi. La comunità come rete solidale richiede l’ascolto reciproco e il dialogo, basato sull’uso responsabile del linguaggio”.

Anche sulla rete, conclude Francesco, “noi cristiani siamo chiamati a manifestare la comunione che segna la nostra identità di credenti”. Nel contesto attuale, tutti siamo tenuti “a investire sulle relazioni e ad affermare anche nella rete il carattere interpersonale della nostra umanità”. Tanto più noi cristiani: la comunione contraddistingue la nostra identità.

Siamo veramente umani e personali quando ci relazioniamo con gli altri: “La nostra vita cresce in umanità col passare dal carattere individuale a quello personale; l’autentico cammino di umanizzazione va dall’individuo che percepisce l’altro come rivale, alla persona che lo riconosce come compagno di viaggio”, così papa Francesco.

Il messaggio del Pontefice - ha commentato al Sir Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione - “ci invita a riflettere sia come restituire alla Rete il suo significato più bello, e più legato alla natura dell’uomo: la bellezza dell’incontro, del dialogo, della conoscenza, della relazione, della condivisione, della comunione fra noi e con Dio. Anche se la dimensione digitale è incorporea, essa è reale, non è virtuale.

Per questo – conclude – occorre ripartire dalla realtà delle persone, tutte intere, e dalla verità di relazioni vere: per riscoprire la bellezza di comunità fondate sull’amore e non sul rancore”.

Tutti noi, chi più chi meno, facciamo uso della rete. Pensiamoci su.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di maggio 2019.