2019 09 conferenza1Dall’otto all’undici aprile scorso si è svolta a Sacrofano la Conferenza internazionale sulla tratta di persone.

Tra i circa duecento partecipanti alla conferenza, organizzata dalla sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, si contavano le religiose di Talitha Kum, il gruppo santa Marta, la Pontificia Accademia delle scienze, la Caritas con le sue reti, la Commissione internazionale per le migrazioni e l’Apostolato del mare.

Diciotto gruppi di lavoro hanno trattato i diversi aspetti della tratta: sfruttamento sessuale, lavoro schiavo, matrimonio coatto, traffico di organi, servitù nel lavoro, mendicità e nuove forme di schiavitù con utilizzo delle tecnologie.

“Abbiamo creato uno spazio di dialogo, condivisione e programmazione tra reti che stanno già lavorando su questi temi. Dovevamo semplicemente rispondere a una domanda: – ha detto padre Fabio Baggio ad Agensir – come affrontare le sfide di questa particolare forma di tratta?”

I suggerimenti sono stati moltissimi e alla fine ne sono stati scelti 42. “Un filo comune tra tutte le proposte – continua padre Baggio – è la grande ignoranza di fronte al fenomeno. Dobbiamo informare, far crescere la coscienza della gente, perché la tratta entra a casa nostra attraverso i prodotti molto economici che compriamo. E non sappiamo che dietro la scatoletta di tonno, ad esempio, c’è un pescatore sfruttato in Asia”.

La comunicazione appare un’urgenza primaria: preparare materiali su storie vere e campagne di sensibilizzazione, creare sussidi educativi da diffondere nei gruppi giovanili, nelle catechesi, nelle scuole e nelle parrocchie.

Così padre Baggio: “Abbiamo molti data base a livello locale, con dati, evidenze, prove. La proposta è di cominciare a mettere tutto insieme il materiale raccolto per sapere di quante donne, uomini e bambini stiamo parlando.

Faremo riferimento alle persone che si rivolgono a noi: saranno numeri non scientificamente perfetti, ma reali e certi. Perché queste persone hanno avuto il coraggio se non di denunciare, almeno di chiedere un servizio alle nostre realtà”.

La formazione di agenti contro la tratta, coinvolgendo magistrati e forze dell’ordine, con la promozione di corsi di formazione nelle chiese locali è tra le proposte.

2019 09 conferenza2Tante le storie e le testimonianze.

Ad esempio, in Libano sono attive, grazie alla Caritas, quattro case rifugio protette (shelter), che ospitano e seguono le vittime della tratta. Sono minori, donne sole con bambini, famiglie, lavoratori che scappano da situazioni di schiavitù. I posti variano da casa a casa tra i 110 e i 35. Sarà presto costruito un altro rifugio per i bambini da strada costretti all’accattonaggio.

Gli ospiti usufruiscono di consulenze legali, aiuti psicologici e umanitari, corsi di formazioni, oltre che di generi di prima necessità.

Padre Paul Karam racconta che in Libano, terra che accoglie persone di ogni nazionalità, etnia e religione tra migranti e rifugiati, “è stata scoperta una mafia che gestisce donne siriane obbligate a prostituirsi. I trafficanti sono stati arrestati. Le donne sono state mandate da noi. Da più di un anno e mezzo erano costrette a prostituirsi”.

Hessen Sayah, coordinatrice del Dipartimento migranti e vittime di tratta Caritas Libano continua: “Alcune sono rimaste incinte e obbligate ad abortire. Abbiamo dato loro assistenza umanitaria, medica e psicologica. Alcune di loro sono state trasferite in un ospedale psichiatrico, perché erano traumatizzate”. Hessen Sayah ascolta giornalmente storie come queste, richieste di aiuto, di consulenza, di abitazione.

Altra testimonianza terribile è la storia di una ragazza del Bangladesh: “Quando è venuta a chiedere aiuto abbiamo scoperto che era minorenne. I suoi genitori e una agenzia di reclutamento hanno falsificato il suo passaporto scrivendo che aveva 28 anni. Invece quando è partita ne aveva 12. Ha lavorato come domestica in una casa privata senza essere pagata. Ha subito sfruttamento, abusi e lavoro forzato. Le abbiamo dato aiuti umanitari, sanitari e alloggio”.

Quello con le vittime è un lavoro complesso e delicato.” Per prima cosa le tranquillizziamo, le incoraggiamo a parlare e a ricostruire la propria autostima, così ritrovano la propria dignità e possono cominciare una nuova vita”.

2019 09 conferenza3Preghiera a S. Giuseppina Bakhita

Padre Onnipotente Ti ringraziamo per l’esempio di Santa Giuseppina Bakhita.

Santa Giuseppina Bakhita, ti hanno ridotto in schiavitù da bambina; ti hanno venduta e comprata; ti hanno trattato con brutalità.

Intercedi, ti imploriamo, per tutti quelli che sono prigionieri della tratta e della schiavitù, affinché gli aguzzini restituiscano loro la libertà e questo male sia cancellato dalla faccia della terra.

Santa Giuseppina Bakhita, quando ti è stata ridata la libertà, non hai permesso alle tribolazioni patite di definire la tua vita. Hai scelto, invece, la via della bontà e della generosità.

Aiuta quanti sono accecati dall’avidità e dalla lussuria e calpestano i diritti umani e la dignità dei loro fratelli e sorelle. Aiutali a spezzare le catene dell’odio, a ritrovare la propria umanità, e a imitare la tua bontà e generosità.

Carissima Santa Giuseppina Bakhita, la tua libertà ti ha condotto a Cristo e alla Chiesa.

Dio ti ha poi chiamata alla vita religiosa come religiosa canossiana. Sei stata un esempio di carità, misericordia e gioiosa mitezza nella tua vocazione.

Aiutaci ad imitare il tuo esempio, specialmente quando siamo tentati di ignorare gli altri, di non andare in loro aiuto, di respingerli o addirittura di maltrattarli e sfruttarli.

Intercedi per noi affinché la presenza gioiosa di Cristo riempia i nostri cuori come riempì il tuo. O Dio d’amore, fa’ risplendere su questo mondo afflitto la luce della Tua misericordia. Fa’ che irrompa dove le tenebre sono più fitte. Porta la salvezza agli innocenti che patiscono violazioni e abusi.

Converti i malvagi che li opprimono e li tengono prigionieri.

Dona a tutti noi la forza di crescere nella vera libertà dell’amore per Te, per il prossimo e per la nostra casa comune.

Amen


Articolo pubblicato sul mensile insieme di settembre 2019.