2019 09 trattaCH3Il fenomeno della tratta di esseri umani coinvolge direttamente la Svizzera, sia in qualità di paese di transito che di destinazione. Tuttavia, la complessità e la natura clandestina di questa violazione dei diritti umani ostacolano la piena presa di coscienza da parte della popolazione in merito alla sua presenza in Svizzera e alle diverse forme ch’essa può assumere.

La giornata europea contro la tratta di esseri umani è celebrata il 18 ottobre. Per quest’occasione verranno allestiti numerosi eventi in Svizzera con lo scopo di sensibilizzare il grande pubblico su questo fenomeno. L’identificazione delle vittime e la garanzia di un loro sostegno si possono infatti ottenere unicamente tramite la consapevole partecipazione dell’intera popolazione. Uniti possiamo lottare efficacemente contro questo crimine e al contempo proteggere le vittime! Gli esseri umani non sono in vendita!

Facciamo del 18 ottobre il simbolo di lotta contro la tratta di esseri umani in Svizzera!

2019 09 trattaCH1Apri gli occhi! Un Bus per informare

Sull’onda del notevole successo raccolto dal bus informativo itinerante e dalle settimane d’azione contro la tratta del 2017, anche per l’edizione 2019 verranno allestite tappe espositive e organizzati nuovi eventi.

Le settimane d’azione si svolgeranno intorno alla giornata del 18 ottobre 2019 e saranno realizzate in tutta la Svizzera allo scopo di promuovere la sensibilizzazione dei cittadini riguardo alla tratta di esseri umani.

Inaugurato il 18 ottobre 2017 a Berna, il bus ha percorso tra ottobre 2017 e dicembre 2018 la Svizzera in lungo e in largo, sostando in 12 cantoni in cui hanno preso forma 29 fermate espositive.

Il bus informativo itinerante proseguirà il suo viaggio sostando anche in regioni e cantoni finora non visitati.

I visitatori dell’esposizione possono scoprire, mediante storie concrete, il significato della tratta di persone, come identificare una potenziale vittima e chi contattare in casi sospetti.

Quest’anno l’attività di sensibilizzazione del bus non si concentrerà unicamente sul pubblico generale: al centro del percorso saranno posti gli studenti di istituti professionali, licei, università e alte scuole ( età superiore ai 15 anni). A seconda dell’interesse sarà possibile allestire una fermata espositiva con presentazioni o corsi tematici.

Qualora foste interessati a richiedere una fermata del bus nel vostro cantone o presso il vostro istituto scolastico, vogliate rivolgervi per maggiori informazioni direttamente alla sede dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni a Berna: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., +41 31 350 82 11

Forme di tratta di persone in Svizzera

2019 09 trattaCH2In Svizzera la tratta di esseri umani è spesso correlata alla migrazione. La Svizzera funge in primo luogo da Paese di destinazione e, in minor misura, anche da Paese di transito per la tratta. Il fenomeno maggiormente individuato in Svizzera è lo sfruttamento della prostituzione, sebbene siano in aumento anche i casi di tratta ai fini dello sfruttamento lavorativo. Pubblichiamo uno stralcio del documento “La tratta di esseri umani-Una forma moderna di schiavitù”, redatto dal dipartimento federale di giustizia e polizia.

Sfruttamento sessuale

In Svizzera, la forma più frequente della tratta di esseri umani è lo sfruttamento sessuale. Le vittime individuate sono sostanzialmente giovani ragazze e donne senza prospettive nel proprio Paese. Sono adescate in Svizzera con false promesse di lavoro o di possibilità formative e in seguito costrette a prostituirsi. Oppure diventano vittime di uomini che le seducono fingendo il grande amore per attirarle in Svizzera, dove verranno obbligate al lavoro sessuale (il cosiddetto metodo del lover boy).

Sfruttamento lavorativo

In Svizzera aumentano i casi individuati di sfruttamento della forza lavoro. Le vittime sono adescate con false promesse di lavoro ben retribuito, ma in seguito si ritrovano a lavorare per i criminali in condizioni di sfruttamento e spesso di illegalità, senza alcuna sicurezza in materia di diritto del lavoro. Molte vittime sono uomini. Secondo uno studio pubblicato nel 2016, gli esperti presumono che la parte sommersa del fenomeno sia elevata. In diversi settori economici hanno constatato situazioni di sfruttamento lavorativo con sospetta tratta di esseri umani. Tra i settori interessati o a rischio lo studio ha individuato l’edilizia, l’industria alberghiera e della ristorazione, il lavoro domestico, l’agricoltura nonché alcuni settori illegali quali l’accattonaggio e i furti.

Sfruttamento ai fini dell’espianto di organi

Le autorità svizzere non sono a conoscenza di casi concernenti la terza forma della tratta di esseri umani, ovvero lo sfruttamento ai fini dell’espianto di organi. La regolamentazione giuridica dei trapianti, l’elevato onere in termini medico-tecnici per i trapianti e la trasparenza richiesta in merito alla provenienza e all’utilizzo degli organi trapiantati, contribuiscono a rendere molto difficoltosa in Svizzera la tratta di esseri umani ai fini dell’espianto di organi.

Vittime e aguzzini

Spesso le vittime non sono in grado di porre fine autonomamente alle loro sofferenze. I motivi sono molteplici: molte vittime sono costrette dai loro aguzzini a consegnare i propri documenti di viaggio e gran parte della loro retribuzione. Alcune sono rinchiuse o poste sotto sorveglianza costante. Inoltre temono che la violenza dei criminali possa ritorcersi contro di esse o i loro familiari in patria. Molte vittime non sono in grado di comunicare nella lingua del Paese di soggiorno e non conoscono i propri diritti. Hanno paura di subire sanzioni da parte delle autorità locali o di essere espulse perché si trovano nel Paese illegalmente o perché svolgono illegalmente un’occupazione. Da anni i principali Paesi di provenienza delle vittime sono l’Ungheria, la Romania, la Bulgaria nonché la Thailandia, la Cina e la Nigeria. Molte vittime provengono tuttavia anche dalla Svizzera.

Gli aguzzini spesso provengono dalla cerchia delle vittime

I criminali provengono perlopiù dall’estero e molto spesso hanno le stesse origini delle loro vittime. Tra gli autori della tratta vi sono anche cittadini svizzeri. Sebbene gli imputati siano prevalentemente di sesso maschile, la percentuale di donne è tuttavia notevole. Esse svolgono un ruolo di spicco soprattutto nei casi di presunta tratta di vittime thailandesi o provenienti dall’Africa occidentale. Nel nostro Paese la tratta di esseri umani è spesso esercitata da singoli individui o da piccoli gruppi familiari o etnici. Vi sono tuttavia indizi che lasciano presumere reti criminali più ampie e ben organizzate che dall’estero controllano o favoriscono la tratta verso la Svizzera e in Svizzera.

Numero di casi ridotto – elevato numero sommerso

In Svizzera, come in altri Paesi di destinazione della tratta di esseri umani, molti casi non vengono individuati. La tratta è una realtà sommersa e un reato che può essere scoperto solo tramite controlli. Ciò significa che per avere un sospetto iniziale sufficiente ad avviare un procedimento penale, occorre svolgere controlli approfonditi e indagini preliminari. Per essere in grado di individuare le vittime della tratta servono inoltre conoscenze specifiche di cui in genere dispongono soltanto gli specialisti del campo. Per paura di subire ritorsioni da parte dei loro aguzzini o per sfiducia nelle autorità, le vittime raramente sono disposte a sporgere denuncia contro i loro sfruttatori o a testimoniare, sebbene nella maggior parte dei casi le loro dichiarazioni risulterebbero decisive ai fini del perseguimento penale. Si presume quindi che il numero dei casi sommersi non individuati o denunciati sia molto elevato rispetto al numero relativamente esiguo di casi che figurano nelle statistiche ufficiali delle autorità di polizia e giudiziarie.

Contrasto alla tratta di esseri umani

Il contrasto alla tratta di esser umani avviene con misure in ambito istituzionale e legislativo sul piano nazionale e cantonale. Il piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani (PNA) per il periodo 2017-2020 comprende 28 misure di lotta alla tratta nei quattro settori della prevenzione, del perseguimento penale, dell’aiuto alle vittime e della collaborazione.

Con le «Linee direttive concernenti misure di prevenzione efficaci all’estero contro la tratta di esseri umani e per la protezione delle vittime», il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel 2003 ha formulato obiettivi e provvedimenti specifici applicabili a livello internazionale.

La cooperazione strategica e operativa dei Paesi di destinazione e dei Paesi di transito tra di loro e con i Paesi di provenienza delle vittime assume un’importanza sempre maggiore a livello internazionale.

I compiti e gli obiettivi principali di SCOTT (Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti)

L’obiettivo di SCOTT è combattere e prevenire la tratta di esseri umani e il traffico di migranti in Svizzera. SCOTT provvede infatti al perfezionamento degli strumenti e dei contatti necessari a proteggere le vittime e a punire gli autori dei reati. L’attività di SCOTT nell’ambito della tratta di esseri umani comprende attualmente i seguenti obiettivi principali:

  • sostenere i Cantoni nell’istituzione di «tavole rotonde» e creare i meccanismi di cooperazione per combattere la tratta di esseri umani;
  • sviluppare e contribuire alle offerte di formazione destinate agli operatori nell’ambito della lotta contro la tratta di esseri umani;
  • sensibilizzare mediante attività il mondo politico, l’amministrazione e l’opinione pubblica;
  • promuovere la cooperazione e lo scambio a livello internazionale;
  • promuovere i contatti fra i servizi competenti della Confederazione, dei Cantoni e le ONG;
  • elaborare strumenti volti a contrastare lo sfruttamento lavorativo;
  • perfezionare l’attività di descrizione della situazione e di analisi nel settore della tratta di esseri umani.

Articolo pubblicato sul mensile insieme di settembre 2019.