Se vado in internet e cerco delle immagini sulla “Trinità” ce n’è una molto bella: tre angeli seduti uno accanto all’altro. È un’opera dipinta dal monaco e pittore russo Andrej Rublëv (1360-1427). Al centro c’è Gesù, con davanti a sé un calice, simbolo del suo sacrificio. Gesù guarda Dio padre, seduto alla sua destra, mentre lo Spirito, l’inviato, è alla sua sinistra e guarda verso il basso, in segno di sottomissione per la missione che gli è stata affidata.

La Trinità è divinità, è dialogo, è unicità, è diversità, è rispetto, è collaborazione. Sono tante le caratteristiche che possiamo cogliere da questo dipinto. La nostra fede ci dice che Dio è uno e trino. Dio si è manifestato nel Figlio e opera nello Spirito. Tre persone per una natura, quella divina.

Conosciamo qualcosa della SS. Trinità grazie a quello che le Scritture ci hanno detto e grazie alle riflessioni della Chiesa nel corso degli anni. Non è facile spiegare ciò che non appartiene al mondo finito. Possiamo contemplare, come davanti ad un dipinto, cercando di intuire quella che era l’intenzione dell’autore. E Dio, il grande pittore, ha fatto un capolavoro. Ha creato tutto per amore (1 lettura), ci ha salvati tramite Gesù per amore (2 lettura), continua ad accompagnarci per mezzo dello Spirito nel nostro cammino per amore (Vangelo). La diversità nell’unità trinitaria è un modello da imitare nelle dinamiche delle nostre famiglie e società.

Riusciremo a vivere la “convivialità delle differenze”, come le chiamava don Tonino Bello? Riusciremo ad imparare dalla Trinità a costruire un’unica comunità nel rispetto delle nostre diversità? Crediamoci!

Buona festa

p. Antonio