La liturgia di questa domenica continua la catechesi di Giovanni su “Gesù pane di vita”. Oggi le letture usano espressioni forti, quasi disgustanti. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”. Non vogliamo correre il rischio degli ascoltatori di Gesù di interpretare alla lettera queste parole. La prima comunità cristiana sapeva bene a cosa si riferivano quelle espressioni: Gesù non dev’essere solo “ascoltato”, dev’essere ASSIMILATO, come si fa col cibo. 

Non basta ascoltare la sua Parola, come se fosse per noi “solo” un bravo maestro. Occorre spingersi ancora oltre. Bisogna far sì che noi diventiamo Lui e Lui noi, come il cibo e le bevande, che una volta entrate nel nostro organismo non sono un corpo estraneo, ma diventano parte del nostro corpo.

Come fare ciò? La Chiesa, lungo i secoli, ha sviluppato un rito: l’Eucarestia. Durante la S. Messa abbiamo la possibilità di approfondire questo legame, di ascoltare la Parola e di nutrirci del pane eucaristico. E’ Dio presente in quel momento. E’ la sua vita che diventa la nostra vita.

Custodiamo con gelosia questo rito e facciamo in modo che le nostre famiglie lo vivano con regolarità in questo nuovo anno pastorale.

Buona settimana

p. Antonio