Non basta leggere o ascoltare il brano biblico delle Beatitudini. Occorre capirlo, per evitare di credere che Dio voglia la povertà, il pianto, la tristezza, la fame, l’angoscia e così via.

Da che parte sta Dio? Ci vuole felici o no? Certo che si. Tutti tendiamo alla felicità, tutti siamo mendicanti di felicità. L’essere povero o bisognoso nel corpo non dovrebbe essere una condizione permanente dell’essere umano, ma un monito per coloro che hanno causato questa ingiustizia. Per essi c’è un unico ritornello: “guai a voi…”.

La povertà in spirito, invece, è altro: è una condizione di disponibilità a fare spazio a Dio dentro di sé. Con i semplici Dio realizza un grande progetto, quello del Regno di Dio. Dio “ha un debole per i deboli”, scrive un autore. È proprio vero. La Bibbia è piena di gente scelta e inviata a realizzare una grande missione proprio per la sua umiltà, una tra tutte: Maria di Nazareth.

In Chiesa abbiamo messo una valigia, simbolo del cammino spirituale che stiamo facendo. Cosa vorresti metterci dentro? Di cosa hai bisogno per camminare? Vieni, deposita un biglietto o un simbolo che rappresenti quello che vuoi portare con te.

Buona domenica

p. Antonio