Tra i doni dello Spirito Santo ricordiamo l’ultimo: il santo timor di Dio. È quel dono che facciamo sempre fatica a spiegare perché se non lo presentiamo dalla prospettiva biblica, rischiamo di interpretarlo con le nostre categorie moderne.

Paura e timore non sono la stessa cosa. Nella bibbia si ripete spesso che chi ama non deve aver paura, e di Dio, che è l’ “amore” per eccellenza, non si può aver paura. Di Dio occorre aver timore, che vuol dire “rispetto”. La creatura sa mettersi davanti al Creatore con rispetto e accoglienza, non con paura.

Con questa premessa leggiamo le letture di questa ultima domenica dell’anno liturgico, nella solennità di Cristo Re dell’universo. Davanti a questo titolo così imponente possiamo sentirci piccoli e schiacciati, appunto impauriti da tanta forza e grandezza.

Se poi leggiamo e meditiamo il brano del vangelo non possiamo che avere paura davanti a questo “giudizio finale” e chiederci: e io che fine farò?

Forse la domanda più giusta è se, al termine di un anno pastorale e spirituale, Gesù è ancora di più al centro della nostra vita e se col nostro esempio e testimonianza è al centro della vita delle persone.

Questa è la “regalità” che non fa paura ma che obbliga ad una verifica di vita nella fede. Il battesimo ci ricorda che abbiamo scelto di essere cristiani e nel vangelo troviamo le condizioni concrete e quotidiane per esserlo: compiere le opere di misericordia.

Purtroppo anche nella Chiesa ci sono i “predicatori della paura di Dio”, coloro che pensano che le persone si convertiranno a Dio temendone i castighi e non tanto per l’amore ricevuto. Io preferisco pensare a Dio-amore più che a Dio-giudice. Mi piace rapportarmi con Dio con rispetto più che con paura. Non ho tempo – e mi rifiuto - di pensare al purgatorio o all’inferno per rendere la mia vita migliore. Voglio renderla migliore pensando che ci sono tante persone che soffrono (affamati, assetati, ammalati, carcerati, migranti) e io posso dare il mio piccolo contributo per far sentire loro l’amore di Dio.

Buona domenica

p. Antonio