LogoFAC2012Il gruppo Diaconia F.A.C. (Fraterno Aiuto Cristiano) é stato fondato nel 1947 proprio agli albori della Missione nell'immediato dopoguerra, e ha quale fine l'attività caritativa e assistenziale, particolarmente a favore dei malati, anziani e carcerati.

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Cura pastorale dei nostri malati

L'ultima carezza di Cristo. Un sacramento proprio per chi è malato

Dio Padre non si dimentica e non abbandona mai i suoi figli, ma si prende sempre cura con amore di loro attraverso il suo Figlio Gesù Cristo e il dono dello Spirito Santo. E Gesù, il Buon Samaritano, fa questo in un modo tutto particolare quando i suoi fratelli vivono la "prova" della sofferenza e della debolezza a causa della malattia o dell'anzianità: si china su di loro e si prende cura di loro, condividendo e santificando la loro sofferenza. Questa verità, in un modo tutto speciale, viene celebrata e resa presente lungo la storia e nel susseguirsi del tempo mediante un apposito sacramento che Gesù Cristo ha lasciato alla sua Chiesa e che la Chiesa ha celebrato fin dagli inizi, come testimonia già la Lettera di S. Giacomo apostolo (5,13-16):

Carissimi, chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeggi. Chi è malato, chiami a se i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza.

È importante quindi che la comunità cristiana e ognuno di noi rifletta sul senso e sulle stupende finalità di questo sacramento, anche per correggere eventuali false visioni, ereditate dal passato.

Desidero ricordare quanto sia importante la pastorale degli ammalati e l'impegno pastorale nelle nostre comunità parrocchiali svolto dai sacerdoti.

"Prendersi cura" dei malati è un appello rivolto a tutti, in primo luogo ai parenti: invitiamo calorosamente i familiari ad avvertire i sacerdoti quando un loro parente è malato in casa o viene ricoverato all'ospedale.

Nel passato i sacerdoti andavano in ospedale e chiedevano i nomi dei loro parrocchiani malati che venivano facilmente comunicati: oggi, per la privacy, non è più possibile e, quindi, i sacerdoti possono conoscere queste situazioni solo attraverso la comunicazione dei parenti!

E sarebbe importante che i familiari avvertissero i sacerdoti non quando i loro malati sono ormai moribondi e non più coscienti, ma quando la malattia comincia a diventare abbastanza seria: allora la visita dei sacerdoti sarebbe accettata positivamente dai malati, perché il sacerdote non sarebbe visto con paura come colui che viene a dire che ormai non c'è più nulla da fare. Inoltre ci sarebbe il tempo per fare con calma un cammino di amicizia e di fede insieme a loro e ai parenti. Ovviamente, se un malato non vuole la visita del sacerdote, si dovrà rispettare la sua volontà; se informati, potremo comunque pregare per lui/lei.