libro e spigaSe è tanto essenziale questo ministero per la vita della Chiesa, in proporzione è importante sapere bene cosa la Chiesa ci chiede per esercitarlo.

Il lettorato o il ministero di fatto del lettore liturgico ha radici molto antiche e il suo esercizio apre prospettive nuove all'impegno di annuncio del vangelo che la Chiesa del nostro tempo riscopre come prioritario ed essenziale nella sua missione di servizio al mondo.

Il Sinodo dei Vescovi (il 13°), dedicato a “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della Fede cristiana” ha toccato anche il tema del lettorato:

Proposizione 14: Parola di Dio e Liturgia

[...] I Padri sinodali ribadiscono che la liturgia costituisce il luogo privilegiato in cui la Parola di Dio si esprime pienamente, sia nella celebrazione dei sacramenti, sia soprattutto nell’Eucaristia, nella Liturgia delle Ore e nell’Anno Liturgico. Il mistero della salvezza narrato nella Sacra Scrittura trova nella liturgia il proprio luogo di annuncio, di ascolto e di attuazione. Per questo motivo si richiede, per esempio, che:

  • Il libro della Sacra Scrittura, anche fuori dell’azione liturgica, abbia un posto visibile e di onore all’ interno della chiesa.
  • Dovrebbe essere incoraggiato l’uso del silenzio dopo la prima e la seconda lettura, e terminata l’omelia, come suggerito dall’Ordinamento Generale del Messale Romano (cfr n. 56).
  • Si possono prevedere anche celebrazioni della Parola di Dio incentrate sulle letture domenicali.
  • Le letture della Sacra Scrittura siano proclamate da libri liturgici degni, ossia i Lezionari e l'Evangelario, che saranno trattati con il più profondo rispetto per la Parola di Dio che contengono.
  • Sia valorizzato l’Evangelario con una processione precedente la proclamazione, soprattutto nelle solennità.
  • Sia evidenziato il ruolo dei servitori della proclamazione: lettori e cantori.
  • Siano formati adeguatamente lettori e lettrici in modo che possano proclamare la Parola di Dio in maniera chiara e comprensibile. Gli stessi siano invitati a studiare e testimoniare con la vita i contenuti della Parola che leggono.
  • Si proclami la Parola di Dio in modo chiaro, avendo dimestichezza con la dinamica della comunicazione.
  • Non siano dimenticate, in particolare nella Liturgia eucaristica, le persone per le quali è difficile la ricezione della Parola di Dio comunicata nei modi usuali, come i non vedenti e non udenti.
  • Si faccia un uso competente ed efficace degli strumenti acustici.