A volte nei momenti di dubbio e di tentazione ci chiediamo addirittura se Dio esista o se è tutta una grande invenzione.

Operazione altrettanto difficile è quella di mettersi nella sua testa, di cercare di capire cosa pensa, cosa vuole, cosa sente. Unica possibilità che abbiamo finora è quella di sapere “cosa dice”, attraverso le parole che ci sono state tramandate: la Bibbia.

In realtà anche in essa si cercano di descrivere i sentimenti e i pensieri di Dio, e ci accorgiamo che sono spesso “diversi” rispetto ai nostri, e che le sue vie non sono le nostre vie (1 lettura). Perché? È una questione di logica: noi umani abbiamo impostato i nostri rapporti nella logica del dare-avere, Dio solo del dare.

Noi ci meravigliamo e ci rammarichiamo se non riceviamo neanche un “grazie” da chi ha avuto un favore o un’attenzione da parte nostra. Dio dona e basta.

Nel brano di vangelo di questa domenica la parabola degli operai nella vigna ci dice che non ci sono persone privilegiate. Tutti vengono chiamati ed invitati alla salvezza. Ognuno è libero di scegliere e di decidere. Dalla parte di colui che invita il trattamento è uguale per tutti, sia per i primi che per gli ultimi. Per noi questo padrone è ingiusto perché tratta ugualmente chi ha lavorato per un’ora soltanto e chi ha lavorato per una giornata, eppure dalla prospettiva di Dio il messaggio è che non toglie nulla a noi…ed è generoso verso tutti. Dunque l’accento è sulla sua bontà e generosità.

Anche in questa logica, i suoi pensieri sono lontani dai nostri.

Non ci sono privilegiati, non ci sono raccomandati, non ci sono trattamenti speciali. Stiamo ora attenti a non trasformare la religione in un mercato tra noi e Dio. Per la serie: “caro Dio, io ti ho qualcosa con la mia pratica religiosa e le mie preghiere…tu in cambio mi dai…”.

Buona domenica

p. Antonio