Essere genitori non è facile. E non sto parlando delle notti insonni durante i primi mesi dei bambini, che pure non devono essere sottovalutate. Parlo della difficoltà nell’educare i figli. Come comportarmi con loro? Come comportarmi con i figli adolescenti, quando iniziano a sentirsi più grandicelli e desiderano un minimo di indipendenza? A volte ci sono dei momenti in cui sembra di fare solo sbagli. Perché se gli dai troppa fiducia poi si ritrovano con una compagnia sbagliata. Quando invece si è un po’ più severi, rischiamo di limitarli troppo nella loro autonomia, con il rischio che si prendano le loro libertà di nascosto e finiscano nei guai. Spesso abbiamo l’impressione di sentirci persi e smarriti, ci sentiamo – in quanto genitori – quasi incapaci di comunicare con loro e educarli.

2021 09 genitoriadolescentiIn questa breve testimonianza di una nostra persona della nostra comunità, si percepisce tutta la fatica del genitore nell’educazione e nel dialogo con i propri figli, in particolar modo quando, in età adolescenziale, reclamano una loro indipendenza. L’educazione delle giovani generazioni sta molto a cuore a papa Francesco, che in Amoris Laetitia dedica un lungo paragrafo all’educazione in famiglia.

Vigilanza…

La famiglia non può rinunciare ad essere luogo di sostegno di accompagnamento e di guida. La parola chiave, individuata dal Santo Padre in questo senso, è la vigilanza. Certo, anche questa struttura familiare si evolve con i tempi e deve reinventare i suoi metodi con le nuove risorse. In tenera età, ad esempio, i genitori si preoccupano di chi si occupa dei loro bambini, “non prendere le caramelle dagli sconosciuti”. Oggi bisognerebbe porsi domande accurate anche su chi entra in contatto con loro attraverso gli schermi del cellulare, del tablet e della televisione. C’è sempre bisogno di vigilanza, l’abbandono non fa mai bene! I genitori hanno anche il compito di parlare, di raccontare e di tematizzare i pericoli. Non solo protezione, ma anche preparazione, in modo da orientare i bambini e gli adolescenti affinché sappiano affrontare situazioni spiacevoli.

…ma senza ossessione!

Vigilanza sì, ma è importante dosarla bene, poiché l’ossessione non è educativa. Un genitore non potrà mai avere un controllo di tutte le situazioni in cui un figlio potrebbe trovarsi.

Se un genitore è ossessionato di sapere dove si trova suo figlio e cosa fa, cercherà di dominare il suo spazio. È necessario invece generare processi, più che dominare gli spazi. Il genitore dovrebbe cercare di generare nel figlio, con molto amore, processi di maturazione della sua libertà, di preparazione, di crescita integrale, di coltivazione dell’autonomia. In poche parole, si dovrebbe dare ai figli gli elementi necessari per poter agire con intelligenza e accortezza in circostanze difficili. È importante porsi la domanda “dov’è mio figlio?”. Ma che non sia intesa come un punto geografico, ma piuttosto “dove si trova nel suo cammino? Quanto è maturo? Quali sono i suoi desideri e i suoi obiettivi?”.

Empatia

Il bambino e l’adolescente deve essere sensibilizzato perché si renda conto che le cattive azioni hanno delle conseguenze. Di vitale importanza in questa circostanza è l’educazione all’empatia, ovvero educare il bambino a mettersi nei panni dell’altro e quindi educarlo a pentirsi per le sue azioni. Come si è sentito quel bambino quando io gli ho rubato il suo giocattolo?

Alcune sanzioni possono in questo caso in parte conseguire questo fine. Bisogna orientare con fermezza il bambino o il ragazzo a chiedere scusa e a riparare il danno causato. Certo, per il genitore non è sempre facile, specialmente quando i figli raggiungono l’età della pubertà, ma, quando il percorso educativo inizierà a mostrare i suoi frutti, sarà il figlio stesso ad esprimere la sua gratitudine ai genitori per l’educazione che ha ricevuto.

La sanzione come stimolo

La correzione del cattivo comportamento è uno stimolo in più quando al tempo stesso si apprezzano e si riconoscono gli sforzi del figlio. In questo modo, il figlio scoprirà che i genitori mantengono viva una paziente fiducia. Mai lasciarsi trasportare dall’ira, mai scaricare la propria aggressività sui figli per correggere una loro cattiva azione! Sanzioni e correzioni sono educative se i figli vengono corretti con fermezza ma con amore. Solo in questo caso i figli si sentiranno considerati, apprezzati ed amati. Allo stesso tempo, anche i genitori non devono mostrarsi immacolati, ma riconoscere con umiltà i propri limiti e mostrare il loro sforzo per migliorarsi. Inoltre, un adulto deve anche riconoscere che alcune azioni cattive sono legate alle fragilità e ai limiti propri dell’età. Sanzionare e correggere costantemente i figli per ogni minima cosa sarebbe quindi nocivo, poiché non li aiuterebbe a capire la vera gravità delle azioni e provocherebbe in loro solo scoraggiamento e irritazione. Difficile, ma necessario, trovare il giusto equilibrio!

La Redazione


Articolo pubblicato sul mensile insieme di settembre 2021.