2021 10 EssereFigliQuante volte parliamo di quanto sia difficile essere genitori? La responsabilità di educare i figli, gestire i loro capricci e allo stesso tempo sostenerli economicamente, supportarli, aiutarli,… Prima di diventare genitori, però, ognuno di noi è figlio.

Come ci ricorda il papa in Amoris Laetitia, a nessuno fa bene perdere la coscienza di essere figlio. In ogni persona, «anche se uno diventa adulto, o anziano, anche se diventa genitore, se occupa un posto di responsabilità, al di sotto di tutto questo rimane l‘identità di figlio. Tutti siamo figli. E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l‘abbiamo ricevuta. Il grande dono della vita è il primo regalo che abbiamo ricevuto». Il ruolo di figlio e figlia non è, però, sempre facile…

Quando si è piccoli o adolescenti, non comprendiamo sempre il motivo della regola, del rimprovero, del consiglio oppure semplicemente la parola “no”. I genitori vengono guardati con altri occhi pensando di non essere compresi.

Crescendo, capendo il senso della vita e assumendosi le proprie responsabilità, si inizia a capire che le regole, i rimproveri, i consigli e la parola “no” erano gesti da parte dei nostri genitori per il nostro bene. Non volevano essere contro di noi ma con noi, provando a mostrarci la via giusta da seguire. Purtroppo, non sempre riusciamo a capire questo significato e molte volte dobbiamo cadere per poi rialzarci. Ed in testa sempre lo stesso pensiero: “I miei genitori avevano ragione”. Solo da “figli grandi” si comprende tutto il lavoro che c’è dietro ad essere un genitore.

Non è un caso che il quarto comandamento reciti “onora il padre e la madre”. Per il papa, il legame virtuoso tra le generazioni è garanzia di futuro. Noi siamo stati cresciuti ed educati con certi principi. Al primo posto non può mancare il rispetto per il prossimo. L’amore dei nostri genitori abbiamo cercato sempre di ricambiarlo, rispettandoli sempre. Loro si sono presi cura di noi, e così cerchiamo di fare noi, anche con semplici gesti o con un semplice “grazie”. Certo, non è sempre facile. Da bambini i genitori sembrano degli eroi, poi però crescendo ci siamo accorti che anche loro – com’è naturale - hanno i loro difetti. Nella fase dell’adolescenza, i genitori sembrano protettivi ma in modo esagerato. Molte cose ci vengono vietate, ma per il nostro bene – cosa che in quel momento, da figli, non comprendiamo. Per noi è stato importante guadagnarci la fiducia da parte dei nostri genitori. Facendogli capire e vedere che non mettiamo in discussione le loro scelte e regole ma che stiamo crescendo ed abbiamo bisogno dei nostri spazi. Non è facile perché in quel momento si capisce che anche loro fanno fatica a “lasciarci andare”. Facendogli capire che si possono fidare di noi, piano piano siamo riusciti ad ottenere la nostra indipendenza.

Sappiamo che, anche dopo anni, nei loro occhi, rimarremo sempre “piccoli”.

È molto interessante vedere come ci si senta liberi una volta lasciata la casa dei propri genitori. È un momento molto bello, sapere che nessuno ti metterà più una regola in casa o ti dirà di non fare tardi.

Pian piano però, ci si rende conto che non è facile come sembrava e ci si ritrova nella situazione opposta: siamo noi a chiamare per sapere che fanno i nostri genitori, se stanno bene o se hanno bisogno di qualcosa. Trovare il giusto equilibrio non è evidente. Per noi è stato importante renderli partecipi pur mantenendo la nostra indipendenza. Con rispetto ed amore bisogna far capire ai propri genitori i limiti della sfera privata. Chiedere consigli ai genitori è importante in questo momento di vita ma bisogna averli come “opzione” e cercare piuttosto la risposta con il proprio partner/marito/moglie per non perdere il dialogo, la fiducia e l’accordo nella coppia. I genitori ti daranno sempre altri consigli, ma come dice un detto salentino: “Tutti i consigli ascolta, e il tuo non lo lasciare mai“.

Quando arriva il primo figlio la gioia è immensa. Da figli siamo diventati anche noi genitori. Cerchiamo di trasmettere i valori ricevuti ai nostri figli. È una grande responsabilità, dato che ora siamo noi gli eroi. C’è la paura di sbagliare. Mettiamo l’amore in tutto quello che facciamo e proviamo sempre ad essere di esempio, ma è importante ascoltare anche l’esigenza dei propri figli. Anche per noi la gioia più grande è di vedere i nostri figli realizzarsi, cercando di stargli vicino e sostenerli sempre.

I nostri genitori sono stati presenti nel bene e nel male. Un domani saremo noi i “genitori” dei nostri genitori. Come loro si sono presi cura di noi facendoci crescere e realizzare, anche noi ci prenderemo cura di loro per sostenerli e dargli la forza di andare avanti. Da figli non è facile vedere i propri genitori soffrire. Alla fine, si tratta di una ruota che continuerà sempre a girare. “Quello che noi siamo, i nostri genitori erano. Quello che i nostri genitori sono, noi saremo.”

Donata & Salvatore Raone


Articolo pubblicato sul mensile insieme di ottobre 2021.