Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


2022 09 bullismoUna storia che ho seguito per un lungo periodo: Andrea vive in una piccola cittadina. Potrebbe essere qui in Svizzera. Ma potrebbe essere anche in Italia. Andrea ha 13 anni, frequenta l’ottava classe. È un ragazzone dal cuore d’oro, spontaneo, socievole e innamorato del calcio. Tutto questo fino al momento in cui succede che la sua vita, per una banale discussione a scuola, si incrina e inizia a fare fatica.

La madre si accorge che da qualche tempo Andrea ha perso quella allegria e voglia di fare che lo ha sempre caratterizzato. Il pomeriggio non esce quasi più e anche la mattina per prepararsi alla scuola fa fatica…non ha voglia! Ormai la situazione dura da qualche settimana e nonostante i tentativi di dialogo, Andrea sminuisce e dice che non è nulla.

Poi la mamma si accorge che Andrea – attivo in passato sui Media Sociali – non le mostra più soddisfatto alcuni post pubblicati su TikTok.

Un giorno però accade qualcosa di più: Andrea torna a casa piangendo, getta lo zaino e si chiude in camera. È un segnale di allarme che va colto. Monica, la sorella più grande, riesce a strappargli solo qualche frase: “Non ce la faccio più! Vorrei scomparire!”.

Da lì parte una storia lunga, fatta di incontri a scuola, di messaggi sui Media e di colloqui con coloro che si erano resi responsabili di bullismo nei confronti di Andrea.

Due erano i maggiori responsabili e poi una lunga lista di chi sapeva, vedeva ma non trovava il coraggio di fare qualcosa.

Solo l’intervento combinato della scuola, della famiglia, di operatori specializzati ha permesso a questa storia di non avere uno sviluppo pericoloso. Ma le tracce restano. Andrea ha ancora bisogno di sostegno per poter superare definitivamente questa brutta storia.

Vediamo qualche dato in Svizzera dove viviamo: Il bullismo (in tedesco si usa la definizione di mobbing) è un fenomeno che negli ultimi anni purtroppo ha visto un aumento delle denunce.

Il bullismo come fenomeno va dal tipico prendere in giro, fino alla vera e propria violenza psicologica. Circa il 13% dei giovani in età scolastica dichiara di aver subito nell’ultimo mese atti di bullismo: un numero impressionante! Queste le dichiarazioni più frequenti:

  • I compagni mi hanno volutamente escluso dai loro giochi
  • Mi hanno preso in giro e sono stato minacciato
  • Mi hanno tolto qualcosa che mi apparteneva oppure la hanno distrutta
  • Sono stato picchiato oppure strattonato violentemente
  • Hanno detto cose ingiuriose sul mio conto e le hanno pubblicate sui Social

Da tali affermazioni si capisce la più o meno sottile violenza a cui si è sottoposti in tali condizioni, e anche la difficolta a ribellarsi in quanto il gruppo a cui si appartiene rimane per le vittime un importante spazio di relazione. Come spiegare tale aumento? Molto difficile dicono gli studiosi.

Può esserci l’isolamento della pandemia come causa che ha maggiormente acutizzato le relazioni. Anche qui un dato preoccupante: il 50% dei giovani svizzeri dai 15 ai 24 anni dichiara di sentirsi ogni tanto solo. Ma anche il fatto che i giovani sono più sensibilizzati su tali temi e denunciano di più. Sicuramente i Social hanno offerto una cassa di risonanza a tale pratica. Ma cosa è il bullismo? Chiediamo aiuto a Wikipedia: per bullismo si indica una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, tanto di natura fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone percepite come più deboli dal soggetto che perpetra uno o più atti in questione.

Cosa si può dire ai genitori delle vittime? Il primo consiglio per i genitori delle vittime è quello che rabbia e paura sono sempre cattive consigliere. È bene riflettere con cautela i primi passi, che non sempre fanno migliorare la situazione, semmai a volte la peggiorano. Poi di avere con i propri figli un dialogo aperto. A 360 gradi direi. Parlate di tutto con i vostri figli. È la prevenzione migliore. Rassicurate vostro figlio o figlia dicendo che nessuno ha il diritto di comportarsi così e incoraggiatelo a parlarne con gli insegnanti. Se non riesce a farlo allora prendete voi la iniziativa con la scuola.

È molto importante che genitori ed insegnanti cerchino di collaborare in modo positivo. Per quanto a volte potrebbero esserci dei motivi validi, confliggere con la scuola vuol dire non aiutare il proprio figlio.

Il bullismo riguarda tutti e solo se tutti ce ne facciamo carico, possiamo sperare di ridurre l’impatto negativo che ha sui nostri giovani.

Umberto Castra


Articolo pubblicato sul mensile insieme di settembre 2022.