2021 04 fenomeninaturaliQualche tempo fa’ i giornali e la televisione hanno mostrato immagini dei campi di sci e delle distese di neve in Italia e in Svizzera diventate di un colore rossastro. La ragione di questo strano fenomeno è di carattere puramente meteorologico. Esso è dovuto all’incontro ad alta quota nella zona alpina di correnti calde sciroccali provenienti dal Nord-Africa che portano con sé sabbia dal Sahara e correnti fredde provenienti dal Nord-Europa. I granelli di sabbia di colore giallo-rossastro fungono da centri di coagulazione per la formazione di gocce di pioggia (e di fiocchi di neve) che ne prendono il colore e cadendo colorano le superfici su cui si posano e quindi niente di strano o di soprannaturale.

Se questo fosse successo qualche centinaio d’anni fa’, esso avrebbe avuto un altro peso: sarebbe stato interpretato come una pioggia di sangue e quindi come un annuncio di malanni peggiori datoci come ammonimento da una fonte divina. La pandemia nel mezzo della quale ci troviamo, sarebbe stata poi a sua volta interpretata come un castigo divino.

Questa relazione tra malattie o fenomeni insoliti osservati nel cielo o dovuti a effetti atmosferici e interventi o annunci divini, ha una storia antichissima che ha radici bibliche (le sette piaghe d’Egitto) o mitologiche. Valga per tutte la storia del diluvio universale come punizione per le colpe del genere umano che si trova in quasi tutte le narrazioni religiose e mitologiche. In particolare l’apparire di segni nel cielo (comete, doppie o triple immagini del sole fino ai dischi volanti) e la loro interpretazione in termini religiosi, come ha mostrato lo psichiatra svizzero C. G. Jung nel suo libro “Su cose che si vedono nel cielo”, ha spesso accompagnato l’insorgere di periodi storici di grande insicurezza politica e sociale e la loro interpretazione in termini di interventi divini è anche il riflesso di un’insicurezza esistenziale.

Nella nostra epoca molti fenomeni che un tempo venivano considerati soprannaturali hanno una spiegazione scientifica. Essa tuttavia spesso non è sentita come sufficiente e si mescola a una reazione istintiva che chiama in causa l’azione divina. È quindi necessario fermarsi un momento su questo punto. L’intervento divino nella storia, con buona pace di chi vede questo intervento in technicolor, non ha l’abitudine di seguire le aspettative trionfalistiche degli uomini. È vero che nella Bibbia abbondano gli interventi di Dio in favore del suo popolo, ma non bisogna confondere un racconto scritto alcune migliaia di anni fa’ con il racconto dei nostri tempi. La venuta di Cristo nella storia non è la marcia trionfale del fondatore di una religione, ma un cammino tra gli uomini che lo conduce alla morte, una morte che si trasformerà in una resurrezione. In realtà, la manifestazione di Dio nella storia ricorda l’esperienza di Elia nella grotta (primo Libro dei Re, 19 vv. 11-14), che riassumo. Gli venne annunciato il passaggio di Dio. Prima vennero un vento impetuoso, un terremoto e un grande fuoco e Dio non era lì, poi dopo il fuoco venne un sussurro sottile e Elia uscì dalla grotta di fronte a Dio. Per questo, di fronte agli eventi naturali che ci appaiono incomprensibili, conviene lasciare alla scienza, per quanto le è possibile, il comprenderli e spiegarli e invece chiederci quale atteggiamento nei loro confronti ci richieda il nostro esser donne e uomini di fede.

Paolo Schwendimann

Giustizia climatica!

Fenomeni meteorologici sempre più violenti, complessi e devastanti. Purtroppo, non è una esagerazione, ma una realtà innegabile degli ultimi anni. Alluvioni causate da così dette “bombe d’acqua”, trombe d’aria, nevicate record, gelo siberiano, siccità. Se in Europa e nel così detto mondo occidentale questi fenomeni creano non pochi disagi, eventi meteorologici di forte intensità si rivelano catastrofici nei paesi del sud del mondo. Queste popolazioni risentono maggiormente degli effetti causati dal surriscaldamento climatico a causa della loro posizione geografica, nonostante partecipino solo in minima parte alle emissioni mondiali di gas serra. Un esempio: l’impronta climatica degli abitanti dell’Indonesia è minima, eppure, l’innalzamento del livello del mare di un solo metro causerebbe la perdita di 90’000 km quadrati di terra, costringendo 23 milioni di persone a fuggire (vedere-e-agire.ch, 17.02.2021).

Si tratta non solo di un’ingiustizia, ma anche di un vero pericolo che grava su tutta la popolazione mondiale. Questa giustizia climatica è ora al centro della campagna ecumenica 2021.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2021.