2021 56 toninobello

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.

Oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un’ala soltanto.

L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza di me!

(Don Tonino Bello)

“Vescovo degli ultimi”, “sognatore appassionato della vita”, “il vescovo con il grembiule” sono solo alcuni dei soprannomi associati a Don Tonino Bello, sacerdote semplice e dal cuore grande, nato ad Alessano (Lecce) il 18 marzo 1935.

Don Tonino è stato esempio, punto cardinale da seguire. Per lui, “La Chiesa deve abbandonare i segni del potere e abbracciare il potere dei segni”. È il suo più grande sogno: fondare una Chiesa che “indossi un grembiule” ed inizi ad agire, una Chiesa che si metta a servizio, che scenda per strada e si apra ai suoi prossimi. Don Tonino Bello ama gli ultimi, dialoga con i poveri, si schiera con gli operai, denuncia il traffico di armi, aiuta i tossicodipendenti e crea rifugi per senzatetto e migranti, specie per i tanti albanesi che allora raggiungevano l’Italia.

Don Tonino Bello crea una Chiesa che si affaccia, che apre gli occhi e si lancia per strada. E sulla strada, Don Tonino incontra i giovani.

Gli esseri più fragili, i giovani, che tendono ad allontanarsi sempre più frequentemente dalla Chiesa. Esseri belli, ingenui e incompresi, esseri con un mare di dubbi ed una vita davanti.

Ed è proprio ai giovani e giovanissimi che Don Tonino si approccia, insegnando loro a non indugiare e ad assaporare il buon gusto della vita.

Non abbiate paura, non preoccupatevi! Se voi lo volete, se avete un briciolo di speranza e una grande passione per gli anni che avete, cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri.

Non accantonate i vostri giorni, le vostre ore, le vostre tristezze con quegli affidi malinconici ai diari. Non coltivate pensieri di afflizione, di chiusura, di precauzioni. Mandate indietro la tentazione di sentirvi incompresi.

Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori.

Appassionatevi alla vita perché è dolcissima.

Mordete la vita!”

Desidero far riflettere i giovani di oggi, giovani sicuramente diversi rispetto ai giovani incitati da Don Tonino Bello, che avevano forse altre preoccupazioni. Giovani con grandi sogni, ma anche pieni di dubbi, desiderosi d’istruzione, di lavoro e magari d’una famiglia. Spesso oggi giovani e giovanissimi sembrano perdersi in un mondo virtuale. Un nuovo post su Instagram, un nuovo video Tik Tok da condividere, una foto su SnapChat, queste sono, spesso, le preoccupazioni delle nuove generazioni. Materiale audio-visivo che ci fa però perdere completamente il sapore e profumo della vita, che sia dolce o amaro. I social, secondo l’uso che ne facciamo, possono facilmente diventare i nuovi “malinconici diari” di cui Don Tonino parla. Ci rinchiudiamo spesso per ore lì dentro, cercando conforto in qualche meme divertente o pubblicando un sondaggio nella quale cerchiamo semplice compagnia, dimenticandoci spesso del fatto che oltre a quella scatoletta elettronica chiamata “cellulare”, e fuori quelle quattro mura chiamate “casa”, ci sono un mondo e una vita, e magari anche un amico, che ci aspettano.

Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Voi crescete quanto più numerosi sono gli incontri con la gente, quante più sono le persone a cui stringete la mano.

Sembra quasi impossibile a dirsi, e ancor di più a farsi, dato il periodo che stiamo attraversando. Eppure, è possibile incontrare la gente anche sui social, basta smettere di scrollare la bacheca lasciando likes qua e là e piuttosto lanciare discussioni interessanti; meglio fare una bella videochiamata con un amico/a piuttosto che guardare un video su youtube; più motivante scambiare un paio di messaggi in chat che passare in rassegna le foto pubblicate dagli amici. Ciò che reputo fondamentale, è il fatto di uscire da questo periodo come vincitori, con la certezza di ricordare ancora esattamente cosa sia la vita, riconoscendo ancora quel sapore dolcissimo che ci trasmette Don Tonino. Non permettiamo che gli incontri virtuali diventino abitudine, normalità. Non permettiamo che i social diventino la nostra unica attività giornaliera. Sogniamo in grande, sogniamo un mondo fatto di incontri reali, che ci permettono, come scrive Don Tonino Bello, di diventar grandi, di crescere non solo fisicamente, ma anche moralmente, diventando donne e uomini forti, dal pensiero critico, ma pieni di passioni, capaci di migliorare il mondo.

Remo Panarese

Bruciate… perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza. Incendiate… non immalinconitevi. Perché se voi non avete fiducia gli adulti che vi vedono saranno più infelici di voi.

(Don Tonino Bello)


Articolo pubblicato sul mensile insieme di maggio-giugno 2021.