2021 11 scalabriniIl 9 novembre 2022 ricorre il 25mo anniversario della beatificazione di Giovanni Battista Scalabrini.

Tutta la comunità scalabriniana ricorda ancora con gioia quel giorno in cui la Chiesa lo riconosceva come testimone esemplare di vita cristiana. In quell’occasione, il papa San Giovanni Paolo II lo presentava come: “Profondamente innamorato di Dio e straordinariamente devoto dell’Eucaristia, egli seppe tradurre la contemplazione di Dio e del suo mistero in una intensa azione apostolica e missionaria, facendosi tutto a tutti per annunciare il Vangelo. Questa sua ardente passione per il Regno di Dio lo rese zelante nella catechesi, nelle attività pastorali e nell’azione caritativa specialmente verso i più bisognosi”.

Per le tre famiglie religiose che lo riconoscono come fondatore ed ispiratore, la beatificazione di G.B. Scalabrini non è solo un ricordo. È un invito a seguirne le orme: “Potessi santificarmi e santificare tutte le anime affidatemi”. È poi un impegno a farlo conoscere, a raccontare della sua passione per i migranti affinché altri sentano la stessa passione e intervengano, a tutti i livelli, nella Chiesa e nella società a favore di questi fratelli e sorelle che la vita ha sradicato e disperso.

I tre gruppi scalabriniani, attivi nel mondo complesso delle migrazioni internazionali in circa 40 nazioni, sono: le Missionarie Secolari Scalabriniane (Soletta, in Svizzera, fondate il 25/7/1961) – le Missionarie Scalabriniane (Piacenza, fondate dal Beato GB Scalabrini su richiesta del Beato Giuseppe Marchetti e Madre Assunta Marchetti il 1895) – gli Scalabriniani (Piacenza, fondati dal Beato GB Scalabrini, il 1887).

Per accrescere l’unione nella preghiera e il sostegno concreto a chi emigra lasciando terra e famiglia, le famiglie scalabriniane, con il patrocinio della diocesi di Piacenza-Bobbio, inaugurano un “Anno Scalabriniano” che inizierà domenica 7 novembre 2021 e si concluderà mercoledì 9 novembre 2022. Il tema dell’Anno Scalabriniano è: “Fare patria dell’uomo il mondo”, un tema che si inserisce nella linea dell’insegnamento recente di Papa Francesco. Tutti siamo invitati a collaborare coinvolgendo la Chiesa locale, i membri dei nostri istituti, i diversi gruppi di laici scalabriniani e comunità dei migranti per promuovere iniziative approfittando anche dei suggerimenti che verranno offerti e che potranno essere moltiplicati nei vari contesti in cui svolgiamo la nostra missione.

La redazione

Prendersi cura del Creato

Pur lodando l’iniziativa presa dalle famiglie scalabriniane per questa occasione, vorrei soffermarmi sul leimotif espresso dal titolo e scelto come guida e impulso vitale per l’“Anno Scalabriniano” (7/11/21 – 9/11/22). Se la parola “mondo” mi lascia perplesso in merito alle sue molteplici interpretazioni, riformulazioni e mutevoli applicazioni in diversi contesti sociopolitici, è soprattutto la parola “patria” a suscitare in me numerose perplessità. Per due motivi principali.

È vero che Scalabrini ha insistito molto sul binomio fede e patria per portare avanti un’opera evangelizzatrice fra gli emigrati italiani e altre nazionalità. Erano tempi diversi, dopo la conquista dell’unità nazionale avvenuta pochi anni prima (1861-1870) e all’inizio di un esodo epocale dalla penisola. Ma sarebbe falloso e temerario sostenere che il concetto di patria non abbia, nel frattempo, subito rivoluzionamenti nella mentalità comune.

Il concetto di patria ha subito una elasticizzazione, allargando confini strettamente nazionali, in passato difesi anche con le armi e milioni di morti. Recentemente si sono create le cosiddette comunità transnazionali, come l’Unione Europea (UE), l’ASEAN, l’ONU e altre simili organizzazioni nel mondo. Il concetto di patria in quanto legame forte e apolitico con la propria terra si è dunque affievolito ed è mutato rispetto al concetto che suscitava la stessa parola al tempo del beato Scalabrini.

Inoltre, le grandi sfide oggi – come la salvaguardia dell’ambiente e sopra di noi (atmosfera inquinata con CO2) e sotto di noi (il terreno coltivato senza dispendio di pesticidi!) - ci spingono a valorizzare con rinnovato apprezzamento i mezzi rispettosi dell’integrità del creato.

Se dunque il concetto di base espresso nel titolo scelto è sicuramente in linea allo spirito del beato Scalabrini, il leitmotif andrebbe forse riformulato calibrando meglio le parole utilizzate, cercando di integrare la cura del Creato tutto, persone ed ambiente.

Tony Paganoni, scalabriniano


Articolo pubblicato sul mensile insieme di novembre 2021.