2022 11 ichdochnichtLa violenza domestica in Svizzera è una realtà tanto presente quanto nascosta. Eppure, secondo i dati forniti dall’Ufficio federale di statistica, nel 2021 in Svizzera sono stati denunciati più di 10'000 episodi di violenza domestica, a cui va aggiunta una cifra oscura di vittime che non denunciano l’avvenuta aggressione. Nella stragrande maggioranza dei casi, più del 70%, le vittime sono donne. Fece notizia l’aggressione all’ex consigliera federale Doris Leuthard avvenuta in Ticino lo scorso luglio, ma troppo spesso le vittime hanno paura e vergogna di denunciare. Questo perché – secondo gli esperti – manca un’importante campagna di sensibilizzazione sull’argomento della violenza domestica.

Dalla voglia di portare questo tema al centro dell’attenzione nasce il progetto “Ich doch nicht”, un documentario presto disponibile per le scuole e per il grande pubblico.

No, io no!

Ogni giorno in Svizzera si consumano numerosi episodi di violenza domestica. La casa, il luogo che dovrebbe rappresentare il nido sicuro in cui sentirsi protetti diventa teatro di una violenza ingiustificabile. Eppure, a chi viene chiesto se è mai stato vittima di atti violenti all’interno delle quattro mura si affretta a rispondere: “No, io no”. Ed è questo il titolo scelto per il cortometraggio dai suoi due giovani realizzatori, Anna Werren e Jonathan Liechti. Tre vittime di violenza raccontano le loro storie: una giovane madre, una persona che ha subito violenza durante l’infanzia e un padre di famiglia. Sì, perché, anche se solitamente quando si parla di “violenza domestica” si pensa subito alla violenza contro le donne, le vittime possono in realtà essere molteplici: bambini, anziani, partner di entrambi i sessi. Anche il termine “violenza domestica” accomuna tante forme diverse di violenza: violenza fisica e psicologica, violenza sociale (quando la vita sociale della vittima viene limitata), stalking, violenza sessuale, economica e matrimoni forzati.

Tuttavia, il documentario non punta solo a raccontare alcune storie di violenza domestica. Oltre alle vittime, infatti, intervengono dipendenti di centri d’assistenza specializzati che forniscono chiarimenti ed informazioni. Proprio per questo i realizzatori si sono messi in contatto con le numerose associazioni presenti in Svizzera che da anni si adoperano nell’assistenza alle vittime di violenza domestica. In questo modo il documentario crea una piattaforma per trattare a tutto tondo un argomento che purtroppo è ancora un tabù nella nostra società.

Per le scuole, per le organizzazioni, per tutti

Il documentario si propone l’obiettivo di rappresentare l’argomento in modo quanto più realistico possibile, preservando l’integrità dei protagonisti. Grazie al suo approccio emancipatorio, il film punta a ad offrire un importante contributo al lavoro educativo sulla violenza domestica di cui c’è assoluto bisogno. Il cortometraggio nasce infatti con l’idea di essere un supporto per gli insegnanti, in modo che possano affrontare questa problematica in classe con i propri alunni. Perché, secondo Anna Werren, ideatrice del progetto, “la violenza domestica non è un problema individuale di chi lo subisce, ma è un problema sociale, un problema strutturale della società. Quindi bisogna sensibilizzare il più possibile”.

Una volta presentato il cortometraggio all’interno del programma di “Kampagne 16 Tage” contro la violenza sulle donne (che si terrà dal 25 novembre al 10 dicembre), il documentario sarà reso disponibile per le scuole e per gli insegnanti, nonché per le organizzazioni e le istituzioni. Proprio al fine di promuoverne la visione nelle aule scolastiche, il film è stato adattato anche alle direttive del “Lehrplan 21” e si sta pensando a realizzare alcune schede didattiche da mettere a disposizione degli insegnanti. Il cortometraggio è però adatto anche all‘uso in laboratori di prevenzione e di formazione continua.

Il film sarà poi reso disponibile gratuitamente su internet per raggiungere più persone possibili, in particolare i più giovani, che sono chiamati a riflettere sui propri limiti e comportamenti. L’idea è che il documentario possa servire da introduzione ad una lezione, da supporto multimediale per un’esposizione o per una conferenza. Che sia la base per aprire un dibattito sull’argomento, insomma, perché, come dice la realizzatrice, “non spetta solo alla scuola affrontare il problema della violenza domestica. È un compito della società intera”.

Intervista ad Anna Werren, a cura di Luca Panarese

Vuoi saperne di più sul documentario? Visita la loro pagina instagram: ichdochnicht_dok

Dubbi sulla tua situazione personale e relazionale? Chiedi aiuto ad un esperto e visita: https://with-you.ch/

Vittima di violenza? Chiedi aiuto ad un esperto! https://opferhilfe-schweiz.ch/ oppure https://www.frauenhaeuser.ch/


Articolo pubblicato sul mensile insieme di novembre 2022.