2021 03 sgiuseppe11Con la Lettera apostolica “Patris corde – Con cuore di Padre”, Papa Francesco ricorda il 150.mo anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale.

Dall’8 dicembre 2020 sino all’8 dicembre 2021 si terrà uno speciale: “Anno di San Giuseppe”. Tutti noi conosciamo la figura di San Giuseppe, “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”, eppure, il suo è un protagonismo senza pari nella storia della salvezza.

Essendo un uomo “giusto” perché disponibile a compiere gioiosamente e fedelmente la volontà divina, consegna la propria vita a un progetto che lo trascende, con l’accettazione del comando di prendere con sé Maria e di non temere.

Ecco la giustizia di Giuseppe, che non è semplicemente quella derivante dall’osservanza scrupolosa dei comandamenti, ma la giustizia che è ricerca integrale della volontà divina, accolta con obbedienza piena.

Attraverso questa obbedienza inizia per Giuseppe una vita nuova, con prospettive assolutamente inaspettate, e con la scoperta di un senso più profondo del suo essere sposo e padre.

Quando l’angelo comanda a Giuseppe di rifugiarsi in Egitto per sottrarsi alla minaccia di Erode, il testo evangelico annota che Giuseppe: “destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte, e fuggì in Egitto”. Questa “notte” non è soltanto un’indicazione cronologica delle circostanze della fuga precipitosa, ma segnala la prontezza dell’obbedienza di Giuseppe, e assume lo spessore simbolico del tema della notte nei testi biblici. In questo senso Giuseppe emerge davvero come padre di Gesù, non nell’aspetto biologico, ma nel significato più profondo: il padre è infatti colui che custodisce, protegge, apre il cammino.

Il genitore è la figura umana che illustra al meglio quello che significa il prendersi cura da parte di Dio della nostra fragilità. Ebbene, Giuseppe è il padre che non soltanto custodisce e provvede al bambino quando è giorno, quando tutto è facile, scontato e solare; egli lo prende con sé nella notte, quando le difficoltà sembrano avere il sopravvento, ed espandersi le tenebre del dubbio, dell’agguato e del terrore.

Alla dolcezza della madre e alla debolezza del bambino, egli accompagna la fermezza della sua presenza e dedizione. Giuseppe sa muoversi anche nella notte, mentre tiene fermo il ricordo del giorno, quel giorno che egli ha conosciuto vivendo una vita nella giustizia, cioè in un atteggiamento orante e obbediente davanti a Dio.

Giuseppe non ha giocato al ribasso, a tirarsi indietro, a puntare sulle proprie comodità e sicurezze, ma ha preso con sé il bambino e Maria, diventando così per loro come un simbolo concreto, visibile, di quel Padre buono, di quel Dio che ha cura di tutti.

Questo bimbo è dunque consegnato alla responsabilità e all’amore di Giuseppe e, attraverso di lui, Dio consegna alla storia umana il più grande pegno della sua fedeltà, colui che è l’“Emmanuele”, il “Dio-con-noi”, profetizzato da Isaia.

Certamente tutto ciò è avvolto nel mistero di Dio, al quale si accede solo con la fede. Ebbene, anche in questo eccelle San Giuseppe, definito, proprio per la sua fede, con l’appellativo, di “uomo giusto”.

Egli ha espresso concretamente la sua paternità nell’aver fatto della sua vita un continuo atto di donazione di sé nell’amore posto a servizio del Messia.

E per questo suo ruolo, egli è sempre stato molto amato dal popolo cristiano che lo riconosce inoltre come patrono dei lavoratori, avvocato degli agonizzanti e protettore della buona morte.

Chiunque invochi San Giuseppe nell’ultima battaglia, sia pur violenta, riporterà la vittoria. Invochiamo dunque, in questo mese di marzo e per tutto l’anno, l’aiuto di San Giuseppe; affidiamoci a lui cosi come la chiesa ci insegna, e come la Pietà popolare si esprime nelle sue numerose e belle preghiere dedicate al Santo Carpentiere di Nazaret.

San Giuseppe, prega per noi e per il mondo intero!

2021 03 sgiuseppe2San Giuseppe

In occasione dei 150 anni della proclamazione di San Giuseppe come patrono della Chiesa universale da parte di Pio IX l’8 dicembre 1870, Papa Francesco ha indetto l’8 dicembre 2020 uno speciale Anno a lui dedicato che terminerà l’8 dicembre 2021. Per questa ricorrenza il papa ha scritto la lettera apostolica “Patris corde” (“Con cuore di Padre”), dove descrive e sottolinea i diversi aspetti e qualità dello sposo di Maria.

Padre amato, padre nella tenerezza, nell’obbedienza e nell’accoglienza; padre dal coraggio creativo, lavoratore, sempre nell’ombra. Ciascuno di noi può trovare in lui “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. San Giuseppe ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in “seconda linea” hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. A tutti loro va una parola di riconoscimento e di gratitudine”.

“La vita spirituale che Giuseppe ci mostra è una via che accoglie. L’accoglienza è un modo attraverso cui si manifesta nella nostra vita il dono della fortezza che ci viene dallo Spirito Santo. Solo il Signore può darci la forza di accogliere la vita così com’è... Giuseppe ci invita ad accogliere gli altri, senza esclusione, così come sono, riservando una predilezione ai deboli, perché Dio sceglie ciò che è debole (cfr 1 Cor 1,27)”.

L’esempio dello sposo di Maria “ci insegna così che avere fede in Dio comprende pure il credere che Egli può operare anche attraverso le nostre paure, le nostre fragilità, la nostra debolezza” e “ci insegna che, in mezzo alle tempeste della vita, non dobbiamo temere di lasciare a Dio il timone della nostra barca,” perché “a volte noi vorremmo controllare tutto, ma Lui ha sempre uno sguardo più grande”.

Gesù ha imparato da Giuseppe il valore, la dignità e la gioia di ciò che significa mangiare il pane frutto del proprio lavoro. Lavoro che “diventa partecipazione all’opera stessa della salvezza” e “occasione di realizzazione” per se stessi e per la propria famiglia. Chi lavora, collabora con Dio perché diventa “un po’ creatore del mondo che ci circonda”.

San Giuseppe è uno speciale patrono di chi deve lasciare la propria terra. Anche noi, come migranti, possiamo rivolgerci a lui e, con devozione e fiducia, possiamo affidargli tutte le nostre preoccupazioni, invocando il suo aiuto!

Antonella

Preghiera a San Giuseppe 19 marzo

Glorioso San Giuseppe, guarda a noi prostrati alla tua presenza, con il cuore pieno di gioia perché ci annoveriamo, sebbene indegni, nel numero dei tuoi devoti.

Desideriamo oggi in un modo speciale, mostrarti la gratitudine che riempie le nostre anime per i favori e le grazie così segnalate che continuamente riceviamo da Te.

Grazie, amato San Giuseppe, per i così immensi benefici che ci hai dispensato e costantemente ci dispensi. Grazie per tutto il bene ricevuto e per la soddisfazione di questo giorno felice, poiché io sono il padre (o la madre) di questa famiglia che desidera essere consacrata a Te in modo particolare. Occupati, o glorioso Patriarca, di tutte le nostre necessità e delle responsabilità della famiglia.

Tutto, assolutamente tutto, noi affidiamo a Te. Animati dalle tantissime attenzioni ricevute, e pensando a quello che diceva la nostra Madre Santa Teresa di Gesù, che sempre mentre visse le ottenesti la grazia che in questo giorno ti supplicava, noi osiamo fiduciosamente pregarti, di trasformare i nostri cuori in vulcani ardenti di vero amore. Che tutto quanto ad essi si avvicina, o con essi in qualche modo si relaziona, rimanga infiammato da questo rogo immenso che è il Cuore Divino di Gesù. Ottienici la grazia immensa di vivere e morire d’amore.

Donaci la purezza, l’umiltà del cuore e la castità del corpo. Infine, Tu che conosci meglio di noi stessi le nostre necessità e le nostre responsabilità, occupati di esse e accoglile sotto il tuo patrocinio.

Aumenta il nostro amore e la nostra devozione alla Santissima Vergine e conducici per mezzo di Lei a Gesù, perché così avanziamo sicuri per il cammino che ci porta alla felice eternità.

Amen.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di marzo 2021.