Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


“Tu hai preso la comunione? Sì, sì, tra l’altro mi sono confessato proprio l’altro giorno. Beato te. Io non posso… sono divorziato, sarebbe un peccato mortale”.

2022 02 anelloperdutoEro appena uscito dalla santa messa di Natale e, come al solito, mi ero fermato davanti alla porta della chiesa per salutare e scambiare gli auguri e qualche parola con gli altri fedeli e con il parroco. E tra un saluto e l’altro, sento per caso questo dialogo. Mi ha colpito molto la mestizia con cui sono state pronunciate quelle parole. La rassegnazione di un credente che si sente escluso dalla comunione in Dio a causa della sua condizione di divorziato. Ecco allora che in questo anno dedicato alla famiglia Amoris Laetitia non possiamo non dedicare anche un pensiero a tutti quei fratelli e sorelle che, per varie vicissitudini della vita, si ritrovano a vivere la condizione di separati e divorziati.

Troppo spesso queste persone, che già hanno vissuto con sofferenza la fine di quel matrimonio che avevano consacrato dinanzi a Dio, si sentono per giunta escluse e giudicate dalla Chiesa. Tanto che radicata è l’idea che separati e divorziati non possano accostarsi al sacramento dell’eucarestia. In realtà, il magistero della Chiesa ammette la possibilità di partecipare integralmente all’eucarestia chi è separato e divorziato, dopo un personale percorso di pentimento e a patto che non conviva con un‘altra persona.

Diversa è la questione per i risposati e i conviventi. Non per questo queste persone devono sentirsi escluse dalla comunità della Chiesa. Dio è perdono, non giudizio; è padre, non giudice.

Proprio pensando a questi fratelli e sorelle le diocesi di Fossano e Cuneo hanno lanciato da qualche anno un progetto che si dedica proprio alla pastorale per separati, divorziati e risposati. Ad occuparsi del programma, un diacono permanente con la moglie, che hanno ideato insieme alla diocesi e a un’equipe ad hoc, un percorso con cui tendere la mano a questi fratelli e sorelle. È nato così il progetto “Anello perduto” che mira a dare sostegno e ad offrire spazi di incontro, di dialogo, di approfondimento e cura cristiana alla vita. Tra gli obiettivi del progetto di pastorale, la cura di un affetto ferito, il sostegno alla persona, la riscoperta della spiritualità personale, l’acquisizione dello stile benedicente. Ma anche aiuti concreti e sostegno morale, una dimostrazione che la Chiesa come comunità non abbandona i propri fratelli e sorelle.

Nella concezione del percorso hanno partecipato, oltre a diaconi e sacerdoti anche teologi, psicologi e assistenti sociali. Il progetto prevede anche attività laboratoriali che affrontano varie tematiche, dal problema del ridisegnare sé stessi a quello di riuscire di nuovo a sentirsi realizzati. Elaborare le difficili emozioni provate il processo di separazione è molto difficile, faticoso e richiede quindi tanta energia e una guida per acquisire consapevolezza del cambiamento. Di vitale importanza è inoltre non perdere la fiducia in sé stessi e negli altri. Tutto questo per aiutare i fratelli e sorelle che si trovano in un periodo di difficoltà a rialzarsi, proprio come ci insegna il santo Vangelo.

La Redazione

Testimonianze

Erica, 40 anni, insegnante di religione a Cuneo, si è sposata nel ’99. Nel 2004 è nato Matteo e nel 2009 arriva la separazione perché l’ex marito se ne va con un’altra. «Mi sentivo una fallita in tutti i sensi», dice, «più che il mio ex marito facevo fatica a perdonare me stessa per non essere riuscita a dare a mio figlio la famiglia che meritava». E in parrocchia? «Non mi sentivo lontana ma neanche accolta. Da insegnante di religione ho avuto diversi veti e limitazioni. Abbiamo fatto un weekend di riflessione sul perdono con la dottoressa Garello e ho cambiato prospettiva di guardare alla fine del mio matrimonio».

Ornella e Paolo sono sposati da 31 anni. Lei in prima unione, lui reduce da un divorzio. Hanno tre figli, tutti animatori nella parrocchia Spirito Santo di Fossano. «Grazie a mia moglie mi sono riavvicinato alla chiesa», racconta lui, «insieme abbiamo fatto gli educatori dei giovani e il prete ci dava la comunione solo in occasione dei campi estivi». Ornella, ex Azione cattolica, dopo le aperture del Papa è più fiduciosa: «La cosa che mi fa più male è non poter accedere alla Confessione e fare da madrina. Il divieto della comunione l’ho accettato anche se nelle occasioni come la cresima dei miei figli mi ha fatto male non poterla fare». L’atteggiamento del Papa? «È stato una conferma dell’accoglienza e vicinanza sperimentata qui in diocesi», dicono. Marinella e Gigi, divorziati entrambi, si sono conosciuti nel 2001 al gruppo di Taizé. Nel 2008 si sono risposati. «Ho vissuto momenti difficili», dice lei, «soffrivo per non poter fare la Comunione. Credo che nel nostro incontro ci sia lo zampino di Dio».


Articolo pubblicato sul mensile insieme di febbraio 2022.