Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


2022 04 fmigliaperfettaIl 19 marzo 2021 iniziava l'anno della Famiglia Amoris Lætitia, voluto da Papa Francesco, per dare ad ognuno di noi il piacere di soffermarsi ed ammirare lo splendore della vita e dell’amore che ci unisce in una famiglia.

Settimane fa, in uno degli incontri di catechismo, abbiamo avuto modo di affrontare il tema della famiglia. Abbiamo esplicitamente scelto di trattare la tematica con dei bambini, dai sette ai nove anni, per capire come loro percepivano il concetto di “famiglia”. Alla domanda “Cos’è una famiglia?”, ci ha sorpreso la risposta diretta e spontanea di un bambino. La famiglia è un abbraccio, un volersi bene. Famiglia è stare insieme, mangiare allo stesso tavolo, preparare un dolce.

Con occhio critico, abbiamo rilevato diverse tendenze di rappresentare la famiglia.

Partendo da una consueta famiglia, siamo arrivati ad osservare la famiglia dei Ferragnez e la famiglia reale d’Inghilterra. Gli stessi bambini diventavano a loro volta critici o sognatori.

Si sono poi susseguite immagini di famiglie in gravi difficoltà economiche e famiglie con carenza di affetti e attenzioni. Si son viste famiglie senza un tetto, con vestiti malandati, nell’aridità di un campo. Si son viste famiglie che sembravano aver tutto, famiglie sedute insieme a tavola, ma in cui ognuno era distratto nel guardare le notifiche sul proprio cellulare. E come solo la leggerezza di un bambino riesce a fare, siamo riusciti a discutere di famiglie in cui si vede un padre abbandonare i propri figli, per salire su un treno, o nel peggior dei casi, su un barcone fatiscente.

Ritroviamo la famiglia di Adamo ed Eva, Caino e Abele: una famiglia complessa, che ha provato la sofferenza e l’invidia. Abbiamo parlato della famiglia di Gesù e della grande famiglia della Chiesa, osservando la folla in Piazza San Pietro.

Ognuna di queste famiglie era bella, ma in ognuna, i bambini trovavano delle imperfezioni. Abbiamo allora chiesto ai bambini: “Esiste una famiglia perfetta? E se sì, come dev’essere una famiglia perfetta?”. Non capendo, ce la siamo fatti disegnare.

Passeggiando tra i banchi, un primo bambino ci spiega: “Per me la famiglia perfetta esiste, ed è la mia famiglia”. Un’altra bambina la pensa allo stesso modo, ma aggiunge che: “A casa siamo tanti fratelli. Se non li disegnassi tutti, la mia famiglia non sarebbe al completo, e quindi non sarebbe perfetta”. Era comunque bello notare come alcuni bambini, pur non disegnando la propria famiglia in quanto perfetta, rappresentassero un momento collegato a un qualcosa di vissuto con essa.

“Questa signora è la mamma di questa famiglia perfetta, non so ancora che nome darle. Ci sono poi i tre figli e il papà. Stanno facendo un pic-nic insieme al parco, nello stesso parco in cui io l’ho fatto con la mia famiglia domenica scorsa”.

Un’ultima bambina aveva deciso di disegnare la propria famiglia come perfetta e sul suo disegno apparivano due figure femminili identiche: stessi capelli, stesso vestito. Sorpresi, noi catechisti le abbiamo chiesto se ci fossero due gemelle in famiglia.

A tale domanda, la bambina sorridendo risponde: “No, non siamo gemelle”, e indicandoci sul suo disegno: “Questa sono io e questa accanto è mia mamma. Siamo uguali, perché io da grande voglio essere uguale a lei”.

Nello stesso disegno, dietro alle due figure femminili, compariva un uomo. Sullo sfondo, una miriade di cuori rossi riempiva il bianco del foglio. La domanda da parte nostra è stata spontanea: “Questo signore è tuo papà”?

E la bambina ancora una volta ci sorprende, spiegandoci: “No, questo non è mio papà. Questo è l’amico di mia mamma. Sta dietro di noi e con un braccio abbraccia mia mamma, ma con l’altro braccio abbraccia me. Mi vuole tanto bene, e io ne voglio a lui”.

Ogni bambino, con il suo disegno, ha lanciato un messaggio diverso. Molti hanno disegnato la propria famiglia, altri una famiglia immaginaria, ma sostanzialmente molto simile alla loro. Pochi bambini hanno deciso di disegnare una famiglia da sogno, magari in una casa più grande, con tanti animali domestici dentro.

Ma nessuno dei bambini ha voluto esagerare. Nessuno ha disegnato una famiglia che naviga nell’oro. Nessuno ha rappresentato la propria famiglia al centro di un potere o in un grande castello principesco.

In fondo, mi piace vedere come la diversità dei disegni e dei pensieri dei tanti bambini, ci ricongiunge ad un solo ed unico messaggio: impariamo ad amare ciò che già possediamo, in tutte le sue imperfezioni. Infine, una famiglia perfetta forse non esiste. O forse, come lo disegnano i bambini, sono le imperfezioni a renderla perfetta.

Mi viene in mente una famosa frase anonima.

“L’imperfezione è in realtà perfezione, vista da una meravigliosa prospettiva”.

Questo, per dire che ognuno di noi, a seconda delle prospettive, ha il potere di decidere quanti cuori rossi disegnare dietro la propria famiglia, anche se alle volte imperfetta.

Remo Panarese


Articolo pubblicato sul mensile insieme di aprile 2022.