Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


2022 56 sempregiovaniC’è chi preferisce passare la domenica a riposarsi sul divano, chi invece non vede l’ora di passarla all’aria aperta. C’è chi decide adottare un cane, chi invece sogna di avere un gatto. Chi teme di andare in pensione, perché non sa come riempire le sue giornate, chi invece non vede l’ora di andarci.

Abbiamo interessi diversi, vite diverse, ma siamo tutti accomunati dallo stesso destino: diventare grandi e, poi, invecchiare. La vita di ognuno di noi è segnata da momenti importanti, da esperienze comuni che ognuno di voi vive, seppure in modo diverso: il primo giorno di scuola, la prima relazione sentimentale, la prima vacanza con gli amici, il primo lavoro, il primo capello bianco, la nascita di un figlio, il pensionamento… Tappe importanti che segnano il lento ma inesorabile viaggio delle lancette della vita verso la mezzanotte.

“L’uomo è l’unico essere vivente che sa che prima o poi morirà. Sopprimere questa consapevolezza è l’unico vero dramma dell’uomo” – Friedrich Dürrenmatt

Invecchiare è quindi la grande esperienza comune a tutti noi. Ma come la viviamo? Cosa significa invecchiare? L’età è davvero solo un numero? Il concetto che si cela dietro al “diventare vecchio” è molto personale ed ognuno lo interpreta in modo diverso. Certo la comparsa della prima ruga e del primo capello bianco rappresenta a volte un dramma, ma diventano poi segno di saggezza e di vita vissuta, di esperienze maturate e di ricordi. Se da un lato c’è chi ricorre a trattamenti di bellezza finanche alla chirurgia estetica per porvi rimedio, altri accettano il cambiamento del proprio corpo e salutano ogni nuova ruga come una nuova foto sull’album dei ricordi.

“Forever young”, ovvero “Giovani per sempre”, così si intitola l’interessante esposizione visitabile nella casa delle generazioni di Berna, a pochi passi dalla stazione centrale. Una mostra che si pone delle domande a cui siamo invitati, tutti noi, a trovare delle risposte. A partire da quando si è vecchi? Mi piacerebbe essere immortale? Qual è il periodo della vita più bello?

“Non si è vecchi finché non ci si sente vecchi” risponde alla prima domanda un uomo di cento anni intervistato in video. Alla stessa domanda, una bambina di dieci anni invece, afferma sicura di sé che “beh, io ora sono grande, non vado più a scuola materna come i bambini piccoli”. Una mostra che non ci spiega solo il processo biologico dell’invecchiamento cellulare, ma che ci presenta in modo diversificato come la società svizzera si pone di fronte a questo inevitabile cambiamento attraverso interviste ma anche servendosi di statistiche ed infografiche. Qual è la vostra prospettiva di vita? Potrete scoprire anche questo rispondendo ad un semplice questionario che vi rivelerà, in modo ovviamente indicativo, l’età che potreste raggiungere.

E per quanto riguarda l’immortalità?

L’umanità è da sempre affascinata dall’essere immortale, come lo testimoniano anche i diversi miti e legende che sono giunte fino a noi dal passato. Pensiamo all’antica mitologia greca, con le sue numerose divinità e una grande schiera di eroi e semidei, che ci ha tramandato numerose legende legate all’immortalità. Spesso però in questi miti, l’immortalità, inizialmente presentata come una grazia divina, si rivelava essere una condanna eterna. Pensiamo, per fare un esempio, al mito del centauro Chirone. Per la sua natura divina godeva dell’immortalità ma che, colpito per sbaglio da una freccia velenosa, era costretto ad una vita eterna di sofferenza, tanto da decidere di cedere la sua tanto invidiata immortalità all’eroe umano Prometeo.

Nel periodo medievale, ricco di credenze e tradizioni, nacque la legenda che nel Giardino dell’Eden fosse presente una Fonte dell’Eterna Giovinezza, alle cui acque era legato il potere di guarire dalla malattia e di ringiovanire chi vi si fosse immerso. A questa fonte era anche legato il mito del Sacro Graal.

La lotta contro la malattia e contro l’invecchiamento nonché la ricerca di una forma di immortalità o di eterna giovinezza ha accompagnato tutta la storia dell’umanità, a partire dai miti e leggende fino alla moderna medicina e ricerca scientifica. In fin dei conti, già gli alchimisti medievali tentavano invano di individuare una sostanza che permettesse all’uomo di vivere in eterno, la cosiddetta “Pietra Filosofale” o un “elisir di lunga vita”. Una ricerca che non si è mai fermata: lo dimostrano il proliferarsi di prodotti anti-invecchiamento, le promesse di diete miracolose e lo sviluppo di branche della medicina volta a nascondere i segni del tempo nel nostro corpo.

Ci si chiede, però, se non dovremmo forse occuparci di più di contrastare l’invecchiamento dello spirito, piuttosto che di lottare contro rughe e capelli bianchi. E voi? Cosa significa, per voi, l’età?

La Redazione


Articolo pubblicato sul mensile insieme di maggio-giugno 2022.