2021 78 nonni“La vecchiaia è un dono e i nonni sono l’anello di congiunzione tra le diverse generazioni per trasmettere ai giovani l’esperienza di vita e di fede. I nonni tante volte sono dimenticati e non dimentichiamo questa ricchezza di custodire le radici e trasmettere.” Con queste parole, pronunciate da papa Francesco alla fine dell’Angelus il 31 gennaio scorso, il pontefice ha istituito ufficialmente la giornata dedicata ai nonni. Verrà celebrata ogni anno la quarta domenica di luglio, proprio in vicinanza alla festa liturgica dei santi Gioacchino ed Anna, i genitori di Maria.

Di questi due santi non v’è traccia nella Bibbia, le informazioni su di loro ci sono giunte attraverso testi apocrifi. Per oltre vent’anni i due sposi non concepirono alcun figlio, cosa che, nella società ebraica del tempo, era segno di una mancata benedizione celeste. Ma le loro preghiere accorate furono esaudite e a entrambi apparve un angelo ad avvertirli che presto sarebbero diventati genitori. Secondo la tradizione, quando Maria compì tre anni, per ringraziare Dio, Gioacchino e Anna la presentarono al tempio per consacrarla al servizio del tempio stesso, così come avevano promesso nelle loro preghiere. Il culto ai nonni di Gesù si è sviluppato prima in Oriente e solo in un secondo momento in Occidente. Celebrati dalla Chiesa Cattolica per molti secoli in due date diverse, con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II del 1969 i genitori di Maria sono stati “ricongiunti” in un’unica celebrazione il 26 luglio.

Gli anziani e i nonni sono delle figure che papa Francesco ha molto a cuore, tanto da dedicare, anche a loro, un intero capitolo della sua esortazione apostolica Amoris Laetitia. «Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando declinano le mie forze» (Sal 71,9). La nostra società moderna, frenetica ed individualista spesso tende ad emarginare gli anziani. Ed è proprio contro questa pratica che si leva il desiderio del papa: il sogno una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia di un nuovo abbraccio tra giovani e anziani.

In Amoris Laetitia il papa ribadisce il ruolo fondamentale degli anziani nell’educazione e nella formazione delle giovani generazioni. Spesso sono i nonni, infatti, che trasmettono i grandi valori e la fede cristiana ai propri nipoti. “Le loro parole, le loro carezze o la loro sola presenza aiutano i bambini a riconoscere che la storia non inizia con loro, che sono eredi di un lungo cammino e che bisogna rispettare il retroterra che ci precede. Coloro che rompono i legami con la storia avranno difficoltà a tessere relazioni stabili e a riconoscere che non sono i padroni della realtà. Dunque, «l’attenzione agli anziani fa la differenza di una civiltà. In una civiltà c’è attenzione all’anziano? C’è posto per l’anziano? Questa civiltà andrà avanti se saprà rispettare la saggezza, la sapienza degli anziani».”

Gli anziani hanno il compito fondamentale di tramandare i valori, le tradizioni e le proprie esperienze alla giovane generazione. Perché ricordare il passato significa avere gli elementi per capire il presente e cercare di migliorarlo. Una famiglia che ricorda è una famiglia che ha futuro. Ecco, dunque, il consiglio di papa Francesco:

È importante che i nonni incontrino i nipoti e i nipoti si incontrino coi nonni perché, come dice il profeta Gioele, i nonni davanti ai nipoti sogneranno e i giovani, prendendo forza dai nonni, andranno avanti, profetizzeranno.

La Redazione


Articolo pubblicato sul mensile insieme di luglio-agosto 2021.