2019 12 RegaliBambiniNatale è una festa complessa. Sentimenti religiosi si uniscono a quelli familiari, di rassicurazione, di speranza, di solidarietà, di desiderio di pace.

La dimensione antropologica e familiare del Natale accomuna credenti e non credenti e in tal senso il Natale è la festa di tutti.

In questa varietà di sentimenti hanno un ruolo centrale i bambini, il fulcro degli affetti familiari. E durante le feste da tempo immemorabile c’è l’uso di far trovare dei doni ai piccoli.

Consumismo e globalizzazione hanno fatto sì che Babbo Natale sia divenuto figura molto commercializzata, sempre più importante e principale portatore di doni. Il bonario vecchio dalla Barba bianca vestito di rosso non ha però ancora vinto del tutto.

Ci sono ancora bambini che aspettano S. Nicola, S. Lucia, Gesù Bambino, la Befana, i re Magi.

Le tradizioni sono dure a morire. Chi le ha vissute con gioia, stupore, poesia, tenerezza, attesa, le trasmette ai figli e ai nipoti per far loro vivere la stessa magia con gli stessi rituali della propria infanzia.

Ogni paese ha la sua favola da raccontare e nel periodo natalizio si incontrano culture e usanze diverse.

Babbo Natale

È certamente il personaggio più conosciuto al mondo e lo troviamo in Europa, in America, in Asia, con caratteristiche diverse.

“Jultomte”, in Svezia, nella notte della vigilia, su una slitta trainata da renne parte dalla Lapponia per gettare doni davanti alle porte. In Finlandia si chiama “Jolupukki” e viaggia con una sola renna, mentre il Babbo Natale americano e britannico, che si cala dai camini, è “Santa Claus”, e consegna i doni con l’aiuto di folletti vestiti di verde.

In Russia “Nonno Gelo” (Ded Moroz) passeggia sulla sua troika trainata da tre cavalli e domina le avversità del clima.

Interessante l’usanza della Slovacchia, dove oltre a Babbo Natale, un diavolo e un angelo interrogano i bambini, lasciando, l’uno del carbone ai birichini, l’altro dolciumi ai buoni e obbedienti.

Il mito di Babbo Natale è legato alla storia di “S. Nicola”, che porta regali ai bambini anche in alcune regioni italiane, particolarmente del sud.

Santa Lucia

La santa, martire siracusana accecata con la forza, porta doni in molte città del nord Italia, in Emilia Romagna, Veneto e Friuli, ma anche nella lontana Svezia.

Raffigurata vestita di bianco con in testa una corona di candele sempre accese, guai se trova i bambini svegli, li depenna. Chi invece è andato a nanna all’ora stabilita e senza capricci, il mattino del 13 dicembre, al posto dell’acqua e della farina gialla, lasciati per l’asinello della santa, trova il dono desiderato e un po’ di dolci.

Gesù Bambino

È Lui, che nasce a Natale, a portare i doni in molte regioni d’Italia e d’Europa; lascia i doni sotto l’albero o accanto al presepe. Per rifocillare Lui e l’asinello che lo accompagna si lasciano un piattino con dei biscotti e un po’ di latte; al mattino restano solo delle bricioline…

Anche in Germania, Svizzera, Slovenia, Ungheria e Austria Gesù Bambino passa nella notte della Vigilia.

I re Magi e S. Basilio

I re Magi con i loro molti regali sono ansiosamente aspettati nella penisola Iberica. Grandi e piccoli, nell’attesa dell’Epifania si scambiano pensieri.

Il 6 gennaio sono apprestate sfilate con carri da cui i tre re lanciano caramelle e dolciumi.

Grande festa invece, con balli e canti, il primo giorno dell’anno per i bambini greci, accontentati nei loro desideri da S. Basilio.

La Befana

La Befana viaggia tutta sola, a cavallo di una scopa, “con le scarpe tutte rotte”. Non ha renne, cavalli o folletti ad aiutarla, ma riempie di dolciumi o/e carbone le calze appese ai camini di tutta l’Italia. La sua tradizione è molto sentita e radicata soprattutto nel Lazio; i romani non rinuncerebbero mai alla Befana.

Le sue origini sono collegate alla festa religiosa dell’Epifania con qualche aiuto leggendario pagano.

Tradizione vuole che i re Magi, giunti a Betlemme, abbiano bussato alla porta di una vecchina per chiedere informazioni su Gesù.

La donna avrebbe indicato il cammino, rifiutandosi di unirsi a loro. Poi, pentita, si sarebbe precipitata fuori di casa con un cesto di doni. Vista l’impossibilità di raggiungere i Magi, avrebbe iniziato a distribuire i doni ai bambini che incontrava.

Sembra che la Befana non disdegni un po’ di pane e un mezzo bicchiere di rosso, ma anche un po’ di caffelatte è ben accetto.

 

Che si tratti di Babbo Natale, Santa Lucia o Gesù Bambino, i piccoli sono incantati e sensibili a queste figure, che percepiscono come buone e protettive. La mente dei bambini è aperta all’accettazione di fantastiche rappresentazioni circondate da mistero. Quando gradualmente si renderanno conto della verità, non proveranno delusione o inganno, soprattutto se i genitori avranno saputo dare alla tradizione il giusto significato, senza soccombere agi usi sociali, ma in piena consapevolezza e armonia con i valori che intendono trasmettere.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di dicembre 2019.