Le piante del Natale e le loro leggende

Ogni anno, arrivato dicembre, il profumo di caldarroste lascia spazio a quello del vin caldo, ai biscotti e ai dolci di Natale. Nell’aria si respira lo spirito natalizio, le città si riempiono di decorazioni, nelle strade risuonano i canti della tradizione e la gente passeggia tra i mercatini alla ricerca di un pensierino per le persone più care. Quest’anno ci aspetta sicuramente un Natale diverso dal solito, segnato dalla pandemia e dalle restrizioni, ma cercheremo di viverlo con serenità, cercando di cogliere il significato profondo di questa festa. Riflettendo sulle decorazioni che addobbano le nostre case e le nostre città in questo periodo, mi sono soffermato su un elemento ricorrente: le piante del Natale. Ovviamente l’abete è uno dei simboli più conosciuti di questa festività, ma anche le altre piante che pure ornano i locali e le nostre case nascondono storie e leggende sconosciute ai più. Seppur originarie di luoghi distanti e diversi tra loro per clima e cultura, le tre leggende che vi presentiamo sono simili tra loro e ruotano intorno a concetti cardine del Natale: il dono e la semplicità.

2020 12 piantenatale1Il vischio

Pianta sempreverde, emiparassita di numerosi alberi, è diffuso in tutta Europa.

La sua coltivazione è praticata per fini ornamentali e per l’erboristeria, anche se fin dall’antichità gli vengono attribuite proprietà terapeutiche dalla medicina tradizionale, non confermate dalla medicina scientifica. È considerato in molti paesi un buon augurio durante il periodo natalizio: in particolare, la tradizione del bacio sotto il vischio proviene dalle regioni scandinave.

Il vischio era considerato una pianta magica già dalla mitologia norrena e vichinga, ma su questa pianta si racconta anche una leggenda di carattere religioso.

C’era una volta un vecchio mercante che viveva solo. Non era sposato, non aveva né fratelli, né amici, né tantomeno figli. Il suo unico grande obiettivo di vita era quello di guadagnare il più possibile.

Era molto avido e curava più gli affari delle persone. Non gli interessavano le storie degli altri né aveva interessa nel fare nuove conoscenze o socializzare con chicchessia. Ovviamente nessuno gli voleva bene. Durante una fredda notte di dicembre, dopo aver contato i suoi soldi, non riuscendo a prendere sonno uscì a fare una passeggiata. D’un tratto, cominciò a sentire in lontananza vociare, canti e risate. Si sentì chiamare.

“Fratello, Vieni!” Non capiva da dove venisse quella voce, né chi l’avesse pronunciata.

Ma fu toccato nel profondo del suo animo da quella frase. “Fratello” a lui, lui che non ha mai avuto amici. Lui che aveva passato la sua vita a lavorare, senza costruire alcun rapporto umano.

Affacciatosi sull’uscio di casa, si accorse di una scia di gente che camminava in una direzione ben precisa. Decise in un attimo, uscì di casa e si unì a loro. Le persone si dirigevano verso una grotta, nella campagna circostante la città in cui abitava, Betlemme. Nel camminare, si avvicinò alle persone che gli camminavano intorno, ascoltò le storie di povertà e fatica e si rese conto di tutto ciò che aveva perso durante gli anni di isolamento. Giunti davanti alla grotta di Betlemme si rese conto che tutti avevano portato qualcosa in dono al bambinello in fasce, tranne lui, nonostante fosse molto ricco.

S’inginocchiò ed esclamò aprendo il suo cuore “Signore, ho trattato male i miei fratelli, perdonami!” e scoppiò in un pianto sincero, appoggiandosi ad un arbusto. Al sorgere del sole le lacrime risplendettero come perle tra le foglie.

Era nato il vischio.

2020 12 piantenatale2La stella di Natale

La stella di Natale è originaria del Messico, dove cresce spontaneamente nelle foreste. Allo stato selvatico può raggiungere anche i quattro metri di altezza!

Coltivata anche in Italia, Belgio e Stati Uniti, è diventata un’importante pianta ornamentale del periodo natalizio.

Spesso viene erroneamente gettata via una volta perse le foglie. Se invece la si conservasse in un luogo luminoso e la si curasse durante tutta l’estate, una pianta con buone radici potrebbe nuovamente fiorire a fine settembre…

La leggenda della stella di Natale è una favola religiosa, che parla di fede e amore verso Dio. In Messico si narra la storia di una bambina dalle origini umili; talmente povera da non avere nemmeno la possibilità di procurarsi un fiore da mettere ai piedi di Cristo durante la Santa Messa.

La ragazza preferisce rinunciare, piuttosto che omettere di onorare Gesù con i fiori come facevano tutti gli abitanti del villaggio. Un angelo allora si presenta al suo cospetto e le dice sorridendo: “raccogli tutte le piante e le erbe che trovi ai lati delle strade”

La bambina, confusa, risponde con un filo di voce: “Quelle erbe non sono fiori ma piante cattive, erbacce”

L’angelo sorride e le dice: “Sono piante speciali che l’uomo non ha ancora scoperto. Tu sarai la prima a scoprire la loro bellezza.”

La bambina, allora, raccoglie subito tutte le piante che trova ai lati delle strade, mostrando la sua fede e la sua devozione a Dio.

Le porge ai piedi del Cristo, e immediatamente, quelle erbacce cominciano ad assumere il bellissimo colore rosso vivo delle brattee; mentre al centro spuntano incantevoli fiori. I presenti restano estasiati dal miracolo avvenuto sotto i loro occhi.

Da quel momento e per sempre, i messicani chiamano quelle piante miracolate: "flores de la noche buena", ossia “fiori della santa notte“.

2020 12 piantenatale3Agrifoglio

Lo sapevate che una pianta di agrifoglio può arrivare fino a dieci metri di altezza?

Ebbene sì, anzi, stando ad alcune ricerche, nel Terziario intere distese di foreste di agrifoglio ricoprivano tutto il continente europeo. Oggi, la pianta di Agrifoglio più vecchia ha circa 900 anni e si trova in Sicilia. Come il vischio, anche l’agrifoglio ero considerato una pianta magica prima del diffondersi del cristianesimo. Questa pianta era infatti utilizzata durante le celebrazioni pagane della rinascita del sole al solstizio d’inverno (analogamente ai Saturnali e al Sol Invictus dei Romani). La rinnovata ascesa del sole in cielo che iniziava al solstizio era simbolicamente inscenata come una battaglia tra la quercia estiva e l’agrifoglio invernale. Le rosse bacche dell’agrifoglio rappresentavano la fertilità durante la profonda oscurità invernale, una promessa di ritorno di luce e calore.

Una leggenda cristiana narra invece la storia di un pastore che si svegliò, all’improvviso, nel cuore della notte.

In cielo c’era una luce nuova: una luce mai vista a quell’ora. Il pastorello, impaurito, lasciò l’ovile, e corse verso il bosco: e lì, nel campo aperto, sotto una bellissima volta celeste, udì dall’alto il canto soave degli Angeli, che annunziavano la lieta novella della nascita di Cristo. A quella vista il pastorello si tranquillizzò. Intanto, cominciava a sopraggiungere molta gente e tutti, a passi affrettati, si dirigevano verso una grotta. “Dove andate?” chiese il pastorello.

“Non lo sai?” rispose una giovane donna “è nato il figlio di Dio: è sceso quaggiù per aprirci le porte del Paradiso”.

Il pastorello pensò di unirsi alla comitiva: anch’egli voleva vedere il Figlio di Dio. A un tratto, si accorse che tutti recavano un dono, soltanto lui non aveva nulla da portare a Gesù. Triste e sconvolto, ritornò verso le sue pecore.

“Non ho nulla, nemmeno un fiore! Che cosa si può donare quando si è così poveri?”.

Mentre pensava queste cose, i suoi piedi nudi furono punti da spine.

“Ahi!” esclamò e si fermò si fermò a guardare in terra: “Oh, un arbusto ancor verde! È una pianta di agrifoglio, dalle foglie lucide e spinose!” Il coro di Angeli sembrava avvicinarsi, c’era tanta festa attorno. Come resistere al desiderio di correre dal Santo Bambino anche se non si ha nulla da offrire?

Ebbene, il pastorello prese il ramo di agrifoglio e si avviò alla Divina capanna… quello era il suo omaggio. Giunto alla grotta, si avvicinò felice e confuso al bambino sorridente che sembrava aspettarlo. Ma che cosa accadde? Le gocce di sangue delle sue mani, ferite dalle spine, si trasformano in rosse palline, che si posarono sui verdi rami dell’arbusto che aveva raccolto per Gesù. Al ritorno, un’altra sorpresa attese il pastorello: nel bosco, tra le lucenti foglie dell’agrifoglio, era tutto un rosseggiare di bacche vermiglie. Da quella notte Santa, l’agrifoglio viene offerto, in segno di augurio, alle persone care.


Articolo pubblicato sul mensile insieme di dicembre 2020.