2021 78 MediterraneoIn Puglia, ad Ugento – Santa Maria di Leuca, ci si prepara alla sesta edizione di Carta di Leuca

Quasi vent’anni fa, nella primavera del 2002, le radio mandavano un pezzo di Eugenio Bennato che si augurava che il Mediterraneo fosse un luogo di incontro fra i popoli, un porto dove i marinai si fermano a chiacchierare, una fortezza senza porte, fatta di scambi e reciproco rispetto. All’epoca forse il pezzo di Bennato poteva sembrare spropositato, ma se tornassimo a rileggere ora quelle parole il brano diventa in un attimo profetico, utopico, straordinariamente attuale nel bene e nel male. Anche solo a voler citare l’ultima strage di annegati o sbarco di disperati sulle coste della speranza, si farebbe fatica a ricordarle tutte, tanto che ormai quello che un tempo era il “Mare di mezzo” che univa le terre, è diventato una cerniera che fatica a chiudersi, un cimitero dove annegano uomini e donne che fuggono da guerra e da miseria per cercare di entrare in un’Europa dalle porte sempre più chiuse.

A sud del Sud Italia, in quella terra che porta il nome di Salento, nella diocesi che rappresenta proprio il tacco del Bel Paese, nacque – nel 1935 – don Tonino Bello.

Fu un prete, un parroco, un pastore scomodo, un vescovo dalle scelte forti e coraggiose, ma sempre profondamente innamorato di Gesù e della Sua Chiesa. Per descriverlo con due immagini (e utilizzando le sue stesse parole) la Chiesa che sognava doveva essere una “Chiesa del Grembiule”, dedita al servizio e alla bellezza/dovere di stare sempre dalla parte degli ultimi, chinando a lavare loro i piedi come fece il Maestro nell’Ultima Cena; la seconda chiave di lettura della sua vocazione e del suo ministero è senza dubbio quella della “Convivialità delle differenze”: teologo e scrittore sensibilissimo, innamorato di Maria, incarnava lo stile del dialogo fatto di ascolto e condivisione, opponendosi – spesso con tutte le sue forze – alla guerra e alla corsa agli armamenti.

Sin dal 2016, proprio nella Diocesi che gli ha dato i natali, prende vita in piena estate un meeting di giovani provenienti da tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. In questi sei anni, sui passi e nei luoghi cari a don Tonino, si sono incontrati non solo uomini e donne, energie, religioni, culture, ma anche e soprattutto sogni di pace, speranza e bellezza.

Questi giovani hanno a cuore la custodia del Creato, la centralità della persona e la costruzione di percorsi di convivialità, nel rispetto delle differenze, non si rassegnano alla violenza, alla censura, all’autoritarismo e all’individualismo ma si assumono la responsabilità di aprire nuove vie di fraternità e nuovi cammini d’amicizia tra i popoli, sino a firmare e sottoscrivere insieme, all’alba dell’ultimo giorno dopo giornate di incontri, riflessioni, cammini, interventi, testimonianze e lavoro comune, il documento finale che è un appello sempre nuovo rivolto ai politici e ai Governi, piccoli e grandi, per costruire un futuro di Pace nel Mediterraneo.

La pandemia da Covid-19 ha spento (almeno per ora) la possibilità di rivivere la “Carta di Leuca” secondo le tradizionali modalità e i tradizionali numeri di partecipazione, ma non ha spento la voglia di lavorare ancora con i giovani e di proporre loro esperienze belle e di valore. Quest’anno, pertanto, grazie alla Pastorale Giovanile diocesana che organizza l’evento insieme al Parco Culturale Ecclesiale “De finibus terrae”, tutti i giovani della diocesi - divisi per foranìe - vivranno nel mese di Giugno una giornata su uno dei Cammini di Leuca, percorrendo kilometri sui vari sentieri di campagna o della litoranea e partecipando a laboratori e momenti di riflessione, contemplando la bellezza naturale del territorio. Dopodiché dal 10 al 13 Agosto, una delegazione di trenta ragazzi, composta da dieci giovani della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, dieci giovani provenienti da una diocesi della Grecia e dieci giovani delle associazioni partner dell’evento, lavoreranno sulle riflessioni che sono state elaborate nella precedente fase e stileranno la “Carta di Leuca 2021” che verrà proclamata all’alba del 14 Agosto, sul sagrato della Basilica di Santa Maria di Leuca, dopo la marcia notturna che porterà i giovani a piedi dalla tomba di don Tonino al lembo estremo dell’Italia e “faro di pace” del Mediterraneo.

L’appello che ogni anno porta i colori del mare e vede la luce dell’aurora, ci trovi pronti come sentinelle sveglie a recepirne il messaggio per portarlo ovunque, altrove, farlo nostro. Il consiglio è quello di “seguire” Carta di Leuca non solo dalle varie pagine social ufficiali di Facebook o Instagram, ma di seguirne soprattutto il sogno, perché non esiste sogno troppo arduo se a sognare saremo in tanti.

Raffaele Maisto


Articolo pubblicato sul mensile insieme di luglio-agosto 2021.