2021 10 MariaCantoQuante volte ci siamo emozionati sulle note di un’Ave Maria cantata in chiesa? È una preghiera antica, che invoca la protezione materna, un testo profondo accompagnato da una musica spesso dolce e melodiosa, che riesce a toccare le corde del cuore. Ma quanti musicisti e compositori hanno dedicato una loro composizione alla Vergine? Lo abbiamo chiesto ad Elvino Arametti, storico musicista e direttore di coro della Missione di Berna, nonché compositore, insegnante ed esperto in canti liturgici e gregoriani.

Ave Maria

Chissà cosa deve aver pensato il grande J.S.Bach nel suo paradiso quando, cent’anni dopo la sua morte, il compositore francese Charles Gounod inventò una delle più celebri Ave Maria copiando di pari passo una sua composizione che con la Madonna non aveva nulla a che fare : la devozione mariana non aveva gran peso nella teologia luterana che il mistico e geniale compositore tedesco ben conosceva. Quasi in un involontario regolamento di conti, il cattolicissimo Gounod incollò sulle note del protestante Bach il testo latino sulle ali di una straordinaria melodia. Ma prima e dopo di lui innumerevoli compositori, conosciuti e sconosciuti, hanno messo in musica questa preghiera che, accanto al Padre nostro è la più recitata nella cristianità. Ne cito solo alcuni fra i più noti: Desprez, Ockeghem, Schütz, Mendelssohn, Brahms, Dvorak, Rachmaninov, SaintSaëns, Franck e Liszt con la sua austera Ave Maria scritta per il solo pianoforte.

Il testo

Il testo di questa preghiera alla Vergine è tratto, per la prima parte, dai racconti evangelici dell’Annunciazione e della visita di Maria ad Elisabetta; raccoglie insieme il saluto dell’angelo Gabriele (« Ti saluto, Maria, piena di grazia. Il Signore è con te ») e l’esclamazione di gioia di Elisabetta alla vista della Vergine che le rendeva visita (« Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno »). La seconda parte fu aggiunta alla metà del 1500 dal papa Pio V : invoca la preghiera e la protezione della Vergine in vita e in morte. A questo tempo risale la composizione gregoriana basata sul testo integrale latino. Quasi contemporanea è la bella Ave Maria di Jakob Handl (erroneamente attribuita a Tomás Luis de Victoria) che inizia citando il tema gregoriano. Altri musicisti si prendono più libertà nel trattamento del testo. Nell’Otello di Verdi, Desdemona, presagendo la tragedia che sta per compiersi, invoca la protezione della Vergine: la prima parte del testo viene quasi recitata sul canto dell’orchestra; la seconda, preghiera di aiuto per il peccatore, per le vittime di soprusi ma anche per i potenti che i soprusi li fanno, si sviluppa un canto commovente. Il compositore francese P.L. Dietsch incolla il testo latino ad una canzonetta rinascimentale: nasce così la nota Ave Maria di Arcadelt. Curioso è pure il caso dell’Ave Maria di Caccini, cantata anche da Bocelli: non è di Caccini, compositore fiorentino del 1500, ma di un chitarrista russo del secolo scorso; il testo è molto succinto: Ave Maria, Amen.

…e quella di Schubert ?

È senz’altro la più conosciuta, cantata e discussa; anche proibita e, a mio avviso, ingiustamente. Schubert mette in musica la preghiera di una giovane costretta a vivere in una grotta in compagnia del padre perseguitato da un potente. La ragazza prega la Vergine di vegliare sul suo sonno, come una madre. Forse è proprio il richiamo alla figura materna che rende questo testo così attraente. Qualche anno fa fui chiamato a suonare per un funerale: il defunto, non certo un tipo da chiesa e con alle spalle una vita piuttosto sregolata, aveva detto che al suo funerale avrebbe voluto l’Ave Maria di Schubert. La suonai, e volentieri.

Aveva il diritto un semplice organista di distinguere tra un capriccio e un possibile atto di fede?

Elvino Arametti


Articolo pubblicato sul mensile insieme di ottobre 2021.