Intervista ad Antonio Perissinotto

2021 12 messironaldoQuale ragazzo non sogna di diventare anche lui un giorno un idolo del calcio? È un sogno condiviso, frutto della passione per il calcio che molti dei nostri bambini condividono. Sappiamo che non tutti hanno il talento, la costanza, la passione ed i mezzi per raggiungere il traguardo, ma tutti i ragazzi hanno il diritto di poter sognare e di potersi divertire inseguendo un pallone in mezzo al verde campo di calcio. La sensazione del vento tra i capelli, la porta che si avvicina passo dopo passo come un miraggio, il pallone che finisce con potenza all’incrocio dei pali.

Da qualche anno a questa parte, il club calcistico di quartiere di Berna ha lanciato un bellissimo progetto di inclusione che permette a ragazzi diversamente abili di sognare in campo esattamente come i loro coetanei. Abbiamo intervistato Antonio Perissinotto, allenatore ed ideatore di questo interessante progetto.

Con la tua associazione calcistica hai lanciato un interessante progetto di inclusione. Raccontaci di più!

Da anni il club di quartiere “FC Länggasse” allena bambini e giovani, squadre maschili e femminili, offrendo a giovani talenti anche la possibilità di entrare nella scuola calcio dello Young Boys. Ben presto ci trovammo confrontati con richieste da ragazzi diversamente abili che volevano condividere i momenti con i propri fratelli, sognando anche loro dei momenti di gloria come Messi o Ronaldo.

A chi si rivolge il progetto? Chi partecipa?

Il progetto non ha avuto bisogno di grande pubblicità. In poco tempo siamo riusciti a coinvolgere ragazze e ragazzi a partire dai 14 anni in su fino oltre i trent’anni, provenienti da tutto il cantone di Berna. I partecipanti sono affetti prevalentemente da Sindrome di Down e durante i nostri “allenamenti” hanno la possibilità di tirare qualche calcio al pallone, di divertirsi e di socializzare.

Ti ricordi come, quando e come vi è venuta l’idea di questo progetto?

L’idea è nata perché volevamo cambiare dei valori radicati nel calcio. Sì, è importante essere il migliore, vincere una partita, raggiungere il top della graduatoria, ma è molto più gratificante il gioco, il cammino di crescita che facciamo insieme. L’associazione calcio FC Länggasse vuol essere un club di quartiere aperto a tutti e come tale si è proposto il motto “Mehr als ein Verein” ovvero “più di un Club”.

Ti ricordi il primo giorno in cui hai messo in pratica il progetto? Com’è stato? Ci sono state difficoltà? Come sei riuscite a gestirle?

Facilita molto partire in gruppo, motivati e pronti ad affrontare questa nuova esperienza. Ci siamo preparati con l’aiuto dell’organizzazione mondiale Special Olympics (https://specialolympics.com) e abbiamo incontrato e parlato con chi aveva già vissuto esperienze simili. Purtroppo, nel cantone di Berna non vi erano ancora proposte simili. La voglia di poter offrire ai ragazzi allenamenti che fossero adatti alle loro esigenze ci spinse ad iscriverci a dei corsi di specializzazione. Per tutti noi vivere il diverso durante questi corsi è stata un’esperienza che ci ha toccato e cambiato la vita.

Quali sono state le reazioni da parte dei ragazzi e delle ragazze?

I ragazzi sono entusiasti di partecipare agli allenamenti. Tutti si mettono in gioco. In squadra viviamo dei momenti belli e ogni tanto anche qualche momento di delusione. Ma alla fine dell’allenamento concludiamo sempre in positivo.

In che modo credi che questo progetto stia aiutando i ragazzi?

È straordinario lo sviluppo psicofisico che i ragazzi hanno fatto in questi anni. È altrettanto bello vivere i momenti associativi insieme a tutte le famiglie e tutti i ragazzi del club. La festa natalizia o altri momenti e iniziative in comune sono occasione di comunione e condivisione. Solitamente i ragazzi vivono la loro vita all’interno di istituzioni specializzate che offrono momenti di diverso genere.

Tu personalmente ti senti arricchito da questa esperienza? Cosa hai imparato?

Ho imparato molto, è straordinario poter condividere questi momenti di vita insieme. Trascorriamo un’ora e mezza la settimana con i ragazzi e riusciamo ad imparare e a scoprire come il calcio può essere molto di più che tecnica di tiro o di passaggio, molto di più della partita allo stadio e della moviola in TV. Tendi la mano al prossimo e ricevi gratitudine.

Come sta andando? Qual è il futuro di questo progetto?

Il progetto sta andando bene. Abbiamo coinvolto l’Università bernese. Offriamo la possibilità agli studenti universitari di fare uno stage nella nostra squadra. Vivono insieme a noi l’esperienza del progetto di inclusione e concludono poi a loro volta con un allenamento e un lavoro scritto.

Ringrazio Antonio Perissinotto per la sua testimonianza e per il bellissimo progetto messo in piedi dalla sua associazione calcistica, che rispecchia appieno i valori portanti dello sport: condivisione, sportività, solidarietà.

A cura di Luca Panarese


Articolo pubblicato sul mensile insieme di dicembre 2021.