2022 01 metaversoIl Metaverso, questo sconosciuto. Negli ultimi tempi è tornato alla ribalta grazie ad alcune rivelazioni di Mark Zuckerberg, l’ideatore e proprietario di Facebook e di molti altri social media, che lo scorso ottobre ha annunciato alla stampa il nuovo nome del social dall’iconica F blu: si chiamerà Meta. Riprende così un’idea nata nella realtà fantascientifica e che, chissà, presto sarà realtà. Un mondo in cui non si distinguerà più il reale dal virtuale. Non a caso il termine “Metaverso” deriva proprio dal greco antico “Meta”, ovvero “oltre”.

Paolo Attivissimo, giornalista informatico, spiega in un articolo sul suo blog di cosa si tratta: Il Metaverso, con la M maiuscola, è un insieme di luoghi virtuali e digitali nei quali le persone possono interagire come se fossero fisicamente presenti in quel luogo. Una specie di realtà virtuale in cui ci si sposta in uno spazio tridimensionale e interattivo con il proprio avatar.

Insomma, ricordate il film fantascientifico “Ready Player One” del 2018, in cui regista e sceneggiatore immaginano che l’umanità del futuro viva in un mondo virtuale? Beh, non potrebbe essere un mondo poi tanto lontano, dato che ci stiamo avviando verso una realtà sempre più ibrida tra reale e virtuale. Anche 'Matrix' (1999), 'Tron' (1982) o 'Il tagliaerba' (1992) sono film che preannunciano quello che potrebbe essere il futuro Metaverso.

Sono da una parte entusiasta di questo salto della tecnologia, finalmente tutto quello che ho visto nei film si concretizza e posso anch'io vivere tutto ciò che vedevo da ragazzo. Ovviamente, come descrive anche Paolo nel suo articolo, si tratta di un business e c'è da domandarsi se veramente l'intenzione di Zuckerberg è quella di mettere al centro del Metaverso la persona, l'individuo.

In questo nuovo Metaverso o Cyberspazio le persone saranno di nuovo il prodotto, saranno il materiale venduto ad aziende che vogliono vendere prodotti mirati ad una determinata fascia di età, sesso, religione, condizione sociale o altro. Quindi niente di nuovo. Cambia solo come il tutto viene presentato.

A parte questo prendiamo in considerazione ancora una cosa. I paesi poveri o il terzo mondo, quali benefici ne potranno trarre? La strumentazione o ciò che sarà necessario per collegarsi, per stimolare i nostri sensi e per immergerci nel Metaverso saranno a portata anche degli ultimi della terra? Il Metaverso potrà renderci uguali all'interno di esso? Potremo essere quello che vogliamo con l'aspetto che vogliamo? Tanti interrogativi. Ma le vere domande sono: potrà sfamare la fame vera? Oppure aiutare popoli che stanno subendo carestie e malattie? No, perché se fosse veramente così, adesso, ora in questo momento Zuckerberg farebbe qualcosa in questa direzione. Cosa fa invece il CEO dell'azienda Facebook? Gli fa cambiare nome. Si chiama Meta. Una ripulita all'immagine dell'azienda, che però non la riabiliterà, dai "FB Papers", che denunciano come l’azienda di Zuckerberg sia responsabile di disinformazione, odio e allarmi ignorati.

Una volta Steve Jobs disse che Google era il male assoluto, comparandolo a Satana in persona. Si potrebbe dire che il nuovo male assoluto è Facebook, o forse è solo Satana che si è evoluto? Un Diavolo 2.0? E il Metaverso cosa sarebbe se non un altro update?

Io credo in alcune tecnologie come la realtà aumentata, come strumento che possa essere utilizzato a servizio della scienza, della ricerca e nella medicina o della meccanica. Non toglie niente alla realtà ma aggiunge informazioni in più. È purtroppo anche vero che spesso la tecnologia viene utilizzata nell'ambito militare. Ma alla fine è sempre l'uso che se ne fa a rendere una tecnologia buona o dannosa per l'uomo.

Il termine "Realtà Virtuale" è controverso, basta andare a vedere l'etimologia o il significato di entrambe le parole, indicano praticamente il contrario dell'altra. Combinate indicano una simulazione, come se fosse vera, ma in fin dei conti non lo è. Facebook è stata una rivoluzione, ha unito persone, amici e famiglie lontane. Purtroppo, come descritto fin dall'inizio, Zuckerberg non si e mai curato tanto di seguire le regole, e questo ha portato a fatti illeciti. Come nel 2018 con lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica dove i dati personali di 87 milioni di persone sono stati trasmessi per scopi di propaganda politica. Ed ora di nuovo con i Facebook-Papers.

Ecco Facebook è controverso. È virtuale ma non virtuoso.

Meta o il Metaverso, se gestito allo stesso modo di Facebook, non andranno molto lontano. È solo un cambio maschera.

Roberto Sforza


Articolo pubblicato sul mensile insieme di gennaio 2022.

logo progetto missionario

pfarrblatt logo ridotto

Scalabriniani